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Le acque dell’Oceano Artico sono sempre più acide: cosa significa?
Le acque dell’Oceano Artico sono sempre più acide: cosa significa?

L’Oceano Artico sta diventando sempre più caldo, ma anche sempre più acido: lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Nature, a cui hanno collaborato istituti di ricerca di Cina, Svezia e Stati Uniti. Quali sono le cause di questo fenomeno, e quali le conseguenze?

La ricerca ha analizzato quanto le acque acidificate si siano estese tra la metà degli anni Novanta e il 2010: nel giro di circa 15 anni si sono allargate per circa 300 miglia nautiche (sono quasi 556 km) dal Nord-Ovest dell’Alaska all’area a meridione del Polo Nord. L’acidificazione non ha riguardato solo la superficie: da circa 100 metri, ha raggiunto i 250 metri di profondità.

oceano

Perché le acque diventano più acide?

Quello dell’acidificazione delle acque è un fenomeno in crescita, dovuto ai cambiamenti climatici. A causa dell’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera decresce il pH degli oceani: circa un quarto della CO2 che si trova nell’atmosfera finisce negli oceani, e qui si trasforma in acido carbonico. Il processo di acidificazione dell’acqua è particolarmente rapido nell’Oceano Artico, dove è stato osservato un aumento dell’acidità delle acque due volte più veloce rispetto a quello che sta colpendo l’Oceano Pacifico e l’Atlantico.

Le conseguenze sono drammatiche:

Il fenomeno rappresenta un serio pericolo per tutto l’ecosistema marino, perché ha effetti disastrosi sulla catena alimentare. L’acidificazione delle acque provoca lo scioglimento dei gusci calcarei di vongole, cozze, lumache di mare e plancton calcareo, specie da cui dipende, più o meno direttamente, l’alimentazione di moltissimi altri animali.

oceano artico

Anche i nostri amici animali soffrono il caldo. Come proteggerli?
Anche i nostri amici animali soffrono il caldo. Come proteggerli?

Quando fa molto caldo, e soprattutto quando c’è tanta umidità nell’aria, i nostri amici animali soffrono come noi. Per questo d’estate dobbiamo fare grande attenzione alla loro salute. Proprio come noi, gli animali domestici possono andare incontro a un colpo di calore o un colpo di sole: un rischio molto grave.
Il nostro corpo, sudando, fa in modo che la temperatura esterna resti il più possibile stabile. Gatti, cani, uccellini e piccoli animali d’affezione, invece, non sudano: la loro termoregolazione avviene  mediante un sistema di “raffreddamento ad aria”, che consiste nel ventilare con respiri piccoli e frequenti, in modo da far passare velocemente l’aria sulle superfici umide del cavo orale e determinare così la dispersione del calore.

animali e caldo

Cosa possiamo fare?

Con temperature elevate e alti tassi di umidità è necessario raffreddare il corpo dei nostri amici, bagnando frequentemente alcuni punti specifici dell’animale come le ascelle, la pancia, il collo e l’interno coscia. Fondamentale è non cambiare la temperatura in modo repentino, ad esempio passare dal freddo dell’aria condizionata al caldo dell’ambiente esterno. Un altro punto importante è la tosatura che non deve essere sempre pensata come un bene per l’animale: la maggior parte delle volte, in estate, si rischia di ustionare la pelle.
Un’altra buona regola da seguire è quella di non far camminare gli animali sull’asfalto o sulla spiaggia ardente: è dannoso per le articolazioni. Si consiglia di passeggiare solo nelle zone d’ombra. I veterinari raccomandano inoltre di evitare un’alimentazione ipercalorica e fare avere l’acqua sempre a disposizione e sempre fresca. Nei viaggi in macchina meglio tenere i finestrini aperti e controllare sempre le strane manifestazioni dei nostri animali che a volte, con lo stress del caldo, potrebbero essere nervosi.

