Tag: atmosfera

San Lorenzo: nasi all’insù per le stelle cadenti!
San Lorenzo: nasi all’insù per le stelle cadenti!

Il 10 agosto è San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Come osservarle, dove e quando?

Il 10 agosto è San Lorenzo, che tutti conosciamo come la notte delle stelle cadenti. Quella delle Perseidi è la pioggia di meteore più famosa dell’anno e in realtà sarà visibile in cielo per molti giorni, all’incirca un mese tra la seconda metà di luglio e quella di agosto, e non solo nella notte di San Lorenzo. Il picco di massima visibilità è previsto per il 13 agosto!

Per godersi appieno lo straordinario spettacolo delle stelle cadenti è fondamentale scegliere con cura il luogo da cui osservarle: è importante che sia il più possibile buio e che offra una visuale ampia. Sii paziente: ci vorrà un po’ perché i tuoi occhi si adattino completamente al buio, vedendo al meglio le stelle e le meteore.
Scegli una postazione che ti permetta di guardare verso Nord-Est: il radiante della pioggia di meteore delle Perseidi, cioè la zona da cui apparentemente provengono, è la costellazione di Perseo, che attorno alla mezzanotte si trova in questa direzione. Non sarà difficile da individuare: la costellazione di Perseo si trova sotto quella di Cassiopea, facilissima da riconoscere per la sua tipica forma a W.

Stelle Cadenti

Cosa sono le stelle cadenti?

In realtà, non sono stelle: si tratta di meteoriti che vengono attratti dalla forza di gravità del nostro pianeta. Una volta entrati nell’atmosfera cadono verso la Terra a grandissima velocità: possono arrivare a 210.000 km orari!
A una tale velocità, il calore prodotto dall’attrito con l’atmosfera fa sì che i meteoriti si infiammino: ecco perché vediamo quella scia luminosa. L’atmosfera terrestre protegge il pianeta dai meteoriti, che si sfaldano e bruciano prima di raggiungere la Terra.

meteorite

Mediterraneo, animali in pericolo: l’allarme del WWF
Mediterraneo, animali in pericolo: l’allarme del WWF

Pessime notizie: il WWF ha annunciato che i cambiamenti climatici stanno mettendo in pericolo metà delle specie animali. I dati, frutto di uno studio realizzato da un’università britannica e una australiana, sono davvero allarmanti: entro la fine del secolo il Mediterraneo rischia di perdere la metà delle specie animali. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Climatic Change, dove si afferma che, se nel mondo non si ridurranno le emissioni di gas serra, a fine secolo potremmo assistere a estinzioni locali in alcuni dei paradisi mondiali della biodiversità.

Dobbiamo fare di più

Anche rimanendo entro il limite di 2°C posto dall’Accordo sul clima di Parigi, perderemmo il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità. Il Mediterraneo è tra le aree più esposte ai cambiamenti climatici e anche se l’aumento delle temperature si limitasse a 2°C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante e animali sarebbe a rischio. Senza una decisa diminuzione delle emissioni di gas serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. Le specie più a rischio sono le tartarughe marine, i cetacei, gli storioni e i tonni.
La cosa più importante che possiamo fare è cercare di mantenere l’aumento della temperatura globale al minimo facendo tutto il possibile per ridurre i gas serra nell’atmosfera. Considerando che purtroppo è impossibile far retrocedere il riscaldamento globale, gli esperti sottolineano la necessità e l’urgenza di un processo di “mitigazione” del fenomeno. Un paio di gradi potrebbero non sembrare un margine enorme, ma il danno previsto alla biodiversità si amplifica enormemente tra l’aumento previsto dall’accordo di Parigi e la proiezione di 4,5°C nell’ipotesi che il riscaldamento rimanga al livello attuale.

