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Brutte notizie dall’Artico
Brutte notizie dall’Artico

Artico: la massima estensione dei ghiacci è la seconda più bassa della storia.

Con la fine dell’inverno è possibile farci un’idea dello stato di salute dei ghiacci marini dell’Artico (quelli, per intenderci, che si formano sopra la superficie del mare del Polo Nord), che nei mesi invernali raggiungono la loro estensione massima.
I ghiacci dell’artico hanno raggiunto la massima estensione in particolare il 17 marzo 2018, quando i satelliti hanno misurato un’estensione di circa 14,48 milioni di chilometri quadrati.

Quello di quest’anno è il secondo valore più basso da quando si effettuano le rilevazioni satellitari, cioè da 39 anni. Al primo posto troviamo il valore registrato nel 2017.
Secondo le elaborazioni rese note dal NSIDC, National Snow and Ice Data Center, l’estensione dei ghiacci artici registrata quest’anno è di circa 1,16 milioni di chilometri al di sotto della media del periodo 1981-2010: si tratta di una superficie enorme, grande quanto Italia, Spagna e Germania messe insieme!

 

 

Particolarmente preoccupante il fatto che gli ultimi quattro record negativi siano stati registrati negli ultimi 4 anni: questo evidenzia un’inquietante tendenza negativa che incide in modo significativo sul clima di tutto il Pianeta Terra.

L’equinozio di Primavera
L’equinozio di Primavera

Dopo la primavera meteorologica, che è già iniziata il 1 marzo, la primavera astronomica arriverà ufficialmente il 20 marzo 2018 con l’Equinozio.

Stagioni meteorologiche e astronomiche

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

primavera

L’equinozio

Le stagioni che seguono il calendario astronomico, invece, non sono legate ai fattori climatici ma all’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

primavera

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium. Questo termine, a sua volta, trae origine dalla parola aequa-nox, ossia “notte uguale” in riferimento alla durata del periodo notturno che è uguale a quello diurno, cioè alle ore di luce. L’equinozio, infatti, indica il momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore. Abbiamo l’equinozio due volte all’anno: in quei due giorni, le ore di luce sono uguali a quelle di buio in tutto il Pianeta. Ogni equinozio, indicativamente, arriva sei mesi dopo il precedente. In particolare, l’equinozio cade nei mesi di marzo e di settembre.

 

5 curiosità sulla neve
5 curiosità sulla neve

Quante ne sai sulla neve? I MeteoHeroes ci svelano 5 curiosità!

  1. Quando nevica c’è silenzio
    Pensavi fosse solo una tua impressione? No, è proprio vero: dopo una nevicata c’è silenzio. Questo succede perché tra i fiocchi di neve si creano dei piccoli spazi d’aria, che hanno il potere di assorbire i rumori! Più in particolare, lo strato di neve fresca è in grado di filtrare e assorbire le onde sonore.
  2. La neve è fatta d’acqua, eppure è bianca invece di essere trasparente. Perché?
    Ai nostri occhi arrivano tutti i colori e, siccome il bianco è la somma di tutti i colori, è questo quello che percepiamo. Questo succede perché i raggi di luce vengono deviati dai cristalli di neve. Lo stesso avviene di cristallo in cristallo finché il raggio arriva ai nostri occhi con tutti i colori di partenza.
  3. Esiste anche la neve rosa, però.
    La neve può assumere una colorazione rosata, o rossastra. È un fenomeno che esiste da sempre, ma sembra destinato a diventare più frequente a causa dei cambiamenti climatici:la neve diventa di questo colore per la presenza di alghe tipiche delle zone come il Polo Nord e il Polo Sud, dove la neve è permanente, cioè non si scioglie mai del tutto. Queste alghe si moltiplicano con l’aumentare delle acque che derivano dalla neve sciolta e con i raggi solari quindi, più si alzeranno le temperature, più le alghe saranno prolifiche.neve
  4. Non nevica solo quando ci sono zero gradi
    Infatti, la neve si forma tra 0 e -5 gradi. Mentre scende dalle nuvole, l’acqua può attraversare degli strati di atmosfera dove le temperature sono al di sotto dello zero e, quindi, congelarsi formando piccoli cristalli di ghiaccio. Questi cristalli si aggregano tra di loro fino a formare i fiocchi di neve tra gli 0 e i -5 °C, perché a questa temperatura sono coperti da un sottilissimo strato d’acqua che, quando due cristalli si uniscono, congela. Proprio come la colla!
    Invece, quando le temperature sono più basse dei 5 gradi sotto zero, questa sottile pellicola d’acqua congela subito e non funziona più da colla tra i cristalli. Qui trovi più dettagli su come si formano i fiocchi di neve e come sono fatti.
  5. La neve pesa tantissimo
    Un metro cubo di neve fresca (la più leggera) ha un peso che varia tra gli 80 e i 200 kg. La neve compatta è ancora più pesante: un metro cubo pesa tra i 200 e i 500 kg. Il caso in cui la neve è più pesante in assoluto è quello in cui, oltre a essere compatta, è anche bagnata: può arrivare addirittura 800 kg, cioè 8 quintali!

