Tag: artico

Ad Aprile la calotta artica ha sfiorato il record del 2016
Ad Aprile la calotta artica ha sfiorato il record del 2016

Ancora pessime notizie dal Polo Nord. Sì perché lì, la calotta di ghiaccio che ricopre l’Artide è molto più piccola rispetto al passato. La calotta di ghiaccio ogni anno si estende e restringe seguendo le stagioni: in estate raggiunge l’estensione più piccola, in inverno quella più ampia.

Ad Aprile il ghiaccio inizia a fondersi per via dell’aumento delle temperature, ma di solito non arriva a tanto: ad Aprile 2018 la calotta artica ha coperto 13 milioni di chilometri quadrati, ben 980 mila chilometri quadrati in meno rispetto al solito. Per capirci, si tratta di una superficie pari a 3 volte l’Italia! Un’estensione così bassa (per il mese di aprile) che ha quasi battuto il record del 2016: due anni fa, infatti, mancavano altri 20 mila chilometri quadrati di ghiaccio.  Per il National Snow and Ice Data Center, che da anni monitora lo stato di salute dei ghiacci dell’Artico, si tratta quasi di un pari merito che non promette nulla di buono per la stagione estiva. 

Brutte notizie dall’Artico
Brutte notizie dall’Artico

Artico: la massima estensione dei ghiacci è la seconda più bassa della storia.

Con la fine dell’inverno è possibile farci un’idea dello stato di salute dei ghiacci marini dell’Artico (quelli, per intenderci, che si formano sopra la superficie del mare del Polo Nord), che nei mesi invernali raggiungono la loro estensione massima.
I ghiacci dell’artico hanno raggiunto la massima estensione in particolare il 17 marzo 2018, quando i satelliti hanno misurato un’estensione di circa 14,48 milioni di chilometri quadrati.

Quello di quest’anno è il secondo valore più basso da quando si effettuano le rilevazioni satellitari, cioè da 39 anni. Al primo posto troviamo il valore registrato nel 2017.
Secondo le elaborazioni rese note dal NSIDC, National Snow and Ice Data Center, l’estensione dei ghiacci artici registrata quest’anno è di circa 1,16 milioni di chilometri al di sotto della media del periodo 1981-2010: si tratta di una superficie enorme, grande quanto Italia, Spagna e Germania messe insieme!

 

 

Particolarmente preoccupante il fatto che gli ultimi quattro record negativi siano stati registrati negli ultimi 4 anni: questo evidenzia un’inquietante tendenza negativa che incide in modo significativo sul clima di tutto il Pianeta Terra.

Mai così poco ghiaccio ai Poli
Mai così poco ghiaccio ai Poli

Il mese di gennaio 2018 si è concluso con una pesante anomalia per i ghiacciai dei poli: la calotta artica non ha raggiunto l’estensione media del periodo, fermandosi molto prima e facendo registrare un nuovo record negativo per gennaio. Ma a preoccupare è la condizione globale dei ghiacciai: considerando infatti anche l’Antartide si tratta di un’estensione record della banchisa, mai così poco estesa da quando i satelliti hanno iniziato a raccogliere i dati.

articogennaio2018

Durante la stagione invernale la calotta artica guadagna metri e chilometri quadrati di ghiaccio e durante questo mese di gennaio il ritmo di crescita del ghiaccio, in questa regione, è rimasto superiore a quanto successo l’anno scorso. Nonostante i 1.42 milioni di chilometri quadrati guadagnati nel mese di gennaio 2018, verso la fine del mese il ritmo di crescita è calato: gennaio 2018 si è concluso con un’estensione inferiore alla media di 1,36 milioni di chilometri quadrati, 110.000 chilometri quadrati in meno del precedente record del gennaio 2017. 

Nell’emisfero sud la situazione, purtroppo, non è molto diversa. In Antartide ora è estate e i ghiacciai stanno per raggiungere l’estensione minima annuale con picco minimo previsto tra fine febbraio e inizio marzo. Anche in questa regione i ghiacciai sono molto meno estesi rispetto alla media e a gennaio 2018 è stato sfiorato il record del gennaio 2017.

