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Perché abbiamo freddo? I consigli per combattere il gelo
Perché abbiamo freddo? I consigli per combattere il gelo

L’Italia, come molti altri Paesi europei, è sottoposta durante l’anno a sbalzi di temperatura notevoli: non è strano infatti che mentre a Torino piove con 5 o 6°C di temperatura massima, nello stesso momento in Sicilia venti di Scirocco portino la colonnina di mercurio ben oltre i 20°C!

Per la geografia del nostro Paese e per la facilità con cui è possibile spostarsi oggi, siamo noi stessi sottoposti a sbalzi di temperatura e il primo problema che incontriamo quando inizia a fare freddo è la difficoltà a mantenere la temperatura interna del nostro corpo intorno ai 37°C.

Naso, mani e piedi freddi: quando fa freddo il sangue circola meno!

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Un modo fondamentale con cui il nostro corpo può difendersi è connesso al sistema cardiovascolare, cioè alla circolazione del sangue. Quando fuori fa freddo il corpo tende a trattenere il calore, soprattutto in prossimità degli organi vitali come cuore, polmoni, cervello e fegato.

Per fare questo, restringe i vasi sanguigni periferici di volto, piedi e mani (fenomeno chiamato vasocostrizione), cercando così di tenere il sangue caldo lontano dall’epidermide più esposta al freddo esterno. E’questo il motivo per cui quando fa freddo abbiamo la pelle più pallida e chiara!

Brividi e riserve energetiche: attento a come mangi!

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Oltre che con la vasocostrizione, il nostro corpo si difende tremando: in questo modo attiva il lavoro dei muscoli che muovendosi producono calore. E sempre per produrre calore, il corpo esposto al freddo brucia le proprie riserve energetiche, ma per poterlo fare è ovviamente necessario che sia rifornito della giusta “benzina”.

Un’arma importante per combattere il freddo è infatti l’alimentazione. Chi ha in programma di passare molte ore all’aperto per lavoro o svago non può dimenticare di portare con sé bevande calde in un thermos e alimenti ricchi di zuccheri, come il cioccolato e i biscotti.

Frutta e verdura sono di fondamentale importanza per quell’apporto di sali e vitamine, che costituiscono una vera e propria protezione naturale. Non va dimenticato anche di bere molto, soprattutto per equilibrare la carenza di liquidi a cui vanno incontro gli strati superficiali del corpo. Il freddo e l’umidità sono anche causa di disidratazione della pelle.

Vestiti a strati per combattere il gelo!

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Oltre all’alimentazione il metodo più ovvio da utilizzare per combattere il freddo è l’abbigliamento. Ecco allora qualche consiglio utile e qualche curiosità per scegliere i capi giusti.

  1. indossa indumenti a strati sovrapposti (canottiera, maglietta, maglione, gilet, giaccavento…) è molto più efficace che indossare solo due capi molto pesanti;
  2. evita un abbigliamento troppo attillato: la pelle ha sempre bisogno di respirare;
  3. preferisci cotone e lana ai materiali sintetici che non fanno traspirare la pelle
  4. mantieni il più possibile il corpo e gli abiti asciutti;
  5. ricorda che la lana mantiene le proprie capacità isolanti anche quando è bagnata, a differenza del cotone che si bagna molto facilmente;
  6. presta molta attenzione alle mani: come spiegato, sono molto sensibili al freddo, indossa quindi dei guanti.
  7. Anche i piedi soffrono molto: in casi estremi conviene indossare due paia di calze, una di lana e una di cotone;
  8. la testa la parte del corpo che in proporzione disperde maggiormente il calore: i berretti di lana, dotati eventualmente di para-orecchie, possono essere indispensabili!
  9. Anche la sciarpa è essenziale sia per bloccare la perdita di calore dal collo sia per tenere calda una parte del corpo spesso colpita dai vari mali di stagione. L’aria secca e fredda che respiriamo in inverno dal naso e dalla bocca contribuisce infatti non poco a far ammalare il nostro sistema respiratorio
La magia della neve
La magia della neve

Quando nevica, il paesaggio cambia completamente e tutto sembra molto silenzioso. Perché la neve fa questo effetto? Scopriamolo insieme alla nostra Nix!

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Di cosa è fatta la neve?

Di cristalli! Ogni fiocco di neve visibile ai nostri occhi è fatto da minuscoli cristalli d’acqua che si plasmano durante la discesa dalle nuvole a terra quando la temperatura si avvicina allo zero. Vediamo come accade.

