Il Sole verso il minimo del suo ciclo di attività, il minimo solare

Nessuna macchia, il disco solare appare immacolato. Così lo ha fotografato oggi il Solar Dynamics Observatory della NASA. Secondo diversi studi il Sole starebbe per entrare nel periodo di attività minima. Tutto normale o quasi: l’attività del Sole segue un andamento ciclico, tra periodi di massima e periodi di minima attività che ricorrono ogni 11 anni circa. Il Sole però sembra stia entrando in una fase di attività particolarmente debole: negli ultimi anni il suo campo magnetico si è assottigliato ed è rallentata la velocità di rotazione degli strati piu’ esterni ad alcune latitudini.
Per capire l’intensità dell’attività solare gli esperti misurano il campo magnetico e osservano gli strati più superficiali della superficie della Stella. Durante il periodo di attività minima, ad esempio, il Sole ha meno macchie solari rispetto ai periodi di massima attività. La Royal Astronomical Society ha studiato l’attività del sole dell’ultimo periodo attraverso la sua “musica”. La professoressa Yvonne Elsworth della School of Physics and Astronomy dell’Università di Birmingham afferma che “il Sole è molto simile ad uno strumento musicale e produce note dalle basse frequenze. Attraverso lo studio di queste onde sonore (eliosismologia) si può comprendere cosa sta succedendo nelle parti più interne della Stella. Non siamo ancora sicuri di quali saranno le conseguenze di questa fase di attività particolarmente debole, ma è evidente che ci troviamo in periodo insolito. In ogni caso, possiamo affermare che arriveremo al minimo di attività solare tra circa due anni“.

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Il disco solare fotografato il 6 luglio 2017 dal SDO della NASA

Attività solare e conseguenze sulla Terra

Secondo gli esperti il prossimo minimo solare dovrebbe arrivare tra il 2019 ed il 2020. Diminuiscono le macchie solari e i brillamenti ma non significa che il Sole si più debole. “Si tratta solamente di una variazione dell’attività solare” spiega la NASA. Ad esempio durante il periodo di minimo solare i buchi coronali, quelle vaste zone “buie” e più “fredde” della corona del Sole, si sviluppano e resistono per molto più tempo (anche più di sei mesi). Da queste regioni dell’atmosfera del Sole il campo magnetico si espande e permette la fuoriuscita di particelle sottoforma di vento solare. Questo può talvolta provocare effetti anche sulla Terra: il vento solare interagisce con il campo magnetico della Terra provocando un disturbo nella magnetosfera, quello che chiamiamo tempeste geomagnetiche, aurore boreali e disturbi nei sistemi di comunicazione e navigazione.