Categoria: Noi e il clima

Clima e api: caldo e improvvisi acquazzoni hanno dimezzato la produzione del miele
Clima e api: caldo e improvvisi acquazzoni hanno dimezzato la produzione del miele

Secondo un report della Coldiretti la produzione del miele made in Italy quest’estate ha registrato un calo di circa il 50% rispetto alla media degli ultimi anni. Anche il bilancio del 2017 era stato negativo per il nostro Paese, con una produzione pari a circa 10 milioni di chili, uno dei peggiori risultati della storia dell’apicoltura moderna.
Dopo una primavera fredda e piovosa, le temperature decisamente alte che hanno caratterizzato l’estate, alternate a improvvisi acquazzoni spesso accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno condizionato il lavoro delle api sia nella gestione degli alveari sia nella raccolta del nettare. Sono stati riscontrati problemi nelle principali varietà di miele: dal castagno al tiglio, dal girasole al millefiori, dal coriandolo all’acacia, dall’arancio alla melata.

Questa situazione ha portato così ad un aumento delle importazioni da altri Paesi, che già nel primo quadrimestre del 2018 aveva fatto registrare una crescita del 32% per un totale di oltre 9,4 milioni di chili, provenienti in particolare dall’Ungheria (+64%), dalla Romania (+46%), dalla Polonia (+34%) e dalla Cina (+19%).“Peggiora così una situazione che vede già due barattoli di miele su tre arrivare dall’estero” sottolinea Coldiretti, invitando i consumatori a leggere con attenzione le etichette per verificare la provenienza del miele o a rivolgersi direttamente ai produttori.

Cielo più luminoso: attenzione maltempo in arrivo
Cielo più luminoso: attenzione maltempo in arrivo

Anche se ci troviamo nel corso di una bella giornata di sole, se l’azzurro del cielo trascolora nel bianco o nel grigio significa che sta per arrivare la pioggia.
Il cielo, lo sappiamo, non è sempre azzurro. Può anzi mostrarci una vasta gamma di colori, che vanno dal bianco al rosso acceso. Saper leggere le variazioni cromatiche della volta celeste può in molti casi essere molto utile per capire che tempo farà nel corso delle ore successive.
Pensiamo, ad esempio, a una bella giornata estiva. Alziamo il naso all’insù, e vediamo di essere avvolti da un azzurro chiaro, tenue: ecco, in questo caso ci sono buone probabilità che il bel tempo permanga piuttosto a lungo. Al contrario, sempre restando sulla medesima tonalità cromatica, se notiamo un azzurro profondo, molto intenso, magari anche accompagnato da un’eccezionale visibilità che rende l’orizzonte più nitido che mai, in tal caso l’atmosfera risulta instabile. A farci presagire l’imminente cambiamento delle condizioni atmosferiche e il passaggio a una vera e propria fase di maltempo, invece, è un cielo che mostra di passare progressivamente dall’azzurro al bianco o, addirittura, al grigio. Insomma, un cielo “luminoso”: quasi la volta celeste si fosse improvvisamente “accesa”.

“Parliamo, in quest’ultimo caso, di condizioni che si verificano soprattutto durante l’estate – spiega il meteorologo Rino Cutuli-. Questa colorazione del cielo indica il graduale aumento delle particelle di polvere e di vapore acqueo in atmosfera: di conseguenza, indica anche l’aumento del livello di umidità presente nell’aria. Ciò può avvenire anche in una giornata caratterizzata dall’alta pressione e, dunque, da condizioni di tempo stabile e soleggiato. Il fatto che aumenti l’umidità nell’aria – aggiunge l’esperto – determina una sempre più densa foschia a bassa quota e preannuncia, in ultima analisi, l’avvicinarsi di una perturbazione. Di lì a breve, insomma, potrebbero svilupparsi acquazzoni e temporali anche di forte intensità”.
Ecco quindi che il colore del cielo non soltanto rappresenta un meraviglioso spettacolo della natura, ma spesso ci viene anche in aiuto, dandoci qualche suggerimento in più su come sarà il tempo di lì a breve.

L’estate 2018 inizia adesso!
L’estate 2018 inizia adesso!

Ci siamo: l’estate astronomica inizia in questo momento! Il solstizio d’estate 2018, infatti, è proprio alle 12:07 del 21 giugno.

Perché specifichiamo che si tratta della stagione astronomica?

Perché l’estate meteorologica è già iniziata dal primo giugno. Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

 

Perché le stagioni meteorologiche sono diverse da quelle astronomiche?