Una prima particella di polvere inizia a cadere e, mentre scende, il vapore acqueo si deposita su di essa, dando forma a un cristallo principale. Attorno ad esso, nella discesa e in pochissimi secondi,  si congela altro vapore acqueo, formando altri cristalli che costituiranno le cosiddette 6 “braccia” del fiocco di neve.

Questo processo dà vita a strutture molto affascinanti e tutte diverse tra loro. Non c’è infatti fiocco di neve che sia uguale a un altro! Se li si guarda con attenzione al microscopio si scoprirà però che tutti i cristalli di ghiaccio hanno in comune una forma geometrica riconducibile ad un esagono

I fiocchi di neve sono leggerissimi, anche perché la loro struttura contiene molti spazi vuoti. Per questo cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano e comprimono.

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Ai “vuoti d’aria” che ci sono nella neve dobbiamo anche il silenzio che percepiamo quando le nostre città sono innevate. I rumori della città rimbalzano facilmente su superfici compatte e uniformi, ma questo non succede quando la superficie, come quella creata dalla neve, ha molti vuoti d’aria.

In questo caso, infatti, le onde sonore vengono filtrate e assorbite dallo strato di neve fresca: ne bastano 2 centimetri perché i rumori ambientali non si propaghino nell’atmosfera!

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Perché in autunno le foglie cambiano  colore?
Perché in autunno le foglie cambiano colore?

Durante la stagione autunnale il paesaggio cambia: le foglie sugli alberi diventano di molte tinte diverse e ci regalano una vera esplosione di colore.

Questo fenomeno dipende da una sostanza che si chiama clorofilla: in primavera e in estate c’è clorofilla in abbondanza nelle foglie, che devono proprio a lei il loro classico colore verde.

Questa sostanza è la protagonista di un processo molto importante per la pianta e per tutto l’ecosistema: la fotosintesi clorofilliana. La clorofilla trasforma l’acqua, presente nella linfa, e il carbonio, presente nell’anidride carbonica che c’è nell’aria, in zuccheri e ossigeno.

Da dove viene lenergia che rende possibile questo processo? Dal sole!
La sua luce viene assorbita dalla clorofilla, che la utilizza come fonte di energia: è come se fosse il suo carburante.

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Come sappiamo, in autunno le giornate diventano sempre più corte e il sole è sempre più basso nel cielo. In questa stagione, quindi, fa sempre meno caldo e c’è meno luce solare.

Con la riduzione del suo carburante, la fotosintesi clorofilliana rallenta e la quantità di clorofilla presente nelle piante diminuisce per via delle temperature basse.

In primavera e in estate la clorofilla è tanta e il suo colore verde prevale su quello delle altre sostanze presenti nella foglia. In autunno diminuisce la concentrazione di clorofilla e quindi diventano visibili anche le altre tinte degli altri pigmenti che compongono la pianta: il nuovo colore delle foglie dipende proprio da queste sostanze.

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Il colore arancione è dovuto al carotene. Sì, quello delle carote! Il giallo dipende da una sostanza che si chiama xantofilla e che è presente in grandi quantità nel mais e nelle banane.
A volte il colore delle foglie è un bel rosso scuro: succede quando prevale l’antociano, un pigmento tipico delle ciliegie e delle prugne scure.autunno5

Non tutte le piante cambiano colore. Perché?

Sono piante che hanno un nome un po’ buffo: sempreverdi. Si chiamano così proprio perché le loro foglie non cambiano colore e restano, appunto, sempre verdi.
Succede, per esempio, nel caso degli abeti, che restano verdi anche in inverno, tranne quando li addobbiamo a Natale, e allora diventano di tanti colori diversi!

Le foglie degli abeti, come quelle dei pini e dei loro colleghi sempreverdi, contengono degli oli speciali e sono ricoperte da uno strato di cera: così possono resistere al gelo ed evitare che la clorofilla al loro interno diminuisca.

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Cosa è la biodiversità? E perché è così importante?
Cosa è la biodiversità? E perché è così importante?

Biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, frutto di lunghi e complessi processi evolutivi. Comprende tutte le forme di vita differenti:

  • A livello di geni (le unità ereditarie della cellula che determinano tutte le caratteristiche visibili degli esseri viventi, come il colore degli occhi dell’uomo o il colore del pelo dei gatti),
  • A livello di specie (l’insieme di esseri viventi con caratteristiche simili)
  • A livello di ecosistemi (una comunità di piante, di animali e di microrganismi in continua evoluzione, che interagiscono tra loro e con l’ambiente).

