Il ciclo dell’acqua (e del perché non va sprecata)

Siamo abituati all’acqua, ci circonda ogni giorno: quando apriamo il rubinetto, quando la beviamo, quando scende dal cielo, quando scorre nei fiumi o quando la vediamo fluttuare nei mari; l’acqua fa parte di noi, quasi non ci accorgiamo della sua esistenza, come succede per l’aria.

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La cosa sorprendente è che l’acqua presente oggi sulla Terra è la stessa da milioni di anni! Ogni goccia è passata dagli oceani all’atmosfera, da qui alle terre emerse, per tornare di nuovo agli oceani… e riprendere il ciclo all’infinito.
Ora vi spiegheremo come funziona il ciclo dell’acqua.

FASE 1 – Dall’oceano all’atmosfera: come si forma l’acqua dolce

Il motore di tutto il ciclo dell’acqua (detto anche idrologico) è il Sole, che con la sua energia:

  • trasforma l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi in vapore acqueo (evaporazione),
  • attiva nelle piante il processo di traspirazione, ossia la perdita di vapore acqueo dalla superficie delle foglie.

Il vapore acqueo prodotto dall’evaporazione e dalla traspirazione, sale quindi invisibile nell’atmosfera…

FASE 2 – Formazione delle nuvole

Il vapore acqueo che è salito nella parte bassa dell’atmosfera (troposfera) gradualmente si raffredda e condensa attorno a minuscole particelle di pulviscolo atmosferico, formando le nuvole dove l’acqua può esistere in tutte e tre le forme: liquida (gocce), gassosa (vapore) e solida (come particelle di ghiaccio).

FASE 3 – L’acqua lascia l’atmosfera per tornare sulla Terra

Le goccioline d’acqua o i cristalli di ghiaccio contenute in una nube si scontrano e si uniscono tra loro formando gocce più grandi e pesanti e che dunque ricadranno sulle terre emerse e sui mari sotto forma di precipitazioni, liquide o solide, ossia come pioggia o come neve.

FASE 4 – Ritorno all’oceano

L’acqua (o la neve) che ricade sulla terra finisce in parte nei ghiacciai, situati ai Poli e sulle alte montagne, in parte alimenta i fiumi e i laghi, infine in parte filtra nel terreno e si inabissa sotto la superficie, riempiendo gli strati del sottosuolo e andando a costituire le falde acquifere. Il sole scioglierà poi lentamente l’acqua ghiacciata sulle vette; l’acqua liquida, liberata, si farà strada verso il mare in torrenti, cascate, fiumi e laghi.

Dunque, grazie al deflusso superficiale dei fiumi, in parallelo a quello sotterraneo che scorre nel sottosuolo, l’acqua scesa dal cielo e quella che si scioglie dai ghiacciai torna in definitiva al mare e all’oceano.
Così l’acqua che aveva lasciato la superficie della Terra per far parte dell’atmosfera è tornata di nuovo alla Terra stessa.
Le piogge e la neve compensano l’acqua evaporata e il ciclo idrologico può così ricominciare.

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Questo è il mirabile ciclo dell’acqua dolce che si svolge da milioni di anni… ma questo processo di continuo rinnovo presenta anche qualche problema:

  • L’acqua non ricade su tutto il Pianeta in modo sistematico, nello stesso periodo e in ogni luogo. In alcune aree è rara, in altre si alternano piogge torrenziali a periodi di siccità, in altre ancora piove sistematicamente ogni giorno o in alcune stagioni dell’anno;
  • Parte dell’acqua dolce è inutilizzabile: o perché torna troppo velocemente nell’oceano o perché resta intrappolata nei ghiacciai o in falde profonde e non rientra in circolo;
  • Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il ciclo non è “per sempre” e anche l’acqua non è inesauribile.

Dobbiamo pensare che l’acqua sia sì “rinnovabile” tramite il ciclo idrologico, ma:

  • L’acqua che si trova negli strati sotterranei delle falde freatiche più profonde è acqua fossile che non si rigenera: uno sfruttamento eccessivo, fatto con i mezzi tecnici che l’umanità ha oggi a disposizione, può consumare in poco tempo quel che ha impiegato milioni di anni a formarsi!
  • Purtroppo succede che venga alterato il ciclo idrologico dell’acqua dolce – con l’urbanizzazione, la costruzione di dighe, la deforestazione, la deviazione dei corsi d’acqua naturali. Facendo ciò creiamo una perdita d’acqua irrecuperabile: è stato stimato che, dall’ultimo dopoguerra, siano andati perduti 750 miliardi di metri cubi d’acqua dolce ogni anno… Andando avanti così arriveremo presto al collasso delle risorse idriche.