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

 

estate meteorologica al via il 1 giugno

 

 

 

L’estate meteorologica inizia oggi
L’estate meteorologica inizia oggi

Ci siamo: l’estate meteorologica inizia oggi, il primo giorno di giugno!

Ma allora, perché si dice che l’estate inizia il 21 giugno?

Perché di solito si fa riferimento alle stagioni astronomiche, non a quelle meteorologiche. Vediamo quali sono le differenze.

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

 

estate meteorologica al via il 1 giugno

Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

 

 

Estate meteorologica in arrivo!
Estate meteorologica in arrivo!

L’estate meteorologica inizia l’1 giugno: manca pochissimo!

Ma allora, perché si dice che l’estate inizia il 21 giugno?

Perché di solito si fa riferimento alle stagioni astronomiche, non a quelle meteorologiche. Vediamo quali sono le differenze.

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

Nel weekend il cambio dell’ora: lancette in avanti!
Nel weekend il cambio dell’ora: lancette in avanti!

Nel fine settimana tornerà l’ora legale. Pronti al cambio dell’ora?

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo, infatti, tornerà l’ora legale. Il cambio avverrà alle 2.00 di notte, quando le lancette andranno avanti di un’ora e salteremo direttamente alle 3.00!

La buona notizia è che le giornate si allungheranno, quella meno buona è che avremo un’ora di sonno in meno. Il cambio dell’ora, però, avverrà nella notte tra sabato e domenica. Questo darà la possibilità alla maggior parte delle persone di recuperare con un giorno di riposo.

 

Perché si cambia l’ora?

In primavera si passa all’ora legale per ottimizzare l’uso della luce solare e consumare meno energia elettrica. Quando le giornate torneranno ad accorciarsi, in autunno inoltrato, ritorneremo allora solare. Nel 1916 una legge ha introdotto in Italia l’ora legale per la prima volta e nel secolo scorso la sua durata è stata ripetutamente modificata, finché nel 1996 è stata fissata a 7 mesi.
In passato venivano fissati ogni anno dei giorni diversi per il cambio dell’ora, ma oggi il processo è più semplice e le date sono sempre le stesse. Si passa all’ora legale nella notte dell’ultima domenica di marzo e si ritorna all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.
Proprio per arrecare il minor disturbo possibile, il cambio avviene sempre tra le 2.00 e le 3.00 della notte tra sabato e domenica.

cambio-ora

Gli effetti del Jet Lag
Il cambiamento ha effetti molto positivi sull’ambiente. Le giornate si allungano, consumiamo meno energia elettrica e riduciamo l’emissione di anidride carbonica. Tuttavia, può avere conseguenze fastidiose per il nostro organismo, che nei primi giorni può faticare molto ad abituarsi ai nuovi ritmi. I disturbi più comuni sono un aumento dello stress, della fatica e del malumore. Secondo alcune ricerche, a risentire maggiormente del cambiamento sarebbero i bambini e gli anziani.

 

Ora della Terra: l’appuntamento torna il 24 marzo
Ora della Terra: l’appuntamento torna il 24 marzo

Torna l’appuntamento con l’Ora della Terra, l’Earth Hour: si tratta della grande mobilitazione globale del WWF che tornerà sabato 24 marzo, puntuale come ogni anno, tra le 20.30 e le 21.30.
L’appuntamento è ormai giunto all’undicesima edizione e quest’anno il tema sarà “Connect2Earth“, scelto dal WWF per sottolineare il legame tra il nostro benessere e l’equilibrio dei boschi, la purezza delle acque, la bellezza e ricchezza di vita e di specie. Anche quest’anno verrà riproposto il gesto di “spegnere” i monumenti del Pianeta e le luci di abitazioni private, uffici e sedi istituzionali in tutto il mondo. Per condividere globalmente questo evento e per diffonderne il significato è nata la piattaforma connect2earth.org, ideata in partnership con il Segretariato della Convenzione sulla Diversità Biologica delle Nazioni Unite, utile strumento per conoscere ed approfondire temi come la salute degli oceani, le economie sostenibili e idee per azioni concrete sul clima.

In Italia saranno davvero tanti gli eventi in programma, dalle cene a lume di candela in piazza, alle pedalate in bicicletta a Roma, Bologna, Napoli, Lecce e Catania : potete consultare la mappa interattiva, con tutti gli appuntamenti previsti, disponibile qui.
Il successo dell’Earth Hour del 2017 fu enorme: l’effetto domino ha coinvolto 7.000 città e oltre 184 paesi e regioni del mondo, centinaia di milioni di persone e l’hashtag #EarthHour ha generato oltre 3 miliardi di azioni social.