neve

Neve: perché è bianca?
Neve: perché è bianca?

Tutti sanno che la neve è bianca: siamo abituati così e per noi è del tutto naturale. Ma se ci pensiamo bene, i fiocchi di neve sono fatti di acqua: non dovrebbero, quindi, essere trasparenti?

neve bianca

Per capire perché la neve è bianca, dobbiamo imparare una delle basi della fisica che ha a che fare con i colori: un oggetto risulta nero quando assorbe tutta la luce che lo colpisce; trasparente se la luce lo attraversa completamente; colorato se lo stesso oggetto assorbe parte della luce che gli arriva. Un oggetto è, infine, “a specchio” se riflette la luce.

Quando incontra un cristallo di neve, il raggio di luce viene deviato. E così avviene di cristallo in cristallo finché, alla fine di questo percorso, il raggio torna all’osservatore. In realtà, quindi, il cristallo resta trasparente. A noi, però, arrivano tutti i colori di partenza e, siccome il bianco è la somma di tutti i colori, ciò che percepiamo alla fine è proprio il colore bianco. Il manto nevoso è inoltre quasi completamente “a specchio”, dunque abbagliante, perché la maggior parte della luce che lo colpisce viene poi restituita.

I giorni della Merla
I giorni della Merla

Secondo un’antica tradizione popolare, i giorni della merla – gli ultimi tre giorni di gennaio – sarebbero i più freddi di tutto l’anno.

È davvero così? Scopriamolo insieme ai MeteoHeroes, che ci raccontano anche l’affascinante leggenda dei giorni della merla!
La leggenda narra che, tanto tempo fa, i merli erano bianchi. Un giorno, però, accadde che una merla volle ingannare gennaio, che regolarmente la maltrattava con il freddo e il cattivo tempo, e decise di restare nascosta con tutta la sua famiglia. Uscì solo l’ultimo giorno del mese, che allora durava 28 giorni, deridendo gennaio per essere riuscita a sottrarsi alla sua gelida morsa. Gennaio, infuriato, chiese a febbraio 3 giorni in prestito e scatenò una tempesta di neve e gelo, costringendo l’incauta merla a ripararsi dentro un camino: da allora, la merla diventò più cauta e con le piume nere.

giorni della merla

In realtà, i giorni della merla non sono i più freddi dell’anno. Dal punto di vista del clima italiano, infatti, il periodo in assoluto più freddo cade a cavallo tra la seconda e la terza decade di gennaio e per alcune zone del Sud Italia anche più avanti, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

Giappone: alla scoperta dei diamanti di ghiaccio
Giappone: alla scoperta dei diamanti di ghiaccio

