Tag: energia eolica

Alla ricerca della plastica perduta
Alla ricerca della plastica perduta

Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica, ha lanciato la campagna “Alla ricerca della plastica perduta”. Lo slogan, che richiama il titolo di un film, è rivolto a ricercatrici e ricercatori del settore, aziende e normali cittadini per cercare nuove idee per riutilizzare questo materiale. Con 10 bottiglie di plastica ad esempio è possibile creare un maglione misto-lana, con 10 flaconi di plastica la seduta di una sedia, mentre per un frisbee ne bastano solo 2. 20 bottiglie di plastica trasparente (il PET) possono diventare una coperta in pile mentre per imbottire un piumino matrimoniale se ne usano 67. 11 flaconi del latte danno forma a un annaffiatoio e 14 vaschette di plastica a un cestino portafiori. Questi sono solo alcuni degli oggetti che si possono creare riciclando la plastica di uso quotidiano.

plastica
“Stimolare la ricerca è un obiettivo prioritario per noi, dalla piccola idea geniale della start up a tutto quello che il mondo industriale italiano è in grado di proporre per nuove applicazioni nel campo del riciclo”, queste le parole del presidente di Corepla, Antonello Ciotti. La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è aumentata negli ultimi anni: in particolare nel 2016 ne sono state recuperate 960.000 tonnellate con un incremento del 6,9% sul 2015. È cresciuto anche il riciclo: nel 2016 sono state riusate 550.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, gestite da Corepla e provenienti principalmente dalla raccolta differenziata. Circa 304.000 tonnellate hanno prodotto calore ed energia pulita in sostituzione di combustibili fossili. La raccolta maggiore si registra in Veneto, con 25 kg per abitante all’anno. Attraverso la piattaforma www.coreplacall.it si possono sottoporre idee e soluzioni per una miglior gestione degli imballaggi in plastica, dalla progettazione al fine vita, al riciclo e agli innovativi utilizzi del materiale riciclato, in linea con l’aumento degli obiettivi di riciclo europei per gli imballaggi in plastica al 2030.

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Un articolo di Stefania Andriola.

C’è un tesoro nel mare della Sardegna: l’energia
C’è un tesoro nel mare della Sardegna: l’energia

Il mare della Sardegna può produrre molta energia: 13 chilowatt per metro di costa. Un tesoro così importante può fare di questa area il giacimento di energia green più grande del Mediterraneo. Questa bella notizia arriva dall’analisi realizzata dall’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ENEA. La produzione maggiore di energia potrebbe avvenire nell’area occidentale della Sardegna (guardando la cartina, il mare a sinistra dell’isola), soprattutto nei pressi di Alghero.

Alghero

Secondo l’ENEA, il potenziale energetico del mare della Sardegna occidentale è molto simile a quello degli Stati europei più all’avanguardia nello sviluppo di energia green proveniente dalla fonte rinnovabile del mare, come la Danimarca. Lungo le altre coste italiane è possibile produrre meno energia rispetto alla Sardegna. Nel canale di Sicilia è circa la metà, 7 kW per metro di costa, e ulteriormente inferiore quello di altre aree: 3 kW/m il potenziale di Ionio e medio Tirreno, solo 2 kW/m la media di quello dell’Adriatico.
La produzione di energia dal mare attualmente soddisfa una piccolissima parte della domanda energetica dell’Europa: solo lo 0,02%. Però, permetterebbe di ridurre in modo significativo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e le emissioni di anidride carbonica. Secondo le stime dell’Unione Europea, investire nell’energia green prodotta dal mare sarebbe molto importante anche per l’economia degli stati. Permetterebbe di creare un mercato da oltre 50 miliardi di euro l’anno per il 2050 e di far nascere 450 mila nuovi posti di lavoro.

Come si produce energia dal mare?