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Per esempio, il fatto che nella tua classe ci siano bambini con la pelle di colore diverso, con i capelli lisci o ricci, con gli occhi neri o azzurri, è espressione della biodiversità a livello di geni. L’incredibile numero di uccelli e piante differenti presenti in una riserva marina è invece esempio della biodiversità a livello di specie. La presenza nel nostro paese di zone di macchia mediterranea, di foreste di latifoglie, di zone montane di alta quota, di zone paludose e grandi pianure rappresenta infine una grande biodiversità a livello di ecosistemi.

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Batteri, farfalle, piante, elefanti, la foresta tropicale, la barriera corallina: piccoli organismi, grandi animali ed ecosistemi fanno parte della biodiversità e sono tutti dipendenti l’uno dall’altro per la loro sopravvivenza. La biodiversità è quindi il serbatoio da cui attinge l’evoluzione per attuare tutti i cambiamenti che danno vita a nuove specie viventi.

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La ricca biodiversità italiana
L’Italia è il paese europeo con la maggiore ricchezza biologica e ospita oltre un terzo della fauna e circa la metà della flora europee. Eppure, negli ultimi 60 anni si sono perse numerose razze animali e antiche varietà di ortaggi e frutta, mentre si sono diffuse poche nuove varietà. Per esempio, prima della seconda Guerra Mondiale in Italia erano presenti 40 specie di Brassiche, mentre oggi ce ne sono molte meno, tra cui cavolo, rapa, cavolfiore, colza, ravanello, senape, rucola. La grande maggioranza delle mele che vende il vostro fruttivendolo appartengono solo a 4 delle 20mila varietà di questo frutto che esistono al mondo.

Le cause di questo impoverimento sono diverse:

  • la coltivazione solo di specie e varietà vegetali che producono di più,
  • l’utilizzo degli stessi processi di coltivazione ovunque e l’uniformità dei prodotti,
  • lo sfruttamento e l’impoverimento del suolo.

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Razze e specie a rischio estinzione
La biodiversità a livello di specie è fatta da differenti varietà di piante, ma anche da diverse razze animali. Se rimangono soltanto pochi animali di una razza, si dice “a rischio di estinzione”, perché esiste il pericolo che quella razza scompaia per sempre. In Italia, per esempio, sono a rischio, tra gli altri, l’orso bruno e il lupo.

Cosa si deve fare per preservare le specie e le razze a rischio di estinzione?

  • Recuperare le vecchie ricette e le antiche tradizioni enogastronomiche,
  • Difendere l’ambiente e favorire un’agricoltura biologica, rispettosa del territori,
  • Alimentarsi in modo vario, preferendo il consumo di prodotti tipici locali. I prodotti locali sono più freschi e forniscono quindi un maggiore apporto di sostanze nutritive utili per la tua crescita,
  • Favorire la coltivazione delle specie autoctone, cioè di ortaggi e frutta locali e l’allevamento di razze animali diverse,
  • Proteggere le razze di animali a rischio (è per esempio uno dei compiti delle riserve e dei parchi naturali).

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Difendere la biodiversità per difendere la cultura e l’ambiente
Difendere la biodiversità è importantissimo. Gli ecosistemi con maggiore numero di specie si conservano meglio, mentre la scomparsa di specie, sottospecie o varietà porta con sé una serie di danni ecologici. Un’elevata diversità biologica assicura inoltre che l’aria sia pulita, che l’acqua sia potabile, che i suoli siano fertili, che alcuni parassiti non si moltiplichino eccessivamente, che l’anidride carbonica non si accumuli in atmosfera. Ma conservare la biodiversità significa anche difendere le tradizioni culturali: se si perde una specie, si abbandonano conoscenze, tradizioni, antiche ricette e usi. Infine, se una varietà di pianta o una razza animale scompare, cambia anche l’ambiente in cui viveva e quindi il paesaggio tipico di un territorio.

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Biodiversità e salute
Grazie alla ricchezza di forme di vita la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e sostanze nutritive per la nostra vita quotidiana. Un’elevata biodiversità assicura che l’uomo abbia specie e varietà diverse di cui nutrirsi, che sono alla base di una corretta e sana alimentazione. Mangiare in modo corretto significa infatti assumere cibi diversi, della qualità e quantità giusta per consentire al nostro corpo di ottenere le sostanze che gli permettono di crescere bene. Se consumi alimenti vari, preferendo i prodotti locali, non solo proteggi il territorio ma anche la tua salute.

