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Un anno di Luna: le fasi lunari del 2018
Un anno di Luna: le fasi lunari del 2018

Osserviamo la luna del 2018 in anteprima! L’anno si aprirà con una splendida Luna piena, una Superluna perché sarà nel punto più vicino alla Terra nella sua orbita. Il 2 gennaio 2018 la Luna sarà a “soli” 356.574 chilometri da noi e, per questo motivo, sembrerà leggermente più grande e brillante rispetto al solito. La superluna, infatti, è del 14% più grande e circa del 30% più luminosa di una luna piena “normale”. L’orbita della Luna non è perfettamente circolare ma ellittica. La distanza della Luna da noi, infatti, varia dai 356.400 ai 406.700 chilometri. I punti di minima e massima distanza vengono chiamati perigeo e apogeo.

Si muove ma la sua faccia non cambia mai

Il volto della Luna, rivolto verso la Terra è sempre lo stesso perché il periodo di rotazione della Luna attorno al proprio asse è uguale al periodo della sua rivoluzione attorno alla Terra. Questo fenomeno si chiama “rotazione sincrona”: in pratica la Luna gira su se stessa in esattamente 27 giorni, 7 ore e 43 minuti e, in questo stesso tempo, compie un giro intorno alla Terra. Le leggere oscillazioni dell’asse della Luna, in realtà, ci fanno vedere un po’ di più della metà della superficie lunare (il 59%). La metà che non vediamo è chiamata “faccia oscura” della Luna: viene chiamata “oscura” perché non riusciamo a vederla, non perché resti al buio. Il Sole, infatti, la illumina proprio come fa con la faccia rivolta verso di noi.

 

 

Guarda qui il video e le foto della Luna del 2018

Il solstizio d’inverno
Il solstizio d’inverno

Il 21 dicembre, con il solstizio d’inverno, ha ufficialmente inizio la stagione invernale 2017-2018.

Il solstizio d’inverno indica il momento in cui il sole raggiunge il punto d’inclinazione minima nel nostro cielo. Questo momento, nel 2017, cade precisamente alle 17:28 del 21 dicembre, dando ufficialmente il via all’inverno nel nostro emisfero, mentre nell’emisfero sud del pianeta avrà inizio l’estate. Quella del 21 dicembre sarà la notte più lunga del 2017.

Nella data del solstizio d’inverno si festeggia la festa pagana del Sol Invictus (“Sole invitto”) specie a Stonehenge, l’antico sito archeologico risalente al neolitico che si trova vicino alla cittadina di Amesbury, nel sud-est dell’Inghilterra. Orientato perfettamente con il calendario astronomico, qui si vedrà il sole sorgere esattamente tra le porte di pietra.
Gli antichi romani celebravano in questo periodo dell’anno, si trattava della celebrazione per la rinascita del sole. Il solstizio, infatti, era considerato il periodo in cui il Sole scompariva nell’oscurità per poi tornare più luminoso di prima.

solstizio d'inverno

L’inverno meteorologico del 2017 è già iniziato il primo giorno di dicembre:

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

stagioni

Che differenze ci sono?

Le stagioni astronomiche sono legate all’inclinazione della Terra e alla posizione che il nostro pianeta assume rispetto al Sole.
Le stagioni meteorologiche, invece, sono legate a fattori climatici.

Sono gli equinozi e i solstizi a dare il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.
Rispetto a questa suddivisione, tutte quattro le stagioni meteorologiche (primavera, estate, autunno, inverno) cominciano, dunque, con un anticipo di 19-20-21 o 23 giorni rispetto all’inizio delle stagioni astronomiche, che invece seguono l’andamento di solstizi ed equinozi.

 

 

La magia della neve
La magia della neve

Quando nevica, il paesaggio cambia completamente e tutto sembra molto silenzioso. Perché la neve fa questo effetto?

Scopriamolo insieme alla nostra Nix!

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La neve è fatta di cristalli: ogni fiocco di neve visibile ai nostri occhi è fatto da minuscoli cristalli d’acqua che si plasmano durante la discesa dalle nuvole a terra quando la temperatura si avvicina allo zero. Clicca qui per scoprire come accade.

