Tag: acqua

Acqua: stop agli sprechi!
Acqua: stop agli sprechi!

Ti ricordi il ciclo dell’acqua e i motivi per cui è importante non sprecarla? Ne avevamo parlato qui.
Oggi c’è una ragione in più per fare attenzione a non sprecare acqua: l’Italia si trova a far fronte una grave emergenza siccità, e ha ancora davanti i mesi più caldi dell’anno! Durante la primavera, tra marzo e maggio, è arrivata molta meno pioggia di quella che arriva mediamente: si stima che manchino all’appello 20 miliardi di metri cubi di acqua (è più o meno quella del lago di Como, per farci un’idea).

Noi italiani, però, possiamo fare molto, perché normalmente consumiamo tantissima acqua potabile. Si calcola che ogni italiano consumi mediamente 245 litri al giorno: siamo i primi in Europa per consumo di acqua. Basterà fare più attenzione ad alcune piccole cose che facciamo tutti i giorni per sprecare molta meno acqua (e risparmiare anche un po’ di denaro). Segui i consigli dei MeteoHeroes.

siccità

 

  • Fai attenzione a lavatrice e lavastoviglie
    Sono elettrodomestici che consumano grandi quantità di acqua, oltre che di energia elettrica: ogni ciclo richiede dagli 80 ai 120 litri d’acqua. Basterà fare un po’ di attenzione e utilizzarle solo quando sono completamente piene. Se serve una nuova lavatrice o lavastoviglie, meglio orientarsi su apparecchi di classe A: sono quelli più efficienti a livello energetico.
  • Meglio la doccia
    Riempire una vasca da bagno può richiedere anche 160 litri d’acqua: decisamente meglio una doccia. Attenzione però: non dimentichiamoci che anche la doccia consuma molta acqua, fino a 10 litri al minuto. Quindi è molto importante cercare di fare una doccia il più possibile breve, e chiudere il rubinetto mentre ci facciamo lo shampoo o ci insaponiamo.
  • Occhio alle perdite d’acqua
    Il contatore dell’acqua è uno strumento molto utile per controllare che non ci siano perdite. Per essere sicuri di non avere perdite d’acqua è sufficiente controllare il contatore la sera prima di andare a letto e la mattina appena svegli. Se la cifra della lettura mattutina è diversa da quella che c’era la sera significa che ci sono perdite d’acqua e bisogna intervenire.
  •  Chiudi il rubinetto
    Da un rubinetto aperto scorrono mediamente più di 10 litri d’acqua al minuto: non dimentichiamocelo quando facciamo lo shampoo, insaponiamo i piatti o ci laviamo i denti. Ricordarci di chiudere il rubinetto quando non abbiamo bisogno di acqua corrente può fare davvero la differenza.
  • Non serve acqua corrente per lavare frutta e verdura
    Quando laviamo le verdure è meglio riempire una ciotola o il lavandino con dell’acqua e poi chiudere il rubinetto: basterà aggiungere un po’ di bicarbonato per disinfettare la frutta e la verdura.
  • Ricicla l’acqua
    In alcuni casi possiamo evitare di usare l’acqua potabile del rubinetto. Ad esempio, per innaffiare le piante possiamo raccogliere l’acqua del condizionatore o utilizzare quella della ciotola in cui abbiamo lavato frutta e verdura.
Zanzare contro Pioggia: chi vince?
Zanzare contro Pioggia: chi vince?

Quando piove, le zanzare vengono colpite da gocce d’acqua che hanno un peso fino a 50 volte superiore al loro. Eppure, non si fermano. Com’è possibile?

Per farci un’idea, è come se una persona fosse investita da un’auto: per questo è così sorprendente che le zanzare non si facciano fermare dalla pioggia. Un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology ha realizzato uno studio per spiegare come questo sia possibile.
Per analizzare gli effetti che la pioggia ha sulle zanzare, sei esemplari sono stati chiusi in una scatola trasparente con in cima una rete abbastanza fitta da non permettere loro la fuga ma sufficientemente larga da far passare delle gocce d’acqua. Le gocce sono state fatte cadere, fitte, sulle sei zanzare in volo mentre videocamere ad alta velocità riprendevano la scena.