 

 

Equinozio di Primavera: addio alla tradizione del 21 marzo!
Equinozio di Primavera: addio alla tradizione del 21 marzo!

L’equinozio avviene due volte all’anno: in marzo e in settembre. Dal 2018 l’equinozio di primavera sarà sempre il 20 marzo, in alcuni casi il 19.

Come la maggior parte di noi sanno, è tradizione affermare che “la primavera inizia il 21 marzo”. Ciò significa che, nell’immaginario comune, l’equinozio di marzo, finora, è caduto per lo più il 21 del mese. Da quest’anno, però, la tradizione sarà costretta a cambiare. Il meteorologo del Centro Epson Meteo Simone Abelli ci ha spiegato il motivo.

Nel 2018 l’equinozio di primavera sarà il 20 marzo alle 17:15 ora locale.
Occorre abituarsi al giorno 20 marzo, poiché in questo secolo l’equinozio primaverile non avverrà mai più il giorno 21 marzo, con buona pace di chi è tradizionalmente affezionato a tale data. Lo scostamento rispetto alla “tradizione” è originato dalle correzioni che vengono attuate sul calendario gregoriano (in vigore dal 1582) per far tornare i conti fra il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole e il ciclo delle stagioni.

primavera

In pratica, sulla base del precedente calendario giuliano che, come sappiamo, prevede l’aggiunta di un giorno (il 29 febbraio) ogni 4 anni nei cosiddetti anni bisestili, è stata introdotta l’ulteriore correzione che consiste nel non ritenere bisestili gli anni secolari non divisibili per 400 (come il 1700, il 1800, il 1900, il 2100 e così via). L’effetto dell’anno bisestile è quello di spostare indietro di circa 18 ore nel calendario la data dell’equinozio, dopo i graduali spostamenti in avanti di circa 6 ore negli anni normali. A conti fatti, a lungo andare questi spostamenti indietro generati dagli anni bisestili risulterebbero eccessivi. Per questo, una volta al secolo, per tre secoli su quattro, viene saltato un bisestile proprio per compensare questo eccesso. E qui veniamo al punto.
Dato che l’anno secolare 2000, essendo divisibile per 400, è stato bisestile di fatto sta proseguendo senza compensazioni secolari lo spostamento indietro della data dell’equinozio, spostamento che, come già accennato, ha portato all’abbandono del 21 marzo come riferimento che resterà nei ricordi del passato fino a quando, nel 2100, il salto dell’anno bisestile non ripristinerà il calendario come una volta.

L’equinozio di Primavera
L’equinozio di Primavera

Dopo la primavera meteorologica, che è già iniziata il 1 marzo, la primavera astronomica arriverà ufficialmente il 20 marzo 2018 con l’Equinozio.

Stagioni meteorologiche e astronomiche

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

primavera

L’equinozio

Le stagioni che seguono il calendario astronomico, invece, non sono legate ai fattori climatici ma all’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

primavera

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium. Questo termine, a sua volta, trae origine dalla parola aequa-nox, ossia “notte uguale” in riferimento alla durata del periodo notturno che è uguale a quello diurno, cioè alle ore di luce. L’equinozio, infatti, indica il momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore. Abbiamo l’equinozio due volte all’anno: in quei due giorni, le ore di luce sono uguali a quelle di buio in tutto il Pianeta. Ogni equinozio, indicativamente, arriva sei mesi dopo il precedente. In particolare, l’equinozio cade nei mesi di marzo e di settembre.

 

Ora legale 2018: pronti al cambio dell’ora?
Ora legale 2018: pronti al cambio dell’ora?

Mancano solo due settimane al cambio dell’ora: nella notte tra il 24 e il 25 marzo, infatti, tornerà l’ora legale. Il cambio avverrà alle 2.00 di notte, quando le lancette andranno avanti di un’ora e salteremo direttamente alle 3.00!

La buona notizia è che le giornate si allungheranno, quella meno buona è che avremo un’ora di sonno in meno. Il cambio dell’ora, però, avverrà nella notte tra sabato e domenica. Questo darà la possibilità alla maggior parte delle persone di recuperare con un giorno di riposo.

Perché si cambia l’ora?

In primavera si passa all’ora legale per ottimizzare l’uso della luce solare e consumare meno energia elettrica. Quando le giornate torneranno ad accorciarsi, in autunno inoltrato, ritorneremo allora solare. Nel 1916 una legge ha introdotto in Italia l’ora legale per la prima volta e nel secolo scorso la sua durata è stata ripetutamente modificata, finché nel 1996 è stata fissata a 7 mesi.
In passato venivano fissati ogni anno dei giorni diversi per il cambio dell’ora, ma oggi il processo è più semplice e le date sono sempre le stesse. Si passa all’ora legale nella notte dell’ultima domenica di marzo e si ritorna all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.
Proprio per arrecare il minor disturbo possibile, il cambio avviene sempre tra le 2.00 e le 3.00 della notte tra sabato e domenica.

