Oceani in pericolo: stop alle microplastiche!

Molti cosmetici che si utilizzano quotidianamente contengono microplastiche: si tratta di particelle plastiche di misura uguale o inferiore a 5 millimetri. In certi prodotti rappresentano dall’1 al 90% del peso del prodotto stesso: si trovano soprattutto negli scrub, nei bagnoschiuma, nei dentifrici, nei trucchi, nelle maschere di bellezza, negli idratanti, nelle lacche per capelli, nelle creme lenitive e nelle schiume da barba. In Europa nel 2013, solo per i prodotti di bellezza, sono state impiegate quasi 5.000 tonnellate di microplastiche, finite quasi tutte in mare e con possibili ripercussioni anche per la salute umana, oltre che per l’ambiente.

microplastiche

Dal lavandino infatti queste minuscole sfere di plastica arrivano fino al mare: sono così piccole da sfuggire anche ai migliori filtri dei sistemi di depurazione. Il passaggio successivo è scontato: ingerite dai pesci, ritornano anche nei nostri piatti. Queste particelle, infatti, vengono ingerite direttamente da organismi come molluschi e crostacei, nel caso delle microsfere dei cosmetici perfino dal plancton.

Nel Regno Unito si stanno facendo importanti passi in avanti nella lotta contro le microplastiche contenute in maschere esfolianti, bagnoschiuma, dentifrici e altri prodotti per la cura personale. Il 9 gennaio è entrato in vigore lo stop alla produzione di questi detergenti, mentre il divieto di vendita arriverà il prossimo luglio. Negli Stati Uniti il divieto di produrre cosmetici con microplastiche è scattato nel luglio 2017 e la vendita sarà vietata tra pochi mesi.
In Europa la Commissione UE dovrebbe varare il 16 gennaio un pacchetto di nuove proposte e misure anti-inquinamento che mettono nel mirino, oltre alle microsfere cosmetiche, le stoviglie monouso e gli imballaggi.

E in Italia?

Nello scorso dicembre, in Commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento che dal 1 gennaio 2020 vieterà di commercializzare e produrre prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Fino ad allora, occhio all’etichetta:

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