Parliamo della goccia di pioggia

Il pianto del cielo. Tante, piccole lacrime che cadono al suolo, sfaldandosi in mille particelle d’acqua. Poeticamente, la pioggia è stata spesso vista così. Specialmente perché, nell’immaginario comune, una goccia di pioggia avrebbe proprio la forma di una lacrima. In realtà, le cose non stanno così. La forma di una goccia di pioggia è ben diversa da una lacrima. Partiamo dalla forma di una goccia d’acqua. “Questa, in assenza di altre forze esterne che potrebbero agire su di essa modificandola, è perfettamente sferica”, afferma il meteorologo Lorenzo Danieli. “Su una goccia di pioggia, invece, cadendo quest’ultima da grandi altezze, agiscono proprio le forze esterne: in particolare, la forza di gravità e la resistenza opposta dall’aria. Ecco quindi che, maggiore è la dimensione di una goccia di pioggia, più la sua forma di differenzierà da quella di una sfera. Mentre le gocce più piccole (quelle con un diametro inferiore a 1 millimetro) hanno una forma quasi sferica, le gocce con un diametro che va da 1 a 3 millimetri, quelle cioè più diffuse, hanno una forma diversa sia dalla sfera che dalla classica “lacrima”. Si presentano, piuttosto con una forma elissoidale, quasi fossero piccole ciambelle o pagnotte, e con la parte rivolta verso il terreno pressoché piatta. Nel loro tragitto dal cielo verso il suolo, le gocce di pioggia si gonfiano e tendono ad appiattirsi. Al momento dell’impatto, queste gocce scoppiano in un’infinità di piccolissime goccioline”.

Per quanto riguarda la loro velocità, in media una goccia di pioggia che cade da 1000 metri di altezza dovrebbe, in teoria, raggiungere il suolo a una velocità di 360 km all’ora: un vero e proprio “proiettile”, in grado di provocare danni inimmaginabili. “La realtà, fortunatamente, è lontana dalla teoria”, rassicura l’esperto. “Grazie infatti all’attrito con l’aria, che riesce ad equilibrare perfettamente la forza del peso della goccia, dopo aver percorso un breve tratto in accelerazione le gocce di pioggia assumono una velocità-limite pressoché costante. Certo, molto dipende dalla grandezza della goccia di pioggia. Una precipitazione classificata come “debole”, nella quale cioè le gocce hanno un diametro di 450 millesimi di millimetro, la velocità di caduta al suolo è di 7,2 km all’ora. Con la pioggia moderata (goccia dal diametro di 1 millimetro) la velocità aumenta a 14,4 km orari. Con la pioggia forte (goccia dal diametro di 1,5 millimetri) la velocità passa a 18 km all’ora. L’acquazzone (goccia dal diametro di 2 millimetri) ha una velocità di 21,6 km orari. Il nubifragio (goccia dal diametro di 3 millimetri) presenta una velocità di 28,8 km all’ora. Il chicco di grandine, infine (chicco dal diametro di 1 centimetro), ha una velocità di ben 180 km orari”.

La forma di una goccia di pioggia rappresenta uno tra i parametri per distinguere le precipitazioni piovose (gli altri elementi distintivi sono la visibilità associata alle gocce stesse e il tipo di nubi che genera la precipitazione). In particolare, la pioviggine (pioggia più debole) è formata da gocce molto piccole e fitte e ha origine in nubi basse dette “strati”, mentre la pioggia vera e propria ha gocce dal diametro che varia tra 0,5 e 6 millimetri e nasce da nubi più spesse dette nembostrati o dai cumulonembi. È interessante notare come, generalmente, molte gocce di pioggia che cadono alle nostre latitudini nascono come fiocchi di neve che poi, attraversando gli strati più caldi vicini al suolo, fondono, diventando così acqua.

Se esaminiamo il numero di gocce che cadono al suolo – aggiunge il meteorologo – possiamo affermare che, nel corso di un temporale di media intensità e della durata di 30 minuti, cadono in media dai 600 ai 1300 miliardi di gocce di pioggia: parliamo di una quantità pari a 4-6 litri per metro quadrato”.
Infine, un dato certamente curioso. Le gocce di pioggia più grosse sono state rilevate nel 2004 in Brasile e nelle Isole Marshall: parliamo di gocce di pioggia con un diametro superiore a 1 centimetro. Gli scienziati hanno spiegato queste dimensioni con la condensazione di grandi particelle di fumo o di collisione tra gocce in zone relativamente piccole con un contenuto d’acqua particolarmente notevole.