Gli effetti del Jet Lag
Il cambiamento ha effetti molto positivi sull’ambiente. Le giornate si allungano, consumiamo meno energia elettrica e riduciamo l’emissione di anidride carbonica. Tuttavia, può avere conseguenze fastidiose per il nostro organismo, che nei primi giorni può faticare molto ad abituarsi ai nuovi ritmi. I disturbi più comuni sono un aumento dello stress, della fatica e del malumore. Secondo alcune ricerche, a risentire maggiormente del cambiamento sarebbero i bambini e gli anziani.

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Hai tutto il tempo di prepararti con i consigli dei MeteoHeroes!
Giocare d’anticipo può fare la differenza: siamo ancora in tempo per aiutare il nostro corpo ad abituarsi ai nuovi ritmi.
Per esempio, noi MeteoHeroes sfrutteremo i giorni che mancano al cambio dell’ora per abituarci ad andare a letto un po’ prima del solito!

Il nostro orologio biologico ne sarà certamente avvantaggiato quando arriverà il momento di spostare le lancette in avanti, e avremo meno problemi ad addormentarci. In generale, uno stile di vita sano è di grande aiuto anche in questo caso. Puntiamo in particolare su maggiore attività fisica e cura dell’alimentazione: meglio tenersi leggeri, soprattutto la sera.

Inizia la Primavera Meteorologica!
Inizia la Primavera Meteorologica!

La Primavera Meteorologica inizia oggi! Sembra incredibile che proprio questo giorno, in cui mezza Italia si è svegliata ricoperta dalla neve, sia il primo della stagione primaverile meteorologica, vero?
Eppure è proprio così!

Le Stagioni Meteorologiche

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi allinverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

primavera

Le Stagioni Astronomiche

Per la Primavera astronomica, invece, dovremo aspettare l’Equinozio.
Secondo il calendario astronomico infatti la stagione primaverile ha inizio con l’equinozio di marzo, momento in cui le ore di luce e di buio sulla Terra si equivalgono. Il termine latino aequinoctium, ossia “notte uguale”, infatti si riferisce ad una equivalenza tra il giorno e la notte in termini di durata. Si tratta di un preciso momento in cui il Sole si trova allo zenit rispetto all’equatore, evento che si ripete solo due volte all’anno: a marzo e a settembre (quando inizia l’Autunno).

Quando inizierà la Primavera Astronomica 2018?

Il 20 marzo, alle 17.15 ora italiana, l’Equinozio darà ufficialmente il via alla stagione primaverile.

primavera

M’illumino di meno, la Giornata del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili
M’illumino di meno, la Giornata del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili

Il 23 febbraio 2018 si celebra la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, nell’ambito della XIII edizione della campagna “M’illumino di meno“, giunta ormai alla 14esima edizione. Ogni passo è importante per cambiare il mondo. Ed infatti il camminare è il tema centrale di quest’anno.

La Terra sta sotto i nostri piedi e a volte ce la dimentichiamo. La calpestiamo indifferenti al suo futuro che è anche il nostro. Il cambiamento climatico sta accelerando, bisogna cambiare passo e i nostri piedi sono il punto di contatto con la Terra.

Il tema del risparmio energetico e dell’educazione allo sviluppo sostenibile è sempre più importante e per questo motivo il Ministero dell’Istruzione ha invitato le scuole di ogni ordine e grado ad aderire con entusiasmo all’iniziativa. Il 23 febbraio luci spente anche in casa, dunque, per aderire alla campagna M’Illumino di meno che ha spento le luci dei più famosi monumenti d’Italia e d’Europa: per questa iniziativa sono state spente la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona ma anche Quirinale, Senato e Camera e la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna.

Si tratta di un’iniziativa simbolica ma anche concreta: spegnere le luci significa testimoniare il proprio interesse al futuro dell’umanità e della Terra. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso.

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Insomma, attraverso questa iniziativa si cerca di sensibilizzare tutti, dai più piccoli ai più grandi, sul fatto che ogni nostra azione conta per ridurre l’impatto sull’ambiente. M’illumino di Meno è diventata anche la festa degli stili di vita sostenibili, quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta. Per questo motivo il tema di quest’anno è il camminare come gesto di rispetto dell’ambiente. Cammineremo fino a raggiungere la Luna: simbolicamente, nelle attività organizzate per questa occasione ci si è posti come obiettivo il raggiungimento della luna a piedi con 555 milioni di passi, da compiere tutti insieme.