Lo studio ha dimostrato che le zanzare sopravvivono all’impatto con gocce d’acqua fino a 50 volte più pesanti di loro grazie a una massa piccola e a un esoscheletro elastico e resistente. Il loro corpo, inoltre, è rivestito da una sottilissima peluria idrorepellente che fa scivolare velocemente l’acqua evitando agli insetti di essere trascinati verso terra per il peso. Tutte e sei le zanzare osservate nel corso della ricerca sono sopravvissute senza riportare alcun danno.

La Gola di Gorropu, in Sardegna, è uno dei canyon più profondi d’Europa
La Gola di Gorropu, in Sardegna, è uno dei canyon più profondi d’Europa

La gola di Gorropu – o Gorroppu – si trova nel complesso montuoso del Supramonte, in Sardegna. Con un’altezza di oltre 500 metri rappresenta uno dei canyon più profondi d’Europa ed è lunga circa 1,5 km. In fondo al canyon scorre il Rio Flumineddu, che nasce alle pendici del Gennargentu. Proprio le acque del fiume, nei millenni, hanno eroso e levigato la roccia calcarea.

Il canyon demarca il confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei, in provincia di Nuoro. Esistono numerosi tragitti per raggiungere la gola di Gorropu, che rappresentano diversi livelli di difficoltà. Il percorso più semplice è quello che parte dal Campo Base, posto nel promontorio di Su Cungiadeddu, a un’altezza di 830 metri. Per visitare il canyon è richiesto il pagamento di 5€ per il ticket d’ingresso.

La gola di Gorropu rappresenta una risorsa preziosa anche per quanto riguarda la biodiversità. Il canyon, infatti, ospita diversi endemismi sardi, come l’aquilegia di Gorropu, una pianta erbacea molto rara considerata a rischio estinzione, e il geotritone del Supramonte, un anfibio che vive solo in questa zona. Tra le altissime rocce è possibile avvistare anche esemplari di aquila reale, mufloni e cinghiali.

 

C’è un tesoro nel mare della Sardegna: l’energia
C’è un tesoro nel mare della Sardegna: l’energia

Il mare della Sardegna può produrre molta energia: 13 chilowatt per metro di costa. Un tesoro così importante può fare di questa area il giacimento di energia green più grande del Mediterraneo. Questa bella notizia arriva dall’analisi realizzata dall’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ENEA. La produzione maggiore di energia potrebbe avvenire nell’area occidentale della Sardegna (guardando la cartina, il mare a sinistra dell’isola), soprattutto nei pressi di Alghero.

Alghero

Secondo l’ENEA, il potenziale energetico del mare della Sardegna occidentale è molto simile a quello degli Stati europei più all’avanguardia nello sviluppo di energia green proveniente dalla fonte rinnovabile del mare, come la Danimarca. Lungo le altre coste italiane è possibile produrre meno energia rispetto alla Sardegna. Nel canale di Sicilia è circa la metà, 7 kW per metro di costa, e ulteriormente inferiore quello di altre aree: 3 kW/m il potenziale di Ionio e medio Tirreno, solo 2 kW/m la media di quello dell’Adriatico.
La produzione di energia dal mare attualmente soddisfa una piccolissima parte della domanda energetica dell’Europa: solo lo 0,02%. Però, permetterebbe di ridurre in modo significativo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica. Secondo le stime dell’Unione Europea, investire nell’energia green prodotta dal mare sarebbe molto importante anche per l’economia degli stati. Permetterebbe di creare un mercato da oltre 50 miliardi di euro l’anno per il 2050 e di far nascere 450 mila nuovi posti di lavoro.

Come si produce energia dal mare?