I fiocchi di neve sono leggerissimi, anche perché la loro struttura contiene molti spazi vuoti. Per questo cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano e comprimono. Proprio ai “vuoti d’aria” che ci sono nella neve dobbiamo il silenzio che percepiamo quando le nostre città sono innevate. I rumori della città rimbalzano facilmente su superfici compatte e uniformi, ma questo non succede quando la superficie, come quella creata dalla neve, ha molti vuoti d’aria.

In questo caso, infatti, le onde sonore vengono filtrate e assorbite dallo strato di neve fresca: ne bastano 2 centimetri perché i rumori ambientali non si propaghino nell’atmosfera!

inverno

Di cosa è fatta la neve?
Di cosa è fatta la neve?

Sai di cosa è fatta la neve? Ce lo spiega la nostra amica Nix, che di neve se ne intende!

La neve è fatta di cristalli.

Ogni fiocco di neve visibile ai nostri occhi è fatto da minuscoli cristalli d’acqua che si plasmano durante la discesa dalle nuvole a terra quando la temperatura si avvicina allo zero. Vediamo come accade.

Una prima particella di polvere inizia a cadere e, mentre scende, il vapore acqueo si deposita su di essa, dando forma a un cristallo principale. Attorno ad esso, nella discesa e in pochissimi secondi,  si congela altro vapore acqueo, formando altri cristalli che costituiranno le cosiddette 6 “braccia” del fiocco di neve.

Questo processo dà vita a strutture molto affascinanti e tutte diverse tra loro. Non c’è infatti fiocco di neve che sia uguale a un altro! Se li si guarda con attenzione al microscopio si scoprirà però che tutti i cristalli di ghiaccio hanno in comune una forma geometrica riconducibile ad un esagono.  I fiocchi di neve sono leggerissimi, anche perché la loro struttura contiene molti spazi vuoti. Per questo cadono lentamente e quando si depositano a terra non si schiacciano e comprimono.

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Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico
Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico

L’Esa, Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato in orbita un nuovo super-sensore che ha il compito di mappare l’inquinamento atmosferico a bordo del satellite Sentinel-5P.

La prima immagine del satellite Sentinel-5P è stata scattata in Europa lo scorso 22 novembre e ha rilevato il diossido di azoto (NO2) presente in atmosfera: la zona peggiore, neanche a dirlo, è la nostra Val Padana. Qui, anche a causa della geografia, l’aria tende ad essere la più inquinata d’Europa: i numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe mostrano come i valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 microgrammi per metro cubo, valore di allarme fissato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Concentrazioni di diossido di azoto in Europa

Sentinel-5P ha il compito di monitorare l’inquinamento atmosferico nel mondo per consegnare agli esperti dati ancora più dettagliati per prendere decisioni e attuare strategie di mitigazione messe in atto per intervenire sulle cause del cambiamento climatico.

Sentinel-5P trasporta uno dei sensori più sofisticati al mondo, il sensore “Tropomi” capace di mappare gli inquinanti come il diossido di azoto, il monossido di carbonio, il metano e altri aerosol dannosi per la salute umana e per il clima.

In questa animazione, ad esempio, i dati rilevati in 24 ore da Sentinel-5P sulle concentrazioni di monossido di carbonio (CO) nel Mondo

Freddo? I consigli dei MeteoHeroes per proteggerti al meglio!
Freddo? I consigli dei MeteoHeroes per proteggerti al meglio!

Che freddo! In questi giorni l’inverno sta già facendo sentire i suoi effetti, con neve anche a bassa quota e temperature in picchiata!

Come fa il nostro corpo a difendersi dal freddo? Possiamo aiutarlo?

Quando fuori fa freddo, il nostro corpo si mette al lavoro per cercare di mantenere il più possibile stabile la sua temperatura, che si aggira attorno ai 37°C. Per farlo adotta diverse strategie: vediamole insieme e scopriamo come possiamo aiutare il nostro corpo a non soffrire il freddo!

freddo

Il corpo tende a trattenere il calore, soprattutto in prossimità degli organi vitali come cuore, polmoni, cervello e fegato. Per fare questo, restringe i vasi sanguigni periferici di volto, piedi e mani (fenomeno chiamato vasocostrizione), cercando così di tenere il sangue caldo lontano dalla pelle più esposta al freddo esterno. Ecco perché quando fa freddo abbiamo la pelle più pallida e chiara e sentiamo freddo soprattutto al naso e alle dita di mani e piedi!