In questo periodo in Giappone, sull’isola di Hokkaido, alla foce del fiume Tokachi, il ghiaccio dà vita a spettacolari sculture!
Pezzi unici, degni della miglior gioielleria, i blocchetti di ghiaccio che si formano sull’isola sembrano proprio dei diamanti o altre pietre preziose: per questo vengono chiamati jewelry ice. Per trovarli dobbiamo andare in Giappone, sull’isola di Hokkaido, per la precisione alla foce del fiume Tokachi. In questo periodo dell’anno il ghiaccio, in quest’angolo sperduto della Terra, dà vita a spettacolari piccole sculture. Incredibili blocchetti di ghiaccio talmente trasparenti da sembrare vero cristallo. Sono talmente preziosi e rari che ogni anno la gente si affolla sull’isola giapponese con l’intento di trovarne almeno uno. Il “miracolo” avviene quando le temperature calano, e la foce del fiume si congela. È allora che i frammenti di ghiaccio vengono tolti alle gelide acque del mare, per entrare nella bocca del fiume e venire trasportati dalla sabbia sulla spiaggia. Proprio qui si può ammirare il meraviglioso spettacolo. A rendere possibile tutto ciò è il fatto che il ghiaccio è formato da acqua dolce, dunque senza presenza di sale. A questo va poi aggiunto il tempo di congelamento, estremamente lento,  che consente alle impurità di fuoriuscire dalla piccola scultura, senza restarvi imprigionate. Infine, il movimento delle onde marine contribuisce a levigare i piccoli gioielli, che splendono così in tutta la loro bellezza.

Il solstizio d’inverno
Il solstizio d’inverno

Il 21 dicembre, con il solstizio d’inverno, ha ufficialmente inizio la stagione invernale 2017-2018.

Il solstizio d’inverno indica il momento in cui il sole raggiunge il punto d’inclinazione minima nel nostro cielo. Questo momento, nel 2017, cade precisamente alle 17:28 del 21 dicembre, dando ufficialmente il via all’inverno nel nostro emisfero, mentre nell’emisfero sud del pianeta avrà inizio l’estate. Quella del 21 dicembre sarà la notte più lunga del 2017.

Nella data del solstizio d’inverno si festeggia la festa pagana del Sol Invictus (“Sole invitto”) specie a Stonehenge, l’antico sito archeologico risalente al neolitico che si trova vicino alla cittadina di Amesbury, nel sud-est dell’Inghilterra. Orientato perfettamente con il calendario astronomico, qui si vedrà il sole sorgere esattamente tra le porte di pietra.
Gli antichi romani celebravano in questo periodo dell’anno, si trattava della celebrazione per la rinascita del sole. Il solstizio, infatti, era considerato il periodo in cui il Sole scompariva nell’oscurità per poi tornare più luminoso di prima.

solstizio d'inverno

L’inverno meteorologico del 2017 è già iniziato il primo giorno di dicembre:

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

stagioni

Che differenze ci sono?

Le stagioni astronomiche sono legate all’inclinazione della Terra e alla posizione che il nostro pianeta assume rispetto al Sole.
Le stagioni meteorologiche, invece, sono legate a fattori climatici.

Sono gli equinozi e i solstizi a dare il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.
Rispetto a questa suddivisione, tutte quattro le stagioni meteorologiche (primavera, estate, autunno, inverno) cominciano, dunque, con un anticipo di 19-20-21 o 23 giorni rispetto all’inizio delle stagioni astronomiche, che invece seguono l’andamento di solstizi ed equinozi.

 

 

La magia della neve
La magia della neve

Quando nevica, il paesaggio cambia completamente e tutto sembra molto silenzioso. Perché la neve fa questo effetto?

Scopriamolo insieme alla nostra Nix!

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La neve è fatta di cristalli: ogni fiocco di neve visibile ai nostri occhi è fatto da minuscoli cristalli d’acqua che si plasmano durante la discesa dalle nuvole a terra quando la temperatura si avvicina allo zero. Clicca qui per scoprire come accade.

