Clima e api: caldo e improvvisi acquazzoni hanno dimezzato la produzione del miele

Secondo un report della Coldiretti la produzione del miele made in Italy quest’estate ha registrato un calo di circa il 50% rispetto alla media degli ultimi anni. Anche il bilancio del 2017 era stato negativo per il nostro Paese, con una produzione pari a circa 10 milioni di chili, uno dei peggiori risultati della storia dell’apicoltura moderna.
Dopo una primavera fredda e piovosa, le temperature decisamente alte che hanno caratterizzato l’estate, alternate a improvvisi acquazzoni spesso accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno condizionato il lavoro delle api sia nella gestione degli alveari sia nella raccolta del nettare. Sono stati riscontrati problemi nelle principali varietà di miele: dal castagno al tiglio, dal girasole al millefiori, dal coriandolo all’acacia, dall’arancio alla melata.

Questa situazione ha portato così ad un aumento delle importazioni da altri Paesi, che già nel primo quadrimestre del 2018 aveva fatto registrare una crescita del 32% per un totale di oltre 9,4 milioni di chili, provenienti in particolare dall’Ungheria (+64%), dalla Romania (+46%), dalla Polonia (+34%) e dalla Cina (+19%).“Peggiora così una situazione che vede già due barattoli di miele su tre arrivare dall’estero” sottolinea Coldiretti, invitando i consumatori a leggere con attenzione le etichette per verificare la provenienza del miele o a rivolgersi direttamente ai produttori.