Oltre che con la vasocostrizione, il nostro corpo si difende tremando: in questo modo attiva il lavoro dei muscoli che muovendosi producono calore. Sempre per produrre calore, poi, il corpo esposto al freddo brucia le proprie riserve energetiche, ma per poterlo fare è ovviamente necessario che sia rifornito della giusta “benzina”. Un’arma importante per combattere il freddo è infatti l’alimentazione. Chi ha in programma di passare molte ore all’aperto per lavoro o svago non può dimenticare di portare con sé bevande calde in un thermos e alimenti ricchi di zuccheri, come il cioccolato e i biscotti. Non dimentichiamo, però, che anche frutta e verdura sono di fondamentale importanza per l’apporto di sali e vitamine, che costituiscono una vera e propria protezione naturale. Anche bere molto è importante, soprattutto per equilibrare la carenza di liquidi a cui vanno incontro gli strati superficiali del corpo. Il freddo e l’umidità sono anche causa di disidratazione della pelle.

freddo

Oltre all’alimentazione, il metodo più ovvio da utilizzare per combattere il freddo è l’abbigliamento. Ecco allora qualche consiglio utile e qualche curiosità per scegliere i capi giusti.

  • indossa indumenti a strati sovrapposti (canottiera, maglietta, maglione, gilet, giaccavento…) è molto più efficace che indossare solo due capi molto pesanti;
  • evita un abbigliamento troppo attillato: la pelle ha sempre bisogno di respirare;
  • preferisci cotone e lana ai materiali sintetici che non fanno traspirare la pelle;
  • mantieni il più possibile il corpo e gli abiti asciutti;
  • ricorda che la lana mantiene le proprie capacità isolanti anche quando è bagnata, a differenza del cotone che si bagna molto facilmente;
  • presta molta attenzione alle mani: come spiegato, sono molto sensibili al freddo, indossa quindi dei guanti.
  • Anche i piedi soffrono molto: in casi estremi conviene indossare due paia di calze, una di lana e una di cotone;
  • la testa è la parte del corpo che in proporzione disperde maggiormente il calore: i berretti di lana, dotati eventualmente di para-orecchie, possono essere indispensabili!
  • Anche la sciarpa è essenziale sia per bloccare la perdita di calore dal collo sia per tenere calda una parte del corpo spesso colpita dai vari mali di stagione. L’aria secca e fredda che respiriamo in inverno dal naso e dalla bocca contribuisce infatti non poco a far ammalare il nostro sistema respiratorio
Inverno astronomico o meteorologico?
Inverno astronomico o meteorologico?

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

stagioni

Che differenze ci sono?

Le stagioni astronomiche sono legate all’inclinazione della Terra e alla posizione che il nostro pianeta assume rispetto al Sole.
Le stagioni meteorologiche, invece, sono legate a fattori climatici.

Sono gli equinozi e i solstizi a dare il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.
Rispetto a questa suddivisione, tutte quattro le stagioni meteorologiche (primavera, estate, autunno, inverno) cominciano, dunque, con un anticipo di 19-20-21 o 23 giorni rispetto all’inizio delle stagioni astronomiche, che invece seguono l’andamento di solstizi ed equinozi.

Quando inizierà l’inverno 2017-2018?

L’inverno meteorologico del 2017 inizia il primo giorno di dicembre. Per l’inizio della stagione invernale astronomica, invece, dovremo aspettare il solstizio, cioè il momento in cui il sole raggiungerà il sole raggiungerà il punto di inclinazione minima nel nostro cielo. Questo momento, che nel 2017 cadrà precisamente alle 17:28 del 21 dicembre, darà ufficialmente il via all’inverno nel nostro emisfero, mentre nell’emisfero sud del pianeta avrà inizio l’estate. Quella del 21 dicembre sarà la notte più lunga del 2017.

solstizio d'inverno

Nella data del solstizio d’inverno si festeggia la festa pagana del Sol Invictus (“Sole invitto”) specie a Stonehenge, l’antico sito archeologico risalente al neolitico che si trova vicino alla cittadina di Amesbury, nel sud-est dell’Inghilterra. Orientato perfettamente con il calendario astronomico, qui si vedrà il sole sorgere esattamente tra le porte di pietra.
Gli antichi romani celebravano in questo periodo dell’anno, si trattava della celebrazione per la rinascita del sole. Il solstizio, infatti, era considerato il periodo in cui il Sole scompariva nell’oscurità per poi tornare più luminoso di prima.