 

Stefania Andriola

Scopriamo la ionosfera
Scopriamo la ionosfera

Cos’è la ionosfera? Si tratta di uno strato di cui è composta l’atmosfera che circonda la Terra. La ionosfera si colloca all’interno della termosfera, ad una altezza dal suolo di 90-200 chilometri ed è proprio questa fascia che si colora con le bellissime aurore boreali e australi. Come mai? Nella ionosfera si riscontra una elevata concentrazione di elettroni e ioni, prodotti dalla ionizzazione dell’aria da parte dei raggi ultravioletti e X di origine solare.

La termosfera e la porzione più esterna della mesosfera costituiscono la ionosfera. Le particelle ionizzate presenti in questo strato sono fondamentali per le telecomunicazioni perché riflettono le onde radio, facilitandone la propagazione sulla Terra. Nella ionosfera sono anche presenti molti satelliti e la Stazione Spaziale Internazionale.

La ionosfera è una parte dell’atmosfera molto attiva e dinamica perché si dilata e si restringe con l’energia che riceve dal Sole. Parti della ionosfera a volte si sovrappongono alla magnetosfera, ossia quella zona che circonda la Terra in cui le particelle cariche subiscono gli effetti del campo magnetico.

San Lorenzo: nasi all’insù per le stelle cadenti!
San Lorenzo: nasi all’insù per le stelle cadenti!

Il 10 agosto è San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Come osservarle, dove e quando?

Il 10 agosto è San Lorenzo, che tutti conosciamo come la notte delle stelle cadenti. Quella delle Perseidi è la pioggia di meteore più famosa dell’anno e in realtà sarà visibile in cielo per molti giorni, soprattutto dal 10 al 14 agosto, e non solo nella notte di San Lorenzo. Il picco di massima visibilità sarà tra il 12 e il 13 agosto, quando sarà possibile vedere oltre 50 stelle cadenti all’ora.

Per godersi appieno lo straordinario spettacolo delle stelle cadenti è fondamentale scegliere con cura il luogo da cui osservarle: è importante che sia il più possibile buio e che offra una visuale ampia. Sii paziente: ci vorrà un po’ perché i tuoi occhi si adattino completamente al buio, vedendo al meglio le stelle e le meteore.
Scegli una postazione che ti permetta di guardare verso Nord-Est: il radiante della pioggia di meteore delle Perseidi, cioè la zona da cui apparentemente provengono, è la costellazione di Perseo, che attorno alla mezzanotte si trova in questa direzione. Non sarà difficile da individuare: la costellazione di Perseo si trova sotto quella di Cassiopea, facilissima da riconoscere per la sua tipica forma a W.

Stelle Cadenti

Cosa sono le stelle cadenti?

In realtà, non sono stelle: si tratta di meteoriti che vengono attratti dalla forza di gravità del nostro pianeta. Una volta entrati nell’atmosfera cadono verso la Terra a grandissima velocità: possono arrivare a 210.000 km orari!
A una tale velocità, il calore prodotto dall’attrito con l’atmosfera fa sì che i meteoriti si infiammino: ecco perché vediamo quella scia luminosa. L’atmosfera terrestre protegge il pianeta dai meteoriti, che si sfaldano e bruciano prima di raggiungere la Terra.

meteorite

Un meteorite nel cielo dell’Italia
Un meteorite nel cielo dell’Italia

Un meteorite ha acceso il cielo italiano martedì 30 maggio, poco dopo le 23.00. Sono arrivate molte segnalazioni soprattutto dal Centro-Nord. In tanti hanno affermato di aver visto una luminosissima scia verde attraversare il cielo per qualche secondo.  È stato sentito anche un boato molto forte, per lo più dalle zone più a est dell’Emilia-Romagna e dal basso Veneto.

Uno scatto realizzato martedì sera mostra il passaggio del meteorite sul Trentino Alto Adige:

meteorite-trentino
Cos’è un meteorite?

È il frammento di un meteoroide, cioè un piccolo asteroide, che è entrato in collisione con la Terra.
Il boato che è stato sentito da molti italiani è dovuto proprio all’impatto con la nostra atmosfera. A causa dell’attrito si riscalda ed emette luce. Per questo motivo quando cade, attratto dalla forza di gravità, forma una scia luminosa che viene chiamata meteora, stella cadente o bolide.