I fiocchi di neve sono leggerissimi, anche perché la loro struttura contiene molti spazi vuoti. Per questo cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano e comprimono. Proprio ai “vuoti d’aria” che ci sono nella neve dobbiamo il silenzio che percepiamo quando le nostre città sono innevate. I rumori della città rimbalzano facilmente su superfici compatte e uniformi, ma questo non succede quando la superficie, come quella creata dalla neve, ha molti vuoti d’aria.

In questo caso, infatti, le onde sonore vengono filtrate e assorbite dallo strato di neve fresca: ne bastano 2 centimetri perché i rumori ambientali non si propaghino nell’atmosfera!

inverno

Di cosa è fatta la neve?
Di cosa è fatta la neve?

Sai di cosa è fatta la neve? Ce lo spiega la nostra amica Nix, che di neve se ne intende!

La neve è fatta di cristalli.

Ogni fiocco di neve visibile ai nostri occhi è fatto da minuscoli cristalli d’acqua che si plasmano durante la discesa dalle nuvole a terra quando la temperatura si avvicina allo zero. Vediamo come accade.

Una prima particella di polvere inizia a cadere e, mentre scende, il vapore acqueo si deposita su di essa, dando forma a un cristallo principale. Attorno ad esso, nella discesa e in pochissimi secondi,  si congela altro vapore acqueo, formando altri cristalli che costituiranno le cosiddette 6 “braccia” del fiocco di neve.

Questo processo dà vita a strutture molto affascinanti e tutte diverse tra loro. Non c’è infatti fiocco di neve che sia uguale a un altro! Se li si guarda con attenzione al microscopio si scoprirà però che tutti i cristalli di ghiaccio hanno in comune una forma geometrica riconducibile ad un esagono.  I fiocchi di neve sono leggerissimi, anche perché la loro struttura contiene molti spazi vuoti. Per questo cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano e comprimono.

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Freddo? I consigli dei MeteoHeroes per proteggerti al meglio!
Freddo? I consigli dei MeteoHeroes per proteggerti al meglio!

Che freddo! In questi giorni l’inverno sta già facendo sentire i suoi effetti, con neve anche a bassa quota e temperature in picchiata!

Come fa il nostro corpo a difendersi dal freddo? Possiamo aiutarlo?

Quando fuori fa freddo, il nostro corpo si mette al lavoro per cercare di mantenere il più possibile stabile la sua temperatura, che si aggira attorno ai 37°C. Per farlo adotta diverse strategie: vediamole insieme e scopriamo come possiamo aiutare il nostro corpo a non soffrire il freddo!

freddo

Il corpo tende a trattenere il calore, soprattutto in prossimità degli organi vitali come cuore, polmoni, cervello e fegato. Per fare questo, restringe i vasi sanguigni periferici di volto, piedi e mani (fenomeno chiamato vasocostrizione), cercando così di tenere il sangue caldo lontano dalla pelle più esposta al freddo esterno. Ecco perché quando fa freddo abbiamo la pelle più pallida e chiara e sentiamo freddo soprattutto al naso e alle dita di mani e piedi!

Oltre che con la vasocostrizione, il nostro corpo si difende tremando: in questo modo attiva il lavoro dei muscoli che muovendosi producono calore. Sempre per produrre calore, poi, il corpo esposto al freddo brucia le proprie riserve energetiche, ma per poterlo fare è ovviamente necessario che sia rifornito della giusta “benzina”. Un’arma importante per combattere il freddo è infatti l’alimentazione. Chi ha in programma di passare molte ore all’aperto per lavoro o svago non può dimenticare di portare con sé bevande calde in un thermos e alimenti ricchi di zuccheri, come il cioccolato e i biscotti. Non dimentichiamo, però, che anche frutta e verdura sono di fondamentale importanza per l’apporto di sali e vitamine, che costituiscono una vera e propria protezione naturale. Anche bere molto è importante, soprattutto per equilibrare la carenza di liquidi a cui vanno incontro gli strati superficiali del corpo. Il freddo e l’umidità sono anche causa di disidratazione della pelle.

freddo

Oltre all’alimentazione, il metodo più ovvio da utilizzare per combattere il freddo è l’abbigliamento. Ecco allora qualche consiglio utile e qualche curiosità per scegliere i capi giusti.