L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!
L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!

Anche se il freddo e la neve di questi giorni sembrano averci già fatti piombare in pieno inverno, la stagione invernale meteorologica avrà inizio ufficialmente venerdì 1 dicembre.
L’inverno meteorologico, infatti, coincide con il trimestre statisticamente più freddo dell’anno, costituito dai mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio. Ma attenzione a non confondere l’inverno meteorologico con la stagione astronomica: se il primo inizia ogni anno l’1 dicembre, la seconda è legata al solstizio d’inverno, la cui data può cambiare di anno in anno.

Le stagioni meteorologiche dividono il calendario in quattro: il trimestre il più freddo, il più caldo, ed i trimestri transitori (autunno e primavera). Il mese più caldo (luglio) e quello più freddo (gennaio) dell’anno cadono, per convenzione, esattamente nel mezzo dell’estate e dell’inverno meteorologico.
inverno

Il solstizio d’inverno è il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte e dà ufficialmente inizio alla stagione astronomica: quest’anno cade il 21 dicembre 2017, esattamente alle 17:28 ora italiana. Quella del Solstizio d’Inverno sarà a tutti gli effetti la Notte più lunga del 2017.

L’inverno è bellissimo, ma che freddo! Sai perché abbiamo freddo?
L’inverno è bellissimo, ma che freddo! Sai perché abbiamo freddo?

L’inverno si avvicina, e il freddo sta già iniziando a farsi sentire: sai perché succede? Insieme ai MeteoHeroes scopriamo cosa accade nel nostro corpo quando la temperatura si abbassa!

Il nostro corpo ha una temperatura interna ideale di circa 37°C e in tutte le stagioni dell’anno mette in atto delle azioni volte a mantenerla sempre il più possibile costante. Per questo motivo, ad esempio, quando fa molto caldo sudiamo e quando fa freddo tremiamo.

Un modo fondamentale con cui il nostro corpo può difendersi dagli sbalzi di temperatura è connesso al sistema cardiovascolare, cioè alla circolazione del sangue. Quando fuori fa freddo il corpo tende a trattenere il calore, soprattutto in prossimità degli organi vitali come cuore, polmoni, cervello e fegato. Per fare questo, restringe i vasi sanguigni delle zone più periferiche, come il volto, i piedi e le mani (fenomeno chiamato vasocostrizione), cercando così di tenere il sangue caldo lontano dalla pelle più esposta al freddo esterno. Per questo motivo quando le temperature sono molto basse abbiamo la pelle più pallida e chiara e sentiamo freddo soprattutto al naso e alle dita di mani e piedi!

freddo

 

Oltre che con la vasocostrizione, il nostro corpo si difende tremando: in questo modo attiva il lavoro dei muscoli che muovendosi producono calore. E sempre per produrre calore, il corpo esposto al freddo brucia le proprie riserve energetiche, ma per poterlo fare è ovviamente necessario che sia rifornito della giusta “benzina”. Un’arma importante per combattere il freddo è infatti l’alimentazione. Chi ha in programma di passare molte ore all’aperto per lavoro o svago non può dimenticare di portare con sé bevande calde in un thermos e alimenti ricchi di zuccheri, come il cioccolato e i biscotti. Frutta e verdura sono di fondamentale importanza per quell’apporto di sali e vitamine, che costituiscono una vera e propria protezione naturale. Non va dimenticato anche di bere molto, soprattutto per equilibrare la carenza di liquidi a cui vanno incontro gli strati superficiali del corpo. Il freddo e l’umidità sono anche causa di disidratazione della pelle.