Ogni passo è importante per cambiare il mondo. Tu quanti ne farai per m’illumino di meno?
Conta i tuoi passi e inseriscili qui

Neve: perché è bianca?
Neve: perché è bianca?

Tutti sanno che la neve è bianca: siamo abituati così e per noi è del tutto naturale. Ma se ci pensiamo bene, i fiocchi di neve sono fatti di acqua: non dovrebbero, quindi, essere trasparenti?

neve bianca

Per capire perché la neve è bianca, dobbiamo imparare una delle basi della fisica che ha a che fare con i colori: un oggetto risulta nero quando assorbe tutta la luce che lo colpisce; trasparente se la luce lo attraversa completamente; colorato se lo stesso oggetto assorbe parte della luce che gli arriva. Un oggetto è, infine, “a specchio” se riflette la luce.

Quando incontra un cristallo di neve, il raggio di luce viene deviato. E così avviene di cristallo in cristallo finché, alla fine di questo percorso, il raggio torna all’osservatore. In realtà, quindi, il cristallo resta trasparente. A noi, però, arrivano tutti i colori di partenza e, siccome il bianco è la somma di tutti i colori, ciò che percepiamo alla fine è proprio il colore bianco. Il manto nevoso è inoltre quasi completamente “a specchio”, dunque abbagliante, perché la maggior parte della luce che lo colpisce viene poi restituita.

I giorni della Merla
I giorni della Merla

Secondo un’antica tradizione popolare, i giorni della merla – gli ultimi tre giorni di gennaio – sarebbero i più freddi di tutto l’anno.

È davvero così? Scopriamolo insieme ai MeteoHeroes, che ci raccontano anche l’affascinante leggenda dei giorni della merla!
La leggenda narra che, tanto tempo fa, i merli erano bianchi. Un giorno, però, accadde che una merla volle ingannare gennaio, che regolarmente la maltrattava con il freddo e il cattivo tempo, e decise di restare nascosta con tutta la sua famiglia. Uscì solo l’ultimo giorno del mese, che allora durava 28 giorni, deridendo gennaio per essere riuscita a sottrarsi alla sua gelida morsa. Gennaio, infuriato, chiese a febbraio 3 giorni in prestito e scatenò una tempesta di neve e gelo, costringendo l’incauta merla a ripararsi dentro un camino: da allora, la merla diventò più cauta e con le piume nere.

giorni della merla

In realtà, i giorni della merla non sono i più freddi dell’anno. Dal punto di vista del clima italiano, infatti, il periodo in assoluto più freddo cade a cavallo tra la seconda e la terza decade di gennaio e per alcune zone del Sud Italia anche più avanti, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

Il tuo costume di Carnevale è pronto? Ecco come realizzare i trucchi bio!
Il tuo costume di Carnevale è pronto? Ecco come realizzare i trucchi bio!

Il make up bio è la migliore soluzione ecologica e priva di sostanze tossiche per prepararci al Carnevale, ma anche una scelta consapevole per proteggere la pelle delicata dei bambini.
Niente sostanze tossiche o chimiche per colorare questo Carnevale 2018, bandite soprattutto dalla delicata pelle dei nostri bimbi. Sostituire il più classico make up multicolore del Carnevale con trucchi ecologici, bio e fai da te è davvero semplice: scopriamo insieme ai MeteoHeroes qualche idea utile e divertente, magari da realizzare insieme ai bambini!

Gli ingredienti base per il tuo make up di Carnevale saranno:
– una crema densa, come quella per le mani o per neonati: l’importante è che sia ipoallergenica e naturale;
– amido di mais o di riso;
– acqua (va benissimo quella del rubinetto).

A questi elementi servirà aggiungere il colore, che in molti casi è facile ottenere da altri prodotti naturali.

colori-bio

Qualche esempio?
Aggiungere della semplice farina alla nostra base composta da acqua, amido e crema ci permetterà di ottenere un make up bianco, ideale per travestimenti che richiedono un colorito pallido.
Per ottenere il rosso, una delle soluzioni migliori, e del tutto naturali, c’è il succo di barbabietola.
Una piccolissima quantità di curcuma, invece, basterà per ottenere uno splendido colore giallo.
Il cacao in polvere, aggiunto alla nostra base neutra, ci regalerà un colore marrone.

È possibile ottenere numerosi colori anche aggiungendo alla base coloranti alimentari. Attenzione, solo, a sceglierli rigorosamente naturali.