Come proteggere il mare dalle microfibre

L’associazione italiana Marevivo ha deciso di lanciare la campagna #stopmicrofibre per sensibilizzare le persone sul problema delle microplastiche che ormai si propagano ovunque. I frammenti che vengono rilasciati dai tessuti sintetici in lavatrice sono tra i più diffusi nell’ecosistema marino. Secondo l’associazione ambientalista un solo carico produce milioni di microfibre di dimensioni inferiori ai 5 mm che si riversano in mare dove vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. I microframmenti nocivi iniziano ad assorbire sostanze inquinanti e tossiche e vengono ingeriti dagli organismi che li scambiano per cibo; si accumulano nei tessuti in concentrazioni sempre crescenti via via che si sale nella catena alimentare fino a raggiungere potenzialmente l’uomo. Secondo uno studio della International Union for Conservation of Nature, considerata come una delle più autorevoli istituzioni scientifiche internazionali che si occupano di conservazione della natura, le microfibre rappresentano il 35% delle microplastiche primarie che finiscono in mare, spesso proprio a causa dei nostri capi in acrilico e poliestere.

Circa il 60% di tutti gli indumenti sono realizzati con tessuti sintetici e, come ricorda un altro studio dell’Università di Plymouth, nel Regno Unito, ogni ciclo di lavaggio di questi capi rilascia circa 700.000 microfibre nell’ambiente. I dati dei ricercatori indicano che lavando a varie temperature tra i 30 e i 40 gradi, con differenti combinazioni di detergenti, il 40% delle microfibre non viene trattenuto dagli impianti di trattamento e finisce nell’ambiente. Una città come Berlino per esempio ne rilascia ogni giorno una quantità equivalente a 540000 buste di plastica. I danni da microfibre potrebbero essere arginati con alcune buone pratiche: bisognerebbe usare più a lungo i capi acquistati, riciclarli correttamente e, come suggerisce lo studio del Cnr di Biella, effettuare lavaggi usando programmi a basse temperature, detergenti liquidi e una velocità della centrifuga ridotta.