Crociera estiva al Polo Nord

Tra qualche decennio al Polo Nord potrebbe non esserci più la calotta di ghiaccio e le rotte navali che collegano Europa, America e Asia potrebbero attraversare liberamente le acque del Mar Glaciale Artico.

Tutti gli studi da tempo ormai confermano quello che sarà un triste epilogo: intorno al 2040 in estate al Polo Nord potrebbe non esserci più la calotta di ghiaccio. In effetti la superficie della Calotta Artica dal 1980 ai giorni nostri si è ridotta di circa il 40% e ancor più rapidamente è diminuito lo spessore della banchisa. Così se nel 1979 la banchisa artica occupava un volume di 16.855 km3, negli ultimi anni è invece regolarmente scesa al di sotto dei 4.000 km3, con una riduzione quindi di oltre il 75%. A causa del Global Warming è perciò molto probabile che entro metà secolo in estate divenga possibile attraversare in nave l’Artico.

Navigazione transpolare: quanto tempo si risparmia?

Le rotte potrebbero essere più convenienti in termini di tempo e quindi anche di costo: attraversare l’artico è sicuramente più veloce per collegare Asia, Nord America ed Europa. Sicuramente le rotte transpolari comportano anche rischi connessi al clima e all’ambiente, qui naturalmente ostile: la calotta di ghiaccio potrebbe infatti fluttuare e spostarsi e in questo modo ostacolare il passaggio delle navi.

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Entro il 2030, in ogni caso, potrebbero diventare ordinarie alcune rotte cargo, ad esempio quelle che costeggiano il nord America e il nord Europa passando poi per il mare di Barents e il mare della Siberia orientale, mentre altre, specie quelle più prossime al polo, necessiterebbero delle rompighiaccio. Tra il 2045 ed il 2060 invece, spiega una ricerca dell’Università di Reading pubblicata dalla American Geophysical Union, lo spessore di ghiaccio della calotta rimanente sarà talmente sottile (compreso tra 1 metro e 50 centimetri) da permettere di attraversare più agevolmente il Mar Glaciale Artico.
Dall’Europa all’Asia più orientale attualmente ci vogliono 30 giorni di navigazione senza sosta passando dal Canale di Suez, mentre dal Nord America 25 giorni, approfittando del Canale di Panama. Nei prossimi decenni questo potrebbe cambiare: secondo le stime da Rotterdam a Yokohama potrebbero volerci 18 giorni mentre da New York a Yokohama 21.

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