Himalaya a rischio

Notizie allarmanti che riguardano la grande catena montuosa dell’Himalaya giungono dall’International Centre for Integrated Moutain Development (ICIMOD), un’organizzazione scientifica intergovernativa basata in Nepal. Secondo uno studio i due terzi dei ghiacciai di quello che viene considerato il “terzo polo” del mondo, dopo Artico e Antartide, potrebbero sciogliersi entro il 2100 a causa dei cambiamenti climatici. L’Himalaya, sistema montuoso dell’Asia centrale il cui nome significa “dimora delle nevi”, è la catena montuosa che ospita le montagne più alte della Terra: per questo viene anche chiamato “tetto del mondo”. I suoi ghiacciai sono una fonte d’acqua per circa 250 milioni di persone che abitano le montagne e anche per 1,65 miliardi di persone che vivono nelle valli fluviali sottostanti e alimentano 10 dei più importanti sistemi fluviali del mondo, tra cui il Gange, l’Indo, il Fiume Giallo, il Mekong e l’Irrawaddy.

Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe provocare un peggioramento dell’inquinamento atmosferico e condizioni meteorologiche estreme, monsoni sempre più irregolari, mettendo in crisi la produzione agricola ed energetica e la stessa sopravvivenza. La ricerca ha richiesto 5 anni di lavoro, coinvolgendo oltre 350 ricercatori ed esperti di politiche, 185 organizzazioni, 210 autori, 20 revisori di riviste e 125 revisori esterni. Secondo lo studio se il riscaldamento terrestre fosse limitato a 1,5 gradi rispetto all’era pre-industriale, entro il 2100 la regione himalayana perderebbe il 36% dei suoi ghiacciai; se l’aumento fosse di 2 gradi, lo scioglimento raggiungerebbe i due terzi dell’attuale estensione. “È la crisi climatica di cui non avete mai sentito parlare” queste le parole di Philippus Wester, portavoce dell’ICIMOD.