  • indossa indumenti a strati sovrapposti (canottiera, maglietta, maglione, gilet, giaccavento…) è molto più efficace che indossare solo due capi molto pesanti;
  • evita un abbigliamento troppo attillato: la pelle ha sempre bisogno di respirare;
  • preferisci cotone e lana ai materiali sintetici che non fanno traspirare la pelle;
  • mantieni il più possibile il corpo e gli abiti asciutti;
  • ricorda che la lana mantiene le proprie capacità isolanti anche quando è bagnata, a differenza del cotone che si bagna molto facilmente;
  • presta molta attenzione alle mani: come spiegato, sono molto sensibili al freddo, indossa quindi dei guanti.
  • Anche i piedi soffrono molto: in casi estremi conviene indossare due paia di calze, una di lana e una di cotone;
  • la testa è la parte del corpo che in proporzione disperde maggiormente il calore: i berretti di lana, dotati eventualmente di para-orecchie, possono essere indispensabili!
  • Anche la sciarpa è essenziale sia per bloccare la perdita di calore dal collo sia per tenere calda una parte del corpo spesso colpita dai vari mali di stagione. L’aria secca e fredda che respiriamo in inverno dal naso e dalla bocca contribuisce infatti non poco a far ammalare il nostro sistema respiratorio
Inverno astronomico o meteorologico?
Inverno astronomico o meteorologico?

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

stagioni

Che differenze ci sono?

Le stagioni astronomiche sono legate all’inclinazione della Terra e alla posizione che il nostro pianeta assume rispetto al Sole.
Le stagioni meteorologiche, invece, sono legate a fattori climatici.

Sono gli equinozi e i solstizi a dare il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.
Rispetto a questa suddivisione, tutte quattro le stagioni meteorologiche (primavera, estate, autunno, inverno) cominciano, dunque, con un anticipo di 19-20-21 o 23 giorni rispetto all’inizio delle stagioni astronomiche, che invece seguono l’andamento di solstizi ed equinozi.

Quando inizierà l’inverno 2017-2018?

L’inverno meteorologico del 2017 inizia il primo giorno di dicembre. Per l’inizio della stagione invernale astronomica, invece, dovremo aspettare il solstizio, cioè il momento in cui il sole raggiungerà il sole raggiungerà il punto di inclinazione minima nel nostro cielo. Questo momento, che nel 2017 cadrà precisamente alle 17:28 del 21 dicembre, darà ufficialmente il via all’inverno nel nostro emisfero, mentre nell’emisfero sud del pianeta avrà inizio l’estate. Quella del 21 dicembre sarà la notte più lunga del 2017.

solstizio d'inverno

Nella data del solstizio d’inverno si festeggia la festa pagana del Sol Invictus (“Sole invitto”) specie a Stonehenge, l’antico sito archeologico risalente al neolitico che si trova vicino alla cittadina di Amesbury, nel sud-est dell’Inghilterra. Orientato perfettamente con il calendario astronomico, qui si vedrà il sole sorgere esattamente tra le porte di pietra.
Gli antichi romani celebravano in questo periodo dell’anno, si trattava della celebrazione per la rinascita del sole. Il solstizio, infatti, era considerato il periodo in cui il Sole scompariva nell’oscurità per poi tornare più luminoso di prima.

L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!
L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!

Anche se il freddo e la neve di questi giorni sembrano averci già fatti piombare in pieno inverno, la stagione invernale meteorologica avrà inizio ufficialmente venerdì 1 dicembre.
L’inverno meteorologico, infatti, coincide con il trimestre statisticamente più freddo dell’anno, costituito dai mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio. Ma attenzione a non confondere l’inverno meteorologico con la stagione astronomica: se il primo inizia ogni anno l’1 dicembre, la seconda è legata al solstizio d’inverno, la cui data può cambiare di anno in anno.