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Fulmini e saette
Fulmini e saette

Il fulmine è in assoluto il fenomeno più pericoloso prodotto da un temporale, perché non è preceduto da nessun segnale che lo annuncia. Tocca terra soltanto il 25% delle scariche che possono fornirci informazioni interessanti in base al loro colore: se la saetta è rossastra in quella zona sono in corso le piogge, se è azzurra indica grandine, se è gialla significa che c’è polvere in sospensione sollevata dal vento. Se invece il fulmine è bianco significa che è presente scarsa umidità e quindi è elevato il pericolo di incendi.

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I fulmini sfruttano il cosiddetto potere delle punte (vette, campanili, camini, antenne, grandi alberi isolati), abbattendosi su ogni cosa che si sopraelevi dal suolo. Anche un individuo in piedi può diventare il bersaglio del fulmine, che generalmente segue il percorso di minor resistenza elettrica tra la nuvola da cui parte e il suolo su cui atterra. Il corpo umano, costituito in prevalenza da acqua, è perciò purtroppo un discreto conduttore di elettricità, ricoperto per di più da un isolante, la pelle, che quindi non permette alla scarica di raggiungere la terra.
Quindi, come dobbiamo comportarci in caso di temporali, in particolare se ci si trova in montagna?
• Non farsi prendere dal panico;
• Evitare le attività all’aperto soprattutto a ridosso di corsi o specchi d’acqua;
• Ripararsi in un rifugio o in auto chiudendo saldamente porte e finestre ed evitando, se in auto, di mettersi in viaggio;
• Non sostare o transitare sotto alberi o pali isolati e comunque evitare i sottopassi;
• Liberarsi degli oggetti metallici anche se di piccole dimensioni (compresi gli ombrelli con la punta in metallo);
• Non accendere fuochi all’interno dei rifugi;
• Non dare la mano ai compagni di escursione e stare distanziati una decina di metri, perché tramite il contatto il fulmine potrebbe propagarsi maggiormente;
• Isolarsi il più possibile dal terreno, toccando il terreno in un solo punto, ad esempio saltellando o stando coi piedi uniti;
• Le persone colpite da fulmine in genere non sono cariche elettricamente, perché l’energia viene scaricata immediatamente a terra, e normalmente non si rischia nulla prestando loro soccorso, ma ogni caso andrebbe valutato di volta in volta;
• In caso di emergenza chiamare immediatamente i soccorsi al 118.

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LO SAPEVATE CHE?

La capitale dei fulmini
La Terra ha una nuova capitale dei fulmini. A svelarlo è la NASA (acronimo di National Aeronautics and Space Administration, in italiano Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche), in base ai recenti studi realizzati grazie all’innovativo Lightning Imaging Sensor (LIS), un sofisticato strumento costruito per individuare e localizzare i fulmini che cadono sulle regioni tropicali del globo.
Il Lago di Maracaibo in Venezuela è al primo posto tra le zone più elettriche del mondo: qui cadono infatti il maggior numero di fulmini per chilometro quadrato, secondo quanto pubblicato dalla NASA, ben 233 fulmini per km quadrato ogni anno.
Il Lago di Maracaibo supera la zona del Bacino del fiume Congo in Africa, precedente detentrice di questo record.

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Nuovi record mondiali
Lo stato statunitense dell’Oklahoma e il Sud della Francia sono i detentori di due nuovi record meteorologici!
Il 16 settembre del 2016 a Ginevra, l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (World Meteorological Organization) ha stabilito due nuovi record:
1. per il fulmine con la maggiore durata, addirittura 7.74 secondi di scarica continuativa, misurato nel Sud della Francia nel 2012;
2. per la distanza orizzontale più lunga mai coperta da un singolo fulmine, ben 321 chilometri percorsi nel 2007 in Oklahoma (USA) da una singola scarica.

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L’arma del re degli dei
Secondo gli antichi greci il fulmine era l’arma più potente di Zeus, il re degli dei dell’Olimpo, che puniva gli uomini scagliando saette sulla terra.

Il ciclo dell’acqua (e del perché non va sprecata)
Il ciclo dell’acqua (e del perché non va sprecata)

Siamo abituati all’acqua, ci circonda ogni giorno: quando apriamo il rubinetto, quando la beviamo, quando scende dal cielo, quando scorre nei fiumi o quando la vediamo fluttuare nei mari; l’acqua fa parte di noi, quasi non ci accorgiamo della sua esistenza, come succede per l’aria.