animali e caldo
L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha stilato un elenco con alcune semplici regole.
1) Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto. La temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno.
2) Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito il pericolo di vita è grave: chiamate immediatamente le forze dell’ordine e un veterinario reperibile; nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza, e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale.
3) Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate immediatamente il veterinario.
4) Evitare le passeggiate con il vostro cane nelle ore più torride della giornata, preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire, e portare sempre con sé una bottiglietta di acqua e una ciotola. Evitare di far fare attività sportiva al cane nelle giornate più calde.
5) Anche cani e gatti rischiano scottature solari. In caso di giornate particolarmente calde, applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali (per esempio la punta delle orecchie) prima di farli uscire sotto il sole o di portarli in spiaggia.
6) Se avete un acquario, evitate di tenerlo sotto il sole diretto e cambiate l’acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Se avete un laghetto in giardino con dei pesci, ricordate di riempirlo regolarmente nelle ore serali per compensare l’acqua evaporata e sostituire l’ossigeno andato perso.
7) In caso di animali in gabbia, mai lasciare il canarino o i criceti al sole diretto. Posizionate la gabbia in un luogo ombreggiato, arieggiato e fresco.
8) Con le alte temperature non mancheranno di far visita a cani e gatti le pulci, le zecche e gli acari: controllate regolarmente il pelo del vostro animale per verificarne la presenza; applicate preventivamente un antiparassitario, ma se vi sono particolari problemi di pelle o pelo consultate il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare prodotti.
9) È fondamentale controllare ogni giorno gli animali per verificare che non vi siano uova di mosche sul pelo di cavie, conigli e cani. Tenete ben puliti e disinfettati con prodotti non nocivi per l’animale i luoghi dove vive. Sopratutto, cambiate almeno 2 volte a settimana la lettiera o il fondo della sua “casa”.
10) Il vostro giardino è popolato di fauna selvatica: lucertole, ricci, rane e biscie sono assolutamente innocui per l’uomo, ma utili per il micro ecosistema del giardino. Prima di effettuare i lavori con il tosaerba o distribuire pesticidi, pensate quindi alla loro salvaguardia e soprattutto, prima di accendere un fuoco smuovete sempre il materiale che intendete bruciare, perché questi animali spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o i rifiuti in giardino.
11) Se avete animali in sovrappeso, prima di cambiare dieta consultate sempre il vostro veterinario di fiducia.

Che caldo! Ecco qualche consiglio
Che caldo! Ecco qualche consiglio

Gli effetti sulla salute delle ondate di calore, che si verificano quando per diversi giorni abbiamo condizioni meteorologiche estreme, con temperature superiori ai 34-35 gradi e alti tassi di umidità, non sono da sottovalutare. Durante le giornate estive più roventi il sistema di regolazione della temperatura del nostro corpo non riesce a disperdere il calore eccessivo: se il tasso di umidità è molto elevato il sudore evapora lentamente e quindi il nostro corpo si raffredda con difficoltà. Un’esposizione prolungata a temperature estreme può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, o effetti molto più gravi, come il colpo di calore, che può verificarsi quando ci si trova esposti ad una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione: si tratta di una situazione a cui l’organismo non riesce ad adattarsi. Il primo sintomo del colpo di calore è un improvviso malessere generale, associato a mal di testa, nausea, vomito e sensazione di vertigine. Inoltre la temperatura corporea aumenta rapidamente (in 10-15 minuti) fino anche a 40-41° C, la pressione arteriosa diminuisce in modo improvviso, la pelle appare secca ed arrossata, perché si interrompe la sudorazione.

Quali sono i rischi e le conseguenze sulla salute? Il nostro corpo, in condizioni di caldo estremo, può risentire di gravi conseguenze. I colpi di calore non vanno dunque sottovalutati. Vediamo dunque alcuni consigli per affrontare le giornate di caldo intenso e scopriamo quali sono le spiegazioni alla base.

Non mangiare salato. Perché il sale fa male?

