La foresta pluviale ha gli stessi diritti di un essere umano

Per anni la foresta amazzonica, meglio conosciuta come il polmone della terra, è stata rovinata con opere di deforestazione. Gli ambientalisti hanno cercato per anni di fermarle, senza però ottenere successi permanenti nel tempo. Ora è arrivata una sentenza della Corte Suprema colombiana ad opporsi e a riconoscere l’importanza della foresta per il mondo.  Le dichiarazioni arrivano in risposta ad una causa mossa da un gruppo di 25 giovani (dai 7 ai 26 anni), che chiedevano al governo di tutelare l’ambiente, salvaguardando la foresta amazzonica.

La Corte Suprema ha stabilito che la foresta deve essere protetta, lasciando un ultimatum al governo che deve organizzare piani per combattere il problema della deforestazione. Una delle gravi conseguenze del disboscamento della foresta pluviale è senza dubbio l’emissione di gas serra, uno degli agenti del cambiamento climatico.  Il problema non è solo attuale, ma avrà un progressivo peggioramento se il comportamento nei confronti della natura non verrà mutato. È necessario quindi fermare questo disastro se si vuole garantire un futuro sano alle generazioni future. Alla foresta, inoltre, sono stati attribuiti gli stessi diritti di un essere umano, per  questo motivo deve essere protetta.