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La cosa sorprendente è che l’acqua presente oggi sulla Terra è la stessa da milioni di anni! Ogni goccia è passata dagli oceani all’atmosfera, da qui alle terre emerse, per tornare di nuovo agli oceani… e riprendere il ciclo all’infinito.
Ora vi spiegheremo come funziona il ciclo dell’acqua.

FASE 1 – Dall’oceano all’atmosfera: come si forma l’acqua dolce

Il motore di tutto il ciclo dell’acqua (detto anche idrologico) è il Sole, che con la sua energia:

  • trasforma l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi in vapore acqueo (evaporazione),
  • attiva nelle piante il processo di traspirazione, ossia la perdita di vapore acqueo dalla superficie delle foglie.

Il vapore acqueo prodotto dall’evaporazione e dalla traspirazione, sale quindi invisibile nell’atmosfera…

FASE 2 – Formazione delle nuvole

Il vapore acqueo che è salito nella parte bassa dell’atmosfera (troposfera) gradualmente si raffredda e condensa attorno a minuscole particelle di pulviscolo atmosferico, formando le nuvole dove l’acqua può esistere in tutte e tre le forme: liquida (gocce), gassosa (vapore) e solida (come particelle di ghiaccio).

FASE 3 – L’acqua lascia l’atmosfera per tornare sulla Terra

Le goccioline d’acqua o i cristalli di ghiaccio contenute in una nube si scontrano e si uniscono tra loro formando gocce più grandi e pesanti e che dunque ricadranno sulle terre emerse e sui mari sotto forma di precipitazioni, liquide o solide, ossia come pioggia o come neve.

FASE 4 – Ritorno all’oceano

L’acqua (o la neve) che ricade sulla terra finisce in parte nei ghiacciai, situati ai Poli e sulle alte montagne, in parte alimenta i fiumi e i laghi, infine in parte filtra nel terreno e si inabissa sotto la superficie, riempiendo gli strati del sottosuolo e andando a costituire le falde acquifere. Il sole scioglierà poi lentamente l’acqua ghiacciata sulle vette; l’acqua liquida, liberata, si farà strada verso il mare in torrenti, cascate, fiumi e laghi.

Dunque, grazie al deflusso superficiale dei fiumi, in parallelo a quello sotterraneo che scorre nel sottosuolo, l’acqua scesa dal cielo e quella che si scioglie dai ghiacciai torna in definitiva al mare e all’oceano.
Così l’acqua che aveva lasciato la superficie della Terra per far parte dell’atmosfera è tornata di nuovo alla Terra stessa.
Le piogge e la neve compensano l’acqua evaporata e il ciclo idrologico può così ricominciare.

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Questo è il mirabile ciclo dell’acqua dolce che si svolge da milioni di anni… ma questo processo di continuo rinnovo presenta anche qualche problema:

  • L’acqua non ricade su tutto il Pianeta in modo sistematico, nello stesso periodo e in ogni luogo. In alcune aree è rara, in altre si alternano piogge torrenziali a periodi di siccità, in altre ancora piove sistematicamente ogni giorno o in alcune stagioni dell’anno;
  • Parte dell’acqua dolce è inutilizzabile: o perché torna troppo velocemente nell’oceano o perché resta intrappolata nei ghiacciai o in falde profonde e non rientra in circolo;
  • Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il ciclo non è “per sempre” e anche l’acqua non è inesauribile.

Dobbiamo pensare che l’acqua sia sì “rinnovabile” tramite il ciclo idrologico, ma:

  • L’acqua che si trova negli strati sotterranei delle falde freatiche più profonde è acqua fossile che non si rigenera: uno sfruttamento eccessivo, fatto con i mezzi tecnici che l’umanità ha oggi a disposizione, può consumare in poco tempo quel che ha impiegato milioni di anni a formarsi!
  • Purtroppo succede che venga alterato il ciclo idrologico dell’acqua dolce – con l’urbanizzazione, la costruzione di dighe, la deforestazione, la deviazione dei corsi d’acqua naturali. Facendo ciò creiamo una perdita d’acqua irrecuperabile: è stato stimato che, dall’ultimo dopoguerra, siano andati perduti 750 miliardi di metri cubi d’acqua dolce ogni anno… Andando avanti così arriveremo presto al collasso delle risorse idriche.
L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù!
L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù!

L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù con le temperature.

Nella stagione che si è appena conclusa ci sono stati tre brevi ma intensi “affondi di freddo”, ogni volta seguiti poi da un deciso ritorno della stagione estiva, con vere e proprie ondate di calore. Chi vive nelle regioni settentrionali, si sarà certamente accorto del gran caldo che da fine agosto è proseguito anche durante la prima parte di settembre.