Le acque dell’Oceano Artico sono sempre più acide: cosa significa?
Le acque dell’Oceano Artico sono sempre più acide: cosa significa?

L’Oceano Artico sta diventando sempre più caldo, ma anche sempre più acido: lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Nature, a cui hanno collaborato istituti di ricerca di Cina, Svezia e Stati Uniti. Quali sono le cause di questo fenomeno, e quali le conseguenze?

La ricerca ha analizzato quanto le acque acidificate si siano estese tra la metà degli anni Novanta e il 2010: nel giro di circa 15 anni si sono allargate per circa 300 miglia nautiche (sono quasi 556 km) dal Nord-Ovest dell’Alaska all’area a meridione del Polo Nord. L’acidificazione non ha riguardato solo la superficie: da circa 100 metri, ha raggiunto i 250 metri di profondità.

oceano

Perché le acque diventano più acide?

Quello dell’acidificazione delle acque è un fenomeno in crescita, dovuto ai cambiamenti climatici. A causa dell’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera decresce il pH degli oceani: circa un quarto della CO2 che si trova nell’atmosfera finisce negli oceani, e qui si trasforma in acido carbonico. Il processo di acidificazione dell’acqua è particolarmente rapido nell’Oceano Artico, dove è stato osservato un aumento dell’acidità delle acque due volte più veloce rispetto a quello che sta colpendo l’Oceano Pacifico e l’Atlantico.

Le conseguenze sono drammatiche:

Il fenomeno rappresenta un serio pericolo per tutto l’ecosistema marino, perché ha effetti disastrosi sulla catena alimentare. L’acidificazione delle acque provoca lo scioglimento dei gusci calcarei di vongole, cozze, lumache di mare e plancton calcareo, specie da cui dipende, più o meno direttamente, l’alimentazione di moltissimi altri animali.

oceano artico

Artico: ghiaccio sempre più sottile
Artico: ghiaccio sempre più sottile
La situazione nella regione artica si fa sempre più difficile. L’estensione della calotta artica secondo i dati raccolti dal National Snow and Ice Data Center è stata la sesta più bassa di sempre nel mese di giugno, 900.000 chilometri quadrati sotto la media calcolata tra il 1981 ed il 2010. In data 2 luglio l’estensione dei ghiacci era molto vicina a quella raggiunta nello stesso periodo nel 2012, anno che detiene ancora il record di estensione minima.
Nonostante l’estensione non sia la più bassa di sempre, bisogna tenere in considerazione anche il volume totale del ghiaccio presente nell’Artico che oggi ha raggiunto un nuovo record, minimo ovviamente. Dai dati raccolti dal programma PIOMAS dell’Università di Washington il volume del ghiaccio ha raggiunto il valore minimo mai registrato. Questa preoccupante condizione è dovuta all’aumento delle temperature che quest’anno si sta facendo sentire in questa regione con un numero di giorni con temperature sottozero inferiore al 2012, indice indicativo per capire quanto “caldo” ha fatto negli ultimi mesi.
Questa mancanza di “freddo invernale” si sta facendo vedere: lo spessore del ghiaccio si è ridotto quasi dappertutto. L’aria più mite e l’oceano più caldo stanno “mangiando” il ghiaccio più antico, quello più consolidato e duraturo. Al suo posto è comparso del ghiaccio più giovane, più sottile e più incline alla fusione annuale. Lo spessore medio durante lo scorso mese, secondo i dati raccolti da PIOMAS, è stato di 10 cm più sottile rispetto agli ultimi anni. Nel 1980 il ghiaccio era mediamente 120 cm più spesso rispetto ad ora. La situazione è critica. Il ghiaccio è più sottile della media in gran parte della calotta artica; l’unica zona esclusa è la zona a nord delle Svalbard.
Gli esperti sono d’accordo nell’affermare che anche se riuscissimo a fermare il riscaldamento globale sotto i 2°C l’Artico, nel corso dei prossimi decenni, potrebbe comunque perdere quasi tutto il ghiaccio durante le estati.