Il sodio è fondamentale per la vita umana, interviene nelle principali attività biochimiche dell’organismo, partecipa alla regolazione dell’equilibrio acido-basico, regola la permeabilità delle membrane cellulari e, insieme al potassio, l’equilibrio idrico (ritenzione o eliminazione dei liquidi). Il sale è un potente elettrolita: è coinvolto nella contrazione muscolare e nella conduzione nervosa. Capita molto raramente il dover integrare la dieta con il sale: solo quando si fa attività fisica dura in un clima estremamente caldo, con sudore abbondante e prolungato, e perdita di peso da sudore di almeno 3kg (nel caso di sport professionistico, lavoro sotto il sole estivo in edilizia o nelle ferrovie, escursionismo in montagna). In questi casi eliminando cloruro di sodio ed altri sali, si perde tono e ci si indebolisce, e se si fa sport sopravvengono crampi muscolari. E’ importante in questi casi reintegrare immediatamente con qualche grammo di sale (sodio), meglio se integrale (tracce di altri sali) e acqua, più qualche frutto fresco succoso (potassio, zuccheri) o miele. Ma per persone e situazioni normali, cioè nel 99 % dei casi, ogni integrazione di sale e minerali è inutile e dannosa perché trattiene i liquidi.

Stare in zone ventilate. Perché serve aria sulla pelle sudata?

Un ventilatore non rinfresca l’aria già presente, ma, oltre a gravare meno sulla bolletta rispetto al condizionatore, permette comunque di attenuare la percezione del caldo poiché il movimento dell’aria accelera il processo della dispersione del calore corporeo attraverso il sudore.

frutta

Mangiare frutta e verdura. Cosa contengono frutta e verdura?

La frutta e la verdura contengono sali minerali, vitamine e antiossidanti. Oltre a queste note virtù, la frutta e la verdura contengono alte percentuali di acqua, utili, soprattutto d’estate, per reidratarsi. Preferire quindi frutta di stagione: meloni, cocomeri, fragole, ciliegie, albicocche, pesche, fichi. Consumare anche tante verdure, meglio se crude: carote, finocchi, pomodori, cetrioli, peperoni, sedano, radicchio, zucchine e fagioli dall’occhio.

Perché serve rinfrescare la pelle molto spesso utilizzando acqua tiepida?

Evitare le docce gelate perché la differenza di temperatura affrontata in modo repentino può procurare diversi disagi (da una sensazione di mal di testa a problemi all’apparato digerente). Inoltre l’acqua fredda può non darci una sensazione duratura di benessere: infatti, appena usciti da bagno o doccia, si percepirà nuovamente la differenza di temperatura e il senso di calore. Mentre una doccia o un bagno tiepido faranno sì che al momento di uscire dall’acqua la differenza di temperatura sia minore e quindi la sensazione di fresco perdurerà più a lungo. Docce frequenti possono servire per rinfrescare la pelle e ridurre la temperatura corporea.

Vestire con abiti leggeri e chiari possibilmente bianco. Perché il bianco è meglio di altri colori?

Preferire abiti chiari ed evitare quelli scuri in quanto questi ultimi assorbono i raggi del sole, caricando l’organismo di energia termica radiante e aumentando le probabilità di surriscaldamento. Viceversa, gli abiti chiari riflettono la luce attenuando questa forma di trasferimento di calore mediata dai raggi solari. Molto importante è anche la scelta del materiale con cui sono fatti i vestiti, che dev’essere sottile e traspirante. Materiali come il lino e il cotone rappresentano un’ottima scelta. Andrebbero invece evitati materiali sintetici impermeabili, poiché ritardano l’evaporazione del sudore e con essa la dispersione termica. Inoltre quando fa caldo è bene preferire vestiti larghi e comodi per permettere la libera circolazione dell’aria tra la pelle e l’ambiente. Un abito aderente simula condizioni di assenza di vento, perciò priva l’organismo della possibilità di disperdere calore per convezione. Quando manca il ricambio di aria a causa dell’estrema aderenza dell’indumento, l’aria che si trova in prossimità della cute viene scaldata Se invece l’aria può circolare liberamente nel vestiario, i flussi di aria più fredda ricambiano continuamente quella ormai riscaldata che si trova in prossimità della cute.