Proteggiamo le balene

Si stima che nel 2100 metà delle specie marine saranno a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici e della pesca intensiva. Le balene purtroppo da anni sono oggetto di una caccia selvaggia ma grazie a decenni di politiche di protezione in alcune parti del Pianeta la loro condizione sta pian piano migliorando. Nonostante il divieto di caccia alle balene sia entrato in vigore nel 1986, si calcola che 6 su 13 specie potrebbero ancora scomparire. Diverse popolazioni fortunatamente stanno tornando a crescere di numero anche se ci sono delle zone, come il Nord Atlantico, dove ne rimangono pochissimi esemplari. Come chiesto da decine di associazioni ambientaliste, bisognerà riuscire a garantire che entro il 2030 il 30% degli oceani del mondo si trovi in aree marine protette che al momento sono ancora troppo poche, appena intorno al 2%. Le minacce più gravi per queste maestose creature del mare, oltre alla pesca, sono legate al traffico marittimo e all’inquinamento acustico, in particolare dei sonar, oltre che all’inquinamento da plastica che fa strage di cetacei, come ad esempio i capodogli e l’acidificazione degli oceani.

Per cercare di tutelare questi animali è stata istituita la Giornata Mondiale delle Balene, datata 16 febbraio. La festa annuale è stata fondata a Maui, Hawaii, nel 1980, proprio per onorare le megattere che nuotano al largo delle sue coste. Si tratta del principale evento del Maui Whale Festival. Tutti gli anni centinaia di appassionati si affollano sull’isola per partecipare a questo evento gratuito, organizzato dalla Pacific Whale Foundation,un’organizzazione no-profit che ha lo scopo di proteggere i nostri oceani attraverso la scienza e la difesa e offre attività di whalewatching educativo.

Non è necessario però andare fino alle Hawaii per celebrare questo giorno speciale: basta solo ricordarsi che ognuno di noi, nel suo piccolo può dare una mano. Con questa giornata il WWF ricorda dunque l’importanza di proteggere questo animale e per quanto riguarda l’Italia, in particolare le specie che vivono nel Santuario di Pelagos. Questa zona marina di 87.500 km² è nata da un accordo tra l’Italia, Principato di Monaco e Francia per la protezione dei mammiferi marini che lo frequentano; si tratta di una vasta porzione di Mediterraneo incastrato tra Liguria, Costa Azzurra e Corsica, unica nella sua ricchezza di biodiversità.