L’energia green prodotta attraverso il mare è una delle cosiddette “rinnovabili” o energie “alternative” e deriva dal moto delle onde. Per produrla, si sfrutta l’energia cinetica contenuta nel moto ondoso. L’energia delle onde può contare su un sistema di accumulo naturale di energia: le onde stesse. Questo non avviene nel caso dell’energia solare e di quella eolica. In Italia, ENEA e il Politecnico di Torino sono al lavoro per sviluppare una tecnologia pensata appositamente per le onde del mar Mediterraneo. Le nostre onde sono diverse da quelle dell’oceano, che sono più alte e meno frequenti. Gianmaria Sannino, ricercatore ENEA che ha curato lo studio, sottolinea che questi dispositivi non avrebbero un impatto significativo sul paesaggio, dato che sono parzialmente sommersi. Sarebbero d’aiuto anche per contrastare l’erosione della costa riducendo l’energia delle onde che la raggiungono.

La spiaggia verde ricoperta di cristalli
La spiaggia verde ricoperta di cristalli

Alle Hawaii esiste una spiaggia verde ricoperta di cristalli: si chiama Papakolea Beach, ma è nota anche come Mahana. La spiaggia verde si trova sull’isola principale delle Hawaii e il suo colore deriva dalla concentrazione di olivina. Si tratta di un minerale che contiene ferro e magnesio noto fin dall’antichità: gli egizi lo utilizzavano in numerosi rituali sacri. In forma cristallina, l’olivina dà origine a una splendida gemma preziosa nota come peridoto.

I cristalli che regalano a Papakolea Beach il suo straordinario colore provengono dal vulcano Pu’u Mahana.  Il vulcano si trova di fronte alla spiaggia e non è più attivo: l’ultima eruzione risale a 49 mila anni fa. Il mare estrae l’olivina dalla cenere. Le onde sbattono contro le rocce alla base del vulcano e depositano i cristalli sulla spiaggia verde.

La spiaggia verde

Papakolea Beach deve il suo colore a degli antichi cristalli

La spiaggia verde si può visitare, ma non è facile da raggiungere: bisogna camminare per tre chilometri. È necessario, inoltre, pagare un biglietto di circa 25 dollari e avere il permesso del Department of Hawaiian per calpestarla.

Il ciclo dell’acqua (e del perché non va sprecata)
Il ciclo dell’acqua (e del perché non va sprecata)

Siamo abituati all’acqua, ci circonda ogni giorno: quando apriamo il rubinetto, quando la beviamo, quando scende dal cielo, quando scorre nei fiumi o quando la vediamo fluttuare nei mari; l’acqua fa parte di noi, quasi non ci accorgiamo della sua esistenza, come succede per l’aria.

ciclo-acqua

La cosa sorprendente è che l’acqua presente oggi sulla Terra è la stessa da milioni di anni! Ogni goccia è passata dagli oceani all’atmosfera, da qui alle terre emerse, per tornare di nuovo agli oceani… e riprendere il ciclo all’infinito.
Ora vi spiegheremo come funziona il ciclo dell’acqua.

FASE 1 – Dall’oceano all’atmosfera: come si forma l’acqua dolce

Il motore di tutto il ciclo dell’acqua (detto anche idrologico) è il Sole, che con la sua energia:

  • trasforma l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi in vapore acqueo (evaporazione),
  • attiva nelle piante il processo di traspirazione, ossia la perdita di vapore acqueo dalla superficie delle foglie.

Il vapore acqueo prodotto dall’evaporazione e dalla traspirazione, sale quindi invisibile nell’atmosfera…

FASE 2 – Formazione delle nuvole

Il vapore acqueo che è salito nella parte bassa dell’atmosfera (troposfera) gradualmente si raffredda e condensa attorno a minuscole particelle di pulviscolo atmosferico, formando le nuvole dove l’acqua può esistere in tutte e tre le forme: liquida (gocce), gassosa (vapore) e solida (come particelle di ghiaccio).

FASE 3 – L’acqua lascia l’atmosfera per tornare sulla Terra

Le goccioline d’acqua o i cristalli di ghiaccio contenute in una nube si scontrano e si uniscono tra loro formando gocce più grandi e pesanti e che dunque ricadranno sulle terre emerse e sui mari sotto forma di precipitazioni, liquide o solide, ossia come pioggia o come neve.