Superluna: le prossime saranno lune piene super
Superluna: le prossime saranno lune piene super

La luna darà spettacolo, ad iniziare dalla super-luna del 3 dicembre. Nei prossimi 2 mesi potremo vedere più di una superluna, una luna blu e, se ci troviamo dall’altra parte del Mondo, anche un’eclissi totale. La luna piena del 3 dicembre 2017 sarà infatti una superluna, l’unica di quest’anno. Delle 12 lune piene che hanno animato la volta celeste in questo 2017, solo quella che cadrà il 3 dicembre sarà super perché sarà molto più vicina alla Terra. La luna infatti disterà 357.987 chilometri da noi, nel momento di perigeo ossia nel punto più vicino alla Terra della sua orbita. La luna piena cadrà a meno di 24 ore dal momento di massima vicinanza, alle 15:47 UTC, mentre il perigeo cadrà il 4 dicembre alle 8:42 UTC. Ma questa sarà solo la prima superluna di una serie.

Gennaio 2018 – Doppia Superluna, Luna Blu ed Eclissi di Luna
Se la superluna di dicembre non sarà visibile per la presenza di nuvole non c’è da disperarsi: la buona notizia infatti è che sarà la prima di tre superlune in successione. A gennaio, infatti, avremo la possibilità di osservare altre due superlune che cadranno con l’anno nuovo, il 2 e il 31 gennaio.
É normale il verificarsi di più superlune a distanza ravvicinata, ma tra tutte sarà la prima luna piena dell’anno 2018 ad essere la più vicina: la superluna del 2 gennaio disterà infatti 356.846 chilometri, mentre quella del 31 gennaio, una Luna Blu (Blue Moon) sarà a 360.199 chilometri.

Ecco come cambia la dimensione della Luna, vista dalla Terra, a seconda della sua distanza: a sinistra la luna al perigeo (punto più vicino della sua orbita), a destra all’apogeo (punto più lontano).

luna apogeo perigeo

 

La seconda superluna di gennaio 2018 sarà molto particolare perché oltre ad essere la seconda luna piena del mese, che per questo motivo prende il nome di Luna Blu o Blue Moon, sarà anche protagonista di una eclissi totale.
Il 31 gennaio infatti, dall’altra parte del mondo, la superluna entrerà nel cono d’ombra della Terra dando vita ad un’eclissi totale (alle ore 13.29 UTC) visibile dall’Australia, Asia orientale, Alaska e Canada occidentale.

Gli uccelli possono dormire mentre volano?
Gli uccelli possono dormire mentre volano?

Gli uccelli possono dormire mentre sono in volo, sì! Sembra incredibile, vero?

È stato dimostrato da uno studio, pubblicato su Nature, realizzato da un gruppo di ricercatori che hanno monitorato l’attività cerebrale delle fregate, uccelli in grado di volare senza sosta per settimana, sorvolando il mare a caccia di pesci.

fregata

La ricerca ha dimostrato che questi uccelli sono in grado di mettere “in pausa” un solo emisfero cerebrale o entrambi: quindi i ricercatori hanno scoperto che le fregate non hanno la necessità di mantenere attivo almeno un emisfero cerebrale per controllare il volo. Quando un solo emisfero del cervello è “addormentato”, l’occhio dell’emisfero sveglio di solito resta aperto per controllare l’assenza di eventuali pericoli. Per dormire, le fregate si posizionano in correnti d’aria ad alta quota: in questo modo evitano il rischio di finire in acqua durante il loro pisolino. I ricercatori hanno scoperto anche che  mentre le fregate, quando sono a terra, dormono per molte ore, durante i loro lunghissimi voli la durata media del loro sonno è di appena 42 minuti al giorno!

Clicca qui per scoprire altre curiosità sul mondo degli animali!

 

Scopriamo la ionosfera
Scopriamo la ionosfera

Cos’è la ionosfera? Si tratta di uno strato di cui è composta l’atmosfera che circonda la Terra. La ionosfera si colloca all’interno della termosfera, ad una altezza dal suolo di 90-200 chilometri ed è proprio questa fascia che si colora con le bellissime aurore boreali e australi. Come mai? Nella ionosfera si riscontra una elevata concentrazione di elettroni e ioni, prodotti dalla ionizzazione dell’aria da parte dei raggi ultravioletti e X di origine solare.

La termosfera e la porzione più esterna della mesosfera costituiscono la ionosfera. Le particelle ionizzate presenti in questo strato sono fondamentali per le telecomunicazioni perché riflettono le onde radio, facilitandone la propagazione sulla Terra. Nella ionosfera sono anche presenti molti satelliti e la Stazione Spaziale Internazionale.

