Il potere dei cartoni animati

Le ambientazioni magiche, irreali dei film d’animazione ci fanno volare con la fantasia verso mondi irraggiungibili e sono uno degli aspetti che più ci colpiscono. Il giapponese Hayao Miyazaki è considerato uno degli esponenti dell’animazione nipponica più conosciuto all’estero: è un regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico che vanta una carriera durata cinquant’anni. Molti dei suoi paesaggi però non sono solo il frutto della sua immaginazione ma sono ispirati a posti che esistono realmente; uno di questi ce l’abbiamo in Italia, nel Lazio. Civita di Bagnoregio, nota nel mondo come “la città che muore” è uno dei borghi più strabilianti della nostra nazione. Gli è stato dato questo macabro soprannome in quanto rischia di scomparire per sempre a causa dell’erosione; si trova su un piccolo sperone di roccia tufacea ed è raggiungibile solo attraversando un ponte pedonale. Corre il rischio di dissolversi perché il colle tufaceo che la sorregge è minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall’azione delle piogge e del vento. Il destino del luogo, il ciuffo di case medioevali, le pochissime famiglie che ancora vi risiedono e il paesaggio irreale creato dai calanchi argillosi, rendono questa posto che si trova nella provincia di Viterbo, unico ed incantevole.

Grazie alla fantasia e all’estro di Miyazaki “la città che muore” si è trasformata nella “città che rinasce”. Il paese sta infatti vivendo una grande fase di crescita, legata essenzialmente allo sviluppo turistico con più di 700000 persone da tutto il mondo che la vengono a visitare ogni anno e molti arrivano dall’estremo Oriente. La sua popolarità, oltre alla bellezza naturale, è quindi dovuta in parte al successo dell’anime (opera d’animazione di produzione giapponese) Laputa, uscito nel 1986 e considerato uno dei più belli di sempre. “Laputa – castello nel cielo” è stato ideato e diretto da Hayao Miyazaki che si ispirò ai “Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, in cui si legge appunto di Laputa, l’isola volante abitata da scienziati pazzi, la quale essendo costituita da una base d’adamante poteva essere manovrata usando un gigantesco magnete; nella pellicola, questo magnete trova corrispondenza nella Gravipietra, una pietra particolare tipica di questo posto che gli permette di vincere la forza di gravità e di galleggiare nell’aria. L’autore in un’intervista aveva dichiarato che il borgo incantato del viterbese sarebbe stato una delle fonti di sua ispirazione, insieme ad altri paesaggi visti in Galles.

Affiancando le immagini di Civita di Bagnoregio e di Laputa si scorgono le somiglianze. Qualcuno sostiene che in realtà Miyazaki si sia ispirato a Calcata, altro borgo della provincia viterbese, anche se le conferme dei turisti orientali in arrivo nella “città che muore” lasciano intendere che Civita sarebbe stata impressa nelle mente del genio giapponese e sia davvero diventata la sua fonte di ispirazione.