In Italia, nel corso dell’estate sono passate ben 17 perturbazioni, ovvero aree caratterizzate dalla presenza di nuvole, precipitazioni (come possono essere la pioggia, la neve e la grandine…) e vento. Alcune di queste perturbazioni hanno dato vita a momenti di forte maltempo, come i nubifragi romagnoli del 15 luglio con il quantitativo record di 160 mm di pioggia in appena 6 ore.

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Ma anche se abbiamo avuto l’impressione che il maltempo a volte ci perseguitasse, in definitiva, fra alti e bassi, la temperatura è stata maggiore rispetto alla media di stagione: abbiamo infatti appena vissuto un’estate leggermente più calda del solito (+0.4°C).

Tuttavia, non si tratta dell’estate più calda in assoluto. Da quando vengono rilevate le temperature, cioè dal 1880, ecco le stagioni estive più bollenti: quelle degli anni dopo il 2000 la vincono su tutte!

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10 cose interessanti sulla Terra
10 cose interessanti sulla Terra

La Terra non è perfettamente tonda
Infatti è leggermente più larga all’equatore, la linea immaginaria che circonda la terra a metà.
Quanto più larga? Beh, circa lo 0,03%. Non è molto, così quando vedete una fotografia della Terra, questa sembra rotonda ma non lo è per pochissimo.

I giorni si stanno allungando
Quando la Terra si è formata, 4,6 miliardi di anni fa, un giorno durava circa sei ore. Da allora la Terra si è rallentata. Ci impiega più tempo per girare su se stessa. Ogni cento anni il giorno si allunga di 0,0017 secondi. Perché? È la Luna che rallenta la Terra con le maree che crea. L’alzarsi e il calare delle maree in tutto il mondo crea una forza che fa rallentare la rotazione della Terra.

I Continenti si spostano continuamente
Circa 250 milioni di anni fa tutti i continenti che vediamo oggi erano un unico grosso super-continente chiamata Pangea. Da allora si sono spostati lentamente allargandosi per formare i continenti che vediamo oggi: Nord America, Sud America, Africa, Asia, Europa, Australia ed Antartide. Ma Pangea non è stato il primo super-continente. Anche 800 milioni di anni fa i continenti si trovavano raggruppati insieme. Chiamiamo questo super-continente precedente Rodinia.

Non ci fu un’unica era glaciale
Avete già sentito parlare di Era Glaciale sulla Terra. Era un periodo in cui prosperavano i lanosi mammut. Ma questo non è accaduto solo una volta, 30.000 anni fa. Ci potrebbero essere state almeno quattro diverse ere glaciali nel passato. Durante questi periodi la Terra sarebbe stata completamente ricoperta di ghiaccio.

Il posto più arido sulla Terra è vicino all’oceano
Il deserto di Atacama a nord del Cile è il posto più asciutto della Terra. Si dice che in una città qui non sia piovuto per 400 anni! Però questo deserto si trova proprio accanto all’oceano più grande della Terra, l’Oceano Pacifico. Sapete cosa dicono dell’oceano? Acqua, acqua tutto intorno ma non una goccia da bere!

La forza di gravità non è la stesso in ogni luogo della Terra
Se la Terra fosse completamente liscia e perfetta, la gravità sarebbe la stessa dappertutto. Ma la Terra ha le montagne, gli oceani, le valli e altre altitudini caratteristiche. Le differenze nella forza di gravità vengono chiamate anomalie della gravità. Una missione della Nato chiamata GRACE ha un satellite che gira intorno alla Terra e misura la gravità sulla superficie della Terra, disegnando una speciale mappa.

I livelli dei mari non sono stati sempre gli stessi nel passato
Durante l’ultima era glaciale talmente tanta acqua si trovò intrappolata nei gelidi ghiacciai che il livello dei mari calò di quasi 120 metri, pari ad un edificio di 40 piani! Molto tempo prima il livello dei mari era molto più alto di adesso. Quasi 70 m più alto. In effetti ci sono molti posti sulla terraferma di oggi che una volta erano in fondo al mare.

Il Sole non brillerà per sempre
Ma non vi preoccupate! Il Sole ci sarà per molto tempo ancora. Ma niente nell’universo dura in eterno. Il nostro sole esaurirà le proprie energie tra circa cinque miliardi di anni. Se ci sarà ancora qualcuno sulla Terra, si dovrà cercare un altro pianeta dove vivere. Per fortuna abbiamo i prossimi cinque miliardi di anni per pensarci.