Le stagioni meteorologiche dividono il calendario in quattro: il trimestre il più freddo, il più caldo, ed i trimestri transitori (autunno e primavera). Il mese più caldo (luglio) e quello più freddo (gennaio) dell’anno cadono, per convenzione, esattamente nel mezzo dell’estate e dell’inverno meteorologico.
inverno

Il solstizio d’inverno è il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte e dà ufficialmente inizio alla stagione astronomica: quest’anno cade il 21 dicembre 2017, esattamente alle 17:28 ora italiana. Quella del Solstizio d’Inverno sarà a tutti gli effetti la Notte più lunga del 2017.

L’inverno è bellissimo, ma che freddo! Sai perché abbiamo freddo?
L’inverno è bellissimo, ma che freddo! Sai perché abbiamo freddo?

L’inverno si avvicina, e il freddo sta già iniziando a farsi sentire: sai perché succede? Insieme ai MeteoHeroes scopriamo cosa accade nel nostro corpo quando la temperatura si abbassa!

Il nostro corpo ha una temperatura interna ideale di circa 37°C e in tutte le stagioni dell’anno mette in atto delle azioni volte a mantenerla sempre il più possibile costante. Per questo motivo, ad esempio, quando fa molto caldo sudiamo e quando fa freddo tremiamo.

Un modo fondamentale con cui il nostro corpo può difendersi dagli sbalzi di temperatura è connesso al sistema cardiovascolare, cioè alla circolazione del sangue. Quando fuori fa freddo il corpo tende a trattenere il calore, soprattutto in prossimità degli organi vitali come cuore, polmoni, cervello e fegato. Per fare questo, restringe i vasi sanguigni delle zone più periferiche, come il volto, i piedi e le mani (fenomeno chiamato vasocostrizione), cercando così di tenere il sangue caldo lontano dalla pelle più esposta al freddo esterno. Per questo motivo quando le temperature sono molto basse abbiamo la pelle più pallida e chiara e sentiamo freddo soprattutto al naso e alle dita di mani e piedi!

freddo

 

Oltre che con la vasocostrizione, il nostro corpo si difende tremando: in questo modo attiva il lavoro dei muscoli che muovendosi producono calore. E sempre per produrre calore, il corpo esposto al freddo brucia le proprie riserve energetiche, ma per poterlo fare è ovviamente necessario che sia rifornito della giusta “benzina”. Un’arma importante per combattere il freddo è infatti l’alimentazione. Chi ha in programma di passare molte ore all’aperto per lavoro o svago non può dimenticare di portare con sé bevande calde in un thermos e alimenti ricchi di zuccheri, come il cioccolato e i biscotti. Frutta e verdura sono di fondamentale importanza per quell’apporto di sali e vitamine, che costituiscono una vera e propria protezione naturale. Non va dimenticato anche di bere molto, soprattutto per equilibrare la carenza di liquidi a cui vanno incontro gli strati superficiali del corpo. Il freddo e l’umidità sono anche causa di disidratazione della pelle.

Un memo per mamma e papà: da mercoledì entra in vigore l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo
Un memo per mamma e papà: da mercoledì entra in vigore l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo

Dal 15 novembre 2017 al 15 aprile 2018 i veicoli dovranno essere dotati di pneumatici invernali adatti a neve e ghiaccio o di catene da neve. Le strade, durante la stagione invernale, risultano meno sicure anche a causa di fenomeni meteorologici come basse temperature, pioggia, neve e ghiaccio, che per intensità e durata possono creare situazioni di serio pericolo per chi si mette alla guida.

Che differenze ci sono tra pneumatici estivi e invernali?