La ionosfera è una parte dell’atmosfera molto attiva e dinamica perché si dilata e si restringe con l’energia che riceve dal Sole. Parti della ionosfera a volte si sovrappongono alla magnetosfera, ossia quella zona che circonda la Terra in cui le particelle cariche subiscono gli effetti del campo magnetico.

Un memo per mamma e papà: da mercoledì entra in vigore l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo
Un memo per mamma e papà: da mercoledì entra in vigore l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo

Dal 15 novembre 2017 al 15 aprile 2018 i veicoli dovranno essere dotati di pneumatici invernali adatti a neve e ghiaccio o di catene da neve. Le strade, durante la stagione invernale, risultano meno sicure anche a causa di fenomeni meteorologici come basse temperature, pioggia, neve e ghiaccio, che per intensità e durata possono creare situazioni di serio pericolo per chi si mette alla guida.

Che differenze ci sono tra pneumatici estivi e invernali?

Gli pneumatici invernali presentano il battistrada con tasselli lamellari per migliorare l’aderenza al fondo stradale in caso di pioggia e neve. La mescola, grazie alla presenza elevata di silice, permette allo pneumatico di scaldarsi più velocemente a contatto con superfici particolarmente fredde. Le gomme invernali presentano la marcatura “M+S” (mud+snow) posta sulla spalla del battistrada, insieme al marchio “E” seguito dal numero di riferimento del Paese di omologazione: queste marcature garantiscono l’idoneità delle gomme all’utilizzo invernale. Simboli aggiuntivi, come quello di una montagna stilizzata con un fiocco di neve, non sono obbligatori. Il codice di velocità non deve essere inferiore a 160 km/h (“Q”).
I prezzi delle gomme invernali sono leggermente superiori rispetto a quelli degli pneumatici estivi a causa dei materiali aggiuntivi che vengono utilizzati nella speciale mescola del battistrada, dello spessore e della particolare struttura del pneumatico, progettato per una guida sicura.

Miglioramento delle prestazioni e della sicurezza

-Miglior aderenza al suolo: gli pneumatici invernali sono progettati per garantire una maggior sicurezza alla guida e una migliore tenuta di strada del veicolo.

-Rapporto di occupazione: rispetto agli pneumatici standard è inferiore, questo garantisce un efficace drenaggio, riducendo il rischio di “aquaplaning“, slittamento sull’acqua.

-Disegno e profondità del battistrada: gli pneumatici invernali hanno una struttura con scanalature dei blocchi della spalla che, associata alla maggior profondità del battistrada, garantiscono maggiore trazione.

-Riduzione dello spazio di frenata: rispetto a quelli estivi, le gomme invernali garantiscono su fondi stradali bagnati o innevati uno spazio di frenata inferiore.

gomme invernali

La legge:

Le gomme devono essere montate obbligatoriamente almeno sulle ruote motrici ma, anche se il Codice della Strada non prevede espressamente l’imposizione di installare gli pneumatici invernali su tutte e quattro le ruote, si tratta di una scelta importante per garantire e mantenere la massima stabilità del veicolo in curva e frenata. Questa raccomandazione emerge chiaramente anche dalla direttiva nr. 1580 del ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 16 gennaio 2013 sulla circolazione stradale nel periodo invernale, che recita: “Nel caso di impiego di pneumatici invernali sui veicoli delle categorie M1 e N1, se ne raccomanda l’installazione su tutte le ruote al fine di conseguire condizioni uniformi di aderenza sul fondo stradale”.
L’articolo 6, comma 4, lett. e), del decreto legislativo 30 Aprile 1992, n.285, del nuovo Codice della Strada, come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 29 Luglio 2010, n. 120, prescrive che: “Tutti i veicoli a motore, esclusi i ciclomotori a due ruote e i motocicli – i quali non possono circolare in caso di neve o ghiaccio sulla strada e/o di fenomeni nevosi in atto-, devono essere muniti di pneumatici invernali, o devono avere a bordo mezzi antisducciolevoli idonei alla marcia su neve e ghiaccio. […]”.
In caso di circolazione senza gomme invernali nelle strade nelle quali vige l’obbligo, le sanzioni variano a seconda del tipo di strada su cui è commessa l’infrazione. In un centro abitato è prevista una multa minima di 41 euro, mentre fuori da centri abitati si va da 84 euro a un massimo di 318 euro di multa, con la decurtazione di 3 punti della patente.
Le forze dell’ordine hanno, poi, la facoltà di intimare il fermo del veicolo fino al momento in cui non verrà munito di dispositivi antisdrucciolevoli. Si ha diritto a una riduzione del 30% se si paga la multa entro 5 giorni.

Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba
Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba

Giove e Venere si sono baciati tra i colori dell’alba. Non è stata la scena di un film, ma lo spettacolo che ci Venere e Giove hanno regalato al Mondo stamattina a partire dalle 6.00 del mattino, quando i due pianeti sono entrati in congiunzione.
È dunque stato possibile vederli uniti, nello stesso punto del cielo. Dovremo aspettare febbraio 2019 per vedere di nuovo questo spettacolo straordinario. Giove e Venere sono stati visibili in congiunzione fino agli istanti che hanno preceduto il sorgere del sole, verso le 7.00.

Un bacio vero?

In realtà, si è trattato di un fenomeno puramente ottico. Si parla infatti di “congiunzione” quando due oggetti celesti, seppur estremamente distanti tra loro, all’occhio nudo, dalla Terra, appaiono molto vicini, quasi attaccati.

In questo caso, l’effetto ottico è stato reso più efficace dal fatto che Venere e Giove rappresentano le luci più brillanti di tutta la volta celeste. Non ci deve ingannare, però, la minor luminosità di Giove rispetto a Venere. Infatti, Giove è il più grande pianeta del nostro sistema solare.
Venere sembra più luminoso solo perché è più vicino alla Terra: si trova ad “appena” 150 milioni di chilometri dal nostro pianeta.

 

Christmas Island: lo spettacolo unico della migrazione dei granchi
Christmas Island: lo spettacolo unico della migrazione dei granchi

Ogni anno decine di milioni di granchi rossi migrano dalla foresta alla costa per deporre le uova: è la più grande migrazione di granchi della Terra e avviene a Christmas Island, che si trova nell’oceano indiano, a circa 1.500 km a ovest della costa australiana. L’isola di Natale deve il suo nome così particolare ai marinai inglesi che la scoprirono, nel giorno di Natale del 1643.

All’inizio della stagione delle piogge, di solito tra ottobre e novembre, i granchi adulti iniziano una spettacolare migrazione dalla foresta alla costa, dove depositano le uova. La migrazione dei granchi è legata alle piogge, che offrono condizioni più favorevoli al viaggio, e alle fasi della luna che permettono ai granchi di depositare le uova con l’alta marea.

I granchi si raccolgono in massa e si dirigono dalle foreste, dove vivono, verso la costa. Spostandosi formano come dei fiumi rossi: per muoversi, preferiscono le fasce orarie più fresche, la mattina presto e il tardo pomeriggio, e le zone con più ombra. Per proteggere i granchi durante la loro migrazione, le autorità di Christmas Island dispongono ogni anno la chiusura di strade e di specifiche zone dell’isola. Sono state inoltre create delle barriere che separano le carreggiate destinate alle auto dai sentieri utilizzati dai granchi, oltre ad alcuni sottopassaggi realizzati per facilitare il passaggio degli animali ed evitare che attraversino strade trafficate.
Una volta raggiunta la costa, i maschi scavano delle buche dove avviene la riproduzione: in seguito, i granchi maschi faranno ritorno ai loro alberi mentre le femmine resteranno nelle buche in riva al mare per circa due settimane a deporre le uova.

piccolo granchio

Le uova dei granchi vengono deposte in riva al mare, in attesa che le onde le trascinino in acqua: qui i piccoli appena nati trascorreranno il primo mese di vita sotto forma di minuscole larve. Ci vorranno circa quattro settimane perché si formino completamente come piccoli granchi e tornino fuori dall’acqua. I minuscoli granchi, una volta pronti ad affrontare il loro primo viaggio, si radunano sulla costa e si mettono in cammino verso le foreste dove trascorreranno la loro vita. Il viaggio li impegnerà per 9 giorni.Piccoli granchi