FASE 4 – Ritorno all’oceano

L’acqua (o la neve) che ricade sulla terra finisce in parte nei ghiacciai, situati ai Poli e sulle alte montagne, in parte alimenta i fiumi e i laghi, infine in parte filtra nel terreno e si inabissa sotto la superficie, riempiendo gli strati del sottosuolo e andando a costituire le falde acquifere. Il sole scioglierà poi lentamente l’acqua ghiacciata sulle vette; l’acqua liquida, liberata, si farà strada verso il mare in torrenti, cascate, fiumi e laghi.

Dunque, grazie al deflusso superficiale dei fiumi, in parallelo a quello sotterraneo che scorre nel sottosuolo, l’acqua scesa dal cielo e quella che si scioglie dai ghiacciai torna in definitiva al mare e all’oceano.
Così l’acqua che aveva lasciato la superficie della Terra per far parte dell’atmosfera è tornata di nuovo alla Terra stessa.
Le piogge e la neve compensano l’acqua evaporata e il ciclo idrologico può così ricominciare.

carenza-dacqua

Questo è il mirabile ciclo dell’acqua dolce che si svolge da milioni di anni… ma questo processo di continuo rinnovo presenta anche qualche problema:

  • L’acqua non ricade su tutto il Pianeta in modo sistematico, nello stesso periodo e in ogni luogo. In alcune aree è rara, in altre si alternano piogge torrenziali a periodi di siccità, in altre ancora piove sistematicamente ogni giorno o in alcune stagioni dell’anno;
  • Parte dell’acqua dolce è inutilizzabile: o perché torna troppo velocemente nell’oceano o perché resta intrappolata nei ghiacciai o in falde profonde e non rientra in circolo;
  • Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il ciclo non è “per sempre” e anche l’acqua non è inesauribile.

Dobbiamo pensare che l’acqua sia sì “rinnovabile” tramite il ciclo idrologico, ma:

  • L’acqua che si trova negli strati sotterranei delle falde freatiche più profonde è acqua fossile che non si rigenera: uno sfruttamento eccessivo, fatto con i mezzi tecnici che l’umanità ha oggi a disposizione, può consumare in poco tempo quel che ha impiegato milioni di anni a formarsi!
  • Purtroppo succede che venga alterato il ciclo idrologico dell’acqua dolce – con l’urbanizzazione, la costruzione di dighe, la deforestazione, la deviazione dei corsi d’acqua naturali. Facendo ciò creiamo una perdita d’acqua irrecuperabile: è stato stimato che, dall’ultimo dopoguerra, siano andati perduti 750 miliardi di metri cubi d’acqua dolce ogni anno… Andando avanti così arriveremo presto al collasso delle risorse idriche.
10 cose interessanti sull’acqua
10 cose interessanti sull’acqua

L’acqua potrebbe essere l’elemento per il ritrovamento di forme di vita extraterrestri
Non ci sono molti elementi in comune per tutte le forme di vita sulla Terra, però il bisogno di acqua è una di essi. Si trova in tutti gli esseri viventi, sia che vivano in fondo all’oceano o nel deserto più arido. L’acqua è l’elemento che ha reso possibile la vita sulla Terra. Per questa ragione gli astrobiologi (scienziati che cercano forme di vita extraterrestre) sono convinti che la presenza di acqua sia fondamentale per il ritrovamento di forme di vita su altri pianeti.

Quasi tutta l’acqua sulla Terra si trova negli oceani
Circa il 96,5 % dell’acqua sulla Terra è negli oceani, che coprono il 71 % della superficie del nostro pianeta. In qualunque momento, circa lo 0,001 % dell’acqua è nell’atmosfera sopra di noi. Se tutta quell’acqua dovesse piovere tutta in una volta, l’intero pianeta registrerebbe una caduta di circa 2,5 cm di pioggia.