Gli pneumatici invernali presentano il battistrada con tasselli lamellari per migliorare l’aderenza al fondo stradale in caso di pioggia e neve. La mescola, grazie alla presenza elevata di silice, permette allo pneumatico di scaldarsi più velocemente a contatto con superfici particolarmente fredde. Le gomme invernali presentano la marcatura “M+S” (mud+snow) posta sulla spalla del battistrada, insieme al marchio “E” seguito dal numero di riferimento del Paese di omologazione: queste marcature garantiscono l’idoneità delle gomme all’utilizzo invernale. Simboli aggiuntivi, come quello di una montagna stilizzata con un fiocco di neve, non sono obbligatori. Il codice di velocità non deve essere inferiore a 160 km/h (“Q”).
I prezzi delle gomme invernali sono leggermente superiori rispetto a quelli degli pneumatici estivi a causa dei materiali aggiuntivi che vengono utilizzati nella speciale mescola del battistrada, dello spessore e della particolare struttura del pneumatico, progettato per una guida sicura.

Miglioramento delle prestazioni e della sicurezza

-Miglior aderenza al suolo: gli pneumatici invernali sono progettati per garantire una maggior sicurezza alla guida e una migliore tenuta di strada del veicolo.

-Rapporto di occupazione: rispetto agli pneumatici standard è inferiore, questo garantisce un efficace drenaggio, riducendo il rischio di “aquaplaning“, slittamento sull’acqua.

-Disegno e profondità del battistrada: gli pneumatici invernali hanno una struttura con scanalature dei blocchi della spalla che, associata alla maggior profondità del battistrada, garantiscono maggiore trazione.

-Riduzione dello spazio di frenata: rispetto a quelli estivi, le gomme invernali garantiscono su fondi stradali bagnati o innevati uno spazio di frenata inferiore.

gomme invernali

La legge:

Le gomme devono essere montate obbligatoriamente almeno sulle ruote motrici ma, anche se il Codice della Strada non prevede espressamente l’imposizione di installare gli pneumatici invernali su tutte e quattro le ruote, si tratta di una scelta importante per garantire e mantenere la massima stabilità del veicolo in curva e frenata. Questa raccomandazione emerge chiaramente anche dalla direttiva nr. 1580 del ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 16 gennaio 2013 sulla circolazione stradale nel periodo invernale, che recita: “Nel caso di impiego di pneumatici invernali sui veicoli delle categorie M1 e N1, se ne raccomanda l’installazione su tutte le ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza sul fondo stradale”.
L’articolo 6, comma 4, lett. e), del decreto legislativo 30 Aprile 1992, n.285, del nuovo Codice della Strada, come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 29 Luglio 2010, n. 120, prescrive che: “Tutti i veicoli a motore, esclusi i ciclomotori a due ruote e i motocicli – i quali non possono circolare in caso di neve o ghiaccio sulla strada e/o di fenomeni nevosi in atto-, devono essere muniti di pneumatici invernali, o devono avere a bordo mezzi antisducciolevoli idonei alla marcia su neve e ghiaccio. […]”.
In caso di circolazione senza gomme invernali nelle strade nelle quali vige l’obbligo, le sanzioni variano a seconda del tipo di strada su cui è commessa l’infrazione. In un centro abitato è prevista una multa minima di 41 euro, mentre fuori da centri abitati si va da 84 euro a un massimo di 318 euro di multa, con la decurtazione di 3 punti della patente.
Le forze dell’ordine hanno, poi, la facoltà di intimare il fermo del veicolo fino al momento in cui non verrà munito di dispositivi antisdrucciolevoli. Si ha diritto a una riduzione del 30% se si paga la multa entro 5 giorni.

Stagione meteorologica o astronomica?
Stagione meteorologica o astronomica?

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

Che differenza c’è tra stagioni meteorologiche e astronomiche?

Le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici ma all’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole.

Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

Rispetto a questa suddivisione, tutte quattro le stagioni meteorologiche (primavera, estate, autunno, inverno) cominciano, dunque, con un anticipo di 19-20-21 o 23 giorni rispetto all’inizio delle stagioni astronomiche, che invece seguono l’andamento di solstizi ed equinozi.