La Terra ha altre “Lune”
Oltre alla nostra luna, ci sono altri due oggetti nello spazio che orbitano intorno alla Terra. Non sono proprio lune, ma ci sono! Uno è un asteroide che segue la Terra mentre giriamo intorno al Sole. Si chiama Cruithne. Un altro asteroide gira intorno al sole vicino a noi ma la sua orbita è a ferro di cavallo e si avvicina alla terra ogni 95 anni. Questo si chiama Asteroid 2002 AA 29.

La calma prima della tempesta
Talvolta, prima di un violento temporale, c’è un momento di assoluta calma. Quando monta, un temporale attira a sé l’aria calda e umida che sta attorno. Quest’aria entra nella nuvola temporalesca e sale fino in cima e rovesciandosi velocemente fuori cade verso terra diventando calda e più asciutta, simulando un tempo caldo e stabile. Questa è la calma che viene prima della tempesta.

Cinque domande sul riscaldamento globale
Cinque domande sul riscaldamento globale

Che cos’è il cambiamento globale del clima?
La Terra si sta riscaldando sempre di più, e velocemente.
Il clima globale è il clima medio di tutto il pianeta. La ragione per cui scienziati e persone come te sono preoccupati è che il clima della Terra sta cambiando. Il pianeta si sta riscaldando, più velocemente di qualsiasi periodo conosciuto dagli scienziati nei loro studi dell’intera storia della Terra.

Che cos’è il clima?
Il Clima descrive condizioni di tempo nei lunghi periodi e su intere regioni.
Il clima è il quadro generale di temperature, precipitazioni e altre condizioni su una regione vasta e per più tempo rispetto al tempo meteorologico. Per esempio il tempo è stato piovoso a Phoenix, Arizona la settimana scorsa. Questa città però ha una media di precipitazioni di 20 centimetri l’anno. Così il clima di Phoenix è asciutto.  Anche la maggior parte della California meridionale ed il nord Africa hanno un clima caldo e desertico. Il Brasile e le regioni del sud est asiatico hanno invece un clima tropicale perché lì piove molto e fa caldo.

Che cos’è il tempo?
A differenza del clima il tempo è locale e temporaneo.
Sulla Terra non possiamo controllare il tempo con un termostato per alzare o abbassare la temperatura. Quello che possiamo fare invece è prevedere il tempo. Gli studiosi del tempo, i meteorologi, cercano di prevedere quello che avverrà.
Quella grossa nuvola nera si scaricherà su Londra o reggerà fino a quando arriva a Dover? Quella tempesta che si sta formando sull’Atlantico si trasformerà in uragano? Ci sono le condizioni giuste per un tornado, ma si formeranno? E dove potranno toccare terra e causare danni?
Il tempo si verifica in un luogo e momento particolare.
Pioggia, neve, vento, uragani, trombe d’aria – queste sono tutte manifestazioni del tempo meteorologico.

Ci importa se la Terra si riscalda?
Certo che sì, dopo tutto la Terra è la nostra navicella spaziale!
Ci porta a viaggiare in crociera per 938 milioni di km intorno al sole. Ha anche un proprio “campo di forze”: la Terra ha un campo magnetico che ci protegge da radiazioni “killer” e il tremendo vento solare. Ha tutto ciò che ci serve per vivere: aria, acqua e cibo.
Proprio come astronauti, imbarcati per un lungo viaggio spaziale, dobbiamo monitorare le funzioni vitali della nostra navicella e tenerla in ottimo stato.

Quello che ognuno di noi fa è importante?
Sì, ogni cosa che succede qui ha effetti in un altro luogo.
La Terra ha un suo sistema di controllo. Gli oceani, la terra, l’aria, le piante e gli animali e l’energia del Sole hanno effetti gli uni sugli altri per fare funzionare il tutto in armonia. I cambiamenti in una parte cambiano sempre qualcosa da un’altra parte. L’effetto complessivo ci dà il nostro clima globale.

Come si produce l’energia
Come si produce l’energia

Non serve sempre spegnere le luci se…
Ci hanno sempre detto e ripetuto di spegnere le luci quando usciamo da una stanza per risparmiare energia elettrica, ma non è sempre così! Se usiamo speciali lampadine chiamate CFL (compatte fluorescenti), spegnerle e accenderle troppo spesso potrebbe farle durare di meno. Perciò, se dovete assentarvi solo pochi minuti, è meglio lasciarle accese.