La stragrande parte dell’acqua dolce si trova nel ghiaccio
Solamente il 3,5 % di tutta l’acqua sulla terra è acqua dolce (con pochi sali minerali). L’acqua dolce si trova nei ruscelli e nei fiumi e laghi, ma non dimentichiamo le falde acquifere sotterranee, i ghiacciai e le calotte polari. Circa il 68 % dell’acqua dolce è intrappolato nel ghiaccio, e un altro 32 % si trova sulla superficie terrestre e nelle falde sotterranee.

La salinità degli oceani non è costante
In cinque litri di acqua di mare si trovano circa 270 gr di sali disciolti, ma questo non è sempre lo stesso in tutti i mari. L’Oceano Atlantico per esempio è più salato del Pacifico. Il sale che si trova nei mari è per lo più quello che usiamo a tavola, cioè Cloruro di Sodio. L’acqua più salata della Terra si trova in un laghetto nella Penisola Antartica che si chiama Don Juan Pond.

In una goccia di acque di mare c’è molta vita
Succede molto in una singola goccia di acqua di mare. Potrebbe contenere infatti milioni (sì proprio milioni!) di batteri e virus, ma anche uova di pesce, piccoli gamberi, plankton o anche minuscoli vermi.

L’acqua sulla Terra potrebbe essere arrivata dallo spazio
La materia rocciosa che ha formato la Terra conteneva anche l’acqua. Ma potrebbe non essere stato sufficiente per accumulare tutta l’acqua presente oggi sul nostro pianeta. Le comete sono formate sopratutto da ghiaccio ed è possibile che proprio loro abbiano portato acqua sulla Terra. Ci vorrebbero molte comete per riempire un oceano, ma potrebbero aver contribuito in modo significativo.

Meno male che il ghiaccio galleggia!
Nei solidi gli atomi si avvicinano per formare qualcosa di più denso e questa è la ragione per cui molti solidi affondano se messi in acqua. Ma l’acqua in forma solida, cioè il ghiaccio, è meno densa dell’acqua stessa. Questo è raro. Le molecole di acqua formano anelli quando l’acqua si ghiaccia e lo spazio vuoto rende il ghiaccio meno denso. Ecco perché galleggia. Questo fatto è fantastico perché il ghiaccio che galleggia evita che l’acqua sottostante si ghiacci. Se il ghiaccio affondasse gli oceani potrebbero diventare blocchi di ghiaccio!

Siamo fatti d’acqua!
Il corpo di un neonato è fatto per il 78 % di acqua, quello di un adulto per il 55-60 %. L’acqua gioca un ruolo importante in tutti i processi nel nostro corpo. E’ abbondante nel sangue che porta nutrimento alle nostre cellule, serve nell’eliminazione delle scorie, serve a regolare la nostra temperatura. Il nostro cervello e midollo spinale sono avvolti da liquido che serve perché non prendano scossoni. Dipendiamo molto dall’acqua.

Nelle piante l’acqua sfida la forza di gravit
L’acqua ha un’altra interessante proprietà: è un po’ “appiccicosa”, ama aderire a se stessa e ad altri oggetti. Ecco perché le gocce d’acqua sono arrotondate, ma non tutti i liquidi hanno questa caratteristica. Questa “appiccicosità” aiuta l’acqua a risalire dalle radici delle piante fino alle foglie. Le molecole d’acqua nelle piante risalgono attraverso cannucce strettissime chiamate Xylem, attaccandosi le une alle altre e alle pareti stesse dei tubicini. Vengono attirate verso l’alto dalle molecole di acqua che evaporano dalle foglie.

Riusciamo a vedere l’acqua in tre diversi stati, molto strano!
Abbiamo la possibilità di vedere l’acqua nei tre stati della materia, cioè solido (ghiaccio) liquido (acqua liquida) e gas (vapore acqueo). Questo fatto, in realtà, è piuttosto raro in natura. Mentre tutte le sostanze possono essere o solide o liquide o gassose, molte cambiano stato solo a temperature estreme. Non vediamo argento liquido o ossigeno solido perché le loro temperature di fusione o di solidificazione avvengono ci potrebbero uccidere!