Il carbone genera energia, ma non dappertutto
Il 25 % di tutti i combustibili usati in Europa per generare elettricità è costituito da carbone, negli Stati Uniti è il 39 % e in Cina il 75 %. Quando viene bruciato in un impianto, il carbone fornisce il calore usato per produrre il vapore che fa ruotare una turbina, che a sua volta produce elettricità. In alcuni paesi, però, viene usato molto meno, come in California dove solo l’1% dell’elettricità viene prodotto bruciando carbone.

Spostare avanti le lancette dell’orologio in primavera fa bene alla Terra
Ogni primavera entra in vigore l’ora legale e spostiamo le lancette avanti di un’ora. Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ogni anno stima il risparmio consentito dall’adozione dell’ora legale: per il periodo compreso tra il 2004 ed il 2012 ha permesso di risparmiare oltre 6 miliardi di kilowattora con una minore spesa pari a novecento milioni di euro! E ciò non può che far del bene anche al nostro pianeta.

La potenza dell’acqua genera elettricità 
Quando immergiamo una mano aperta in un fiume o in un ruscello possiamo sentire la forza dell’acqua corrente. Migliaia di anni fa, antiche popolazioni costruirono ruote e mulini sui fiumi per macinare il grano sfruttando tale forza e oggi gli uomini moderni in molti paesi la utilizzano per produrre la cosiddetta energia idroelettrica, una fonte di energia alternativa e rinnovabile che si produce nelle centrali idroelettriche.

Anche il vento genera elettricità!
Già migliaia di anni fa le popolazioni antiche avevano capito che il vento ha una grande forza e inventarono i mulini a vento per catturala e sfruttarla. Come l’acqua, anche il vento è fonte di energia rinnovabile, chiamata energia eolica. I mulini d’oggi sono altissime turbine, alcune alte più di 100 metri. Sembrano strutture semplici ma sono formate da più di 8000 pezzi! Molti paesi, come gli Stati Uniti, la Germania, l’Italia e la Spagna, usano il vento per produrre elettricità.

L’energia solare dà energia ad un satellite da più di 50 anni!
Il sole è una grande fonte di energia, pensate che i suoi raggi ci mandano 10,000 volte l’energia che consumiamo in tutto il mondo ogni giorno! L’industria aerospaziale usa l’energia solare da molto tempo, da più di 50 anni! Le navicelle spaziali usano celle solari per catturare l’energia del sole. Vanguard1 è stato il primo satellite ad energia solare ed è il più vecchio satellite artificiale ancora funzionante in orbita.

Anche i rifiuti generano elettricità
Perché sprecare i rifiuti che scarichiamo nei gabinetti o buttiamo nella spazzatura? I rifiuti organici, nella loro decomposizione, liberano metano, un gas naturale. Catturare questo gas è utile perché può essere bruciato per produrre energia elettrica. C’è un altro effetto benefico: il metano è un gas serra, quindi bruciandolo lo togliamo dall’atmosfera. E questo fa bene all’ambiente.

Le auto elettriche vanno bene dappertutto? 
Tutti sanno che le auto elettriche non producono emissioni perché funzionano spinte dall’energia delle loro batterie. Ma è vero che non sono inquinanti? Tutto dipende da dove si vive. Quando si ricarica la batteria dell’auto a casa, l’elettricità proviene da una centrale elettrica. Se questa funziona a energie rinnovabili, le auto elettriche non inquinano. Ma se l’elettricità proviene da una centrale che brucia carbone allora l’auto in sé non inquina, ma l’elettricità che consuma sì!

Servono pile più efficienti
Le pile sono migliorate molto da quando sono state inventate nel 1799 da Alessandro Volta, ma dovranno migliorare ancora molto prima di riuscire ad immagazzinare energia a sufficienza per permetterci di usare energia solare ed eolica senza esaurire le scorte nelle giornate piovose o senza vento.

L’energia viene misurata in BTU oppure calorie
Proprio come le temperature vengono misurate in gradi Fahrenheit o Centigradi anche per l’energia esiste un’unità di misura. In questo modo i dati si possono registrare e paragonare. Negli Stati Uniti e Gran Bretagna l’unità di misura è il BTU (British Thermal Unit) che corrisponde all’energia necessaria per innalzare di un grado Fahrenheit una libbra di acqua. In Europa e altre parti del mondo l’unità di misura è la caloria. Questa è la quantità di energia sufficiente ad innalzare di un grado centigrado un grammo di acqua.