L’energia green prodotta attraverso il mare è una delle cosiddette “rinnovabili” o energie “alternative” e deriva dal moto delle onde. Per produrla, si sfrutta l’energia cinetica contenuta nel moto ondoso. L’energia delle onde può contare su un sistema di accumulo naturale di energia: le onde stesse. Questo non avviene nel caso dell’energia solare e di quella eolica. In Italia, ENEA e il Politecnico di Torino sono al lavoro per sviluppare una tecnologia pensata appositamente per le onde del mar Mediterraneo. Le nostre onde sono diverse da quelle dell’oceano, che sono più alte e meno frequenti. Gianmaria Sannino, ricercatore ENEA che ha curato lo studio, sottolinea che questi dispositivi non avrebbero un impatto significativo sul paesaggio, dato che sono parzialmente sommersi. Sarebbero d’aiuto anche per contrastare l’erosione della costa riducendo l’energia delle onde che la raggiungono.

Come si produce l’energia
Come si produce l’energia

Non serve sempre spegnere le luci se…
Ci hanno sempre detto e ripetuto di spegnere le luci quando usciamo da una stanza per risparmiare energia elettrica, ma non è sempre così! Se usiamo speciali lampadine chiamate CFL (compatte fluorescenti), spegnerle e accenderle troppo spesso potrebbe farle durare di meno. Perciò, se dovete assentarvi solo pochi minuti, è meglio lasciarle accese.

Il carbone genera energia, ma non dappertutto
Il 25 % di tutti i combustibili usati in Europa per generare elettricità è costituito da carbone, negli Stati Uniti è il 39 % e in Cina il 75 %. Quando viene bruciato in un impianto, il carbone fornisce il calore usato per produrre il vapore che fa ruotare una turbina, che a sua volta produce elettricità. In alcuni paesi, però, viene usato molto meno, come in California dove solo l’1% dell’elettricità viene prodotto bruciando carbone.

Spostare avanti le lancette dell’orologio in primavera fa bene alla Terra
Ogni primavera entra in vigore l’ora legale e spostiamo le lancette avanti di un’ora. Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ogni anno stima il risparmio consentito dall’adozione dell’ora legale: per il periodo compreso tra il 2004 ed il 2012 ha permesso di risparmiare oltre 6 miliardi di kilowattora con una minore spesa pari a novecento milioni di euro! E ciò non può che far del bene anche al nostro pianeta.

La potenza dell’acqua genera elettricità 
Quando immergiamo una mano aperta in un fiume o in un ruscello possiamo sentire la forza dell’acqua corrente. Migliaia di anni fa, antiche popolazioni costruirono ruote e mulini sui fiumi per macinare il grano sfruttando tale forza e oggi gli uomini moderni in molti paesi la utilizzano per produrre la cosiddetta energia idroelettrica, una fonte di energia alternativa e rinnovabile che si produce nelle centrali idroelettriche.

Anche il vento genera elettricità!
Già migliaia di anni fa le popolazioni antiche avevano capito che il vento ha una grande forza e inventarono i mulini a vento per catturala e sfruttarla. Come l’acqua, anche il vento è fonte di energia rinnovabile, chiamata energia eolica. I mulini d’oggi sono altissime turbine, alcune alte più di 100 metri. Sembrano strutture semplici ma sono formate da più di 8000 pezzi! Molti paesi, come gli Stati Uniti, la Germania, l’Italia e la Spagna, usano il vento per produrre elettricità.

L’energia solare dà energia ad un satellite da più di 50 anni!
Il sole è una grande fonte di energia, pensate che i suoi raggi ci mandano 10,000 volte l’energia che consumiamo in tutto il mondo ogni giorno! L’industria aerospaziale usa l’energia solare da molto tempo, da più di 50 anni! Le navicelle spaziali usano celle solari per catturare l’energia del sole. Vanguard1 è stato il primo satellite ad energia solare ed è il più vecchio satellite artificiale ancora funzionante in orbita.

Anche i rifiuti generano elettricità
Perché sprecare i rifiuti che scarichiamo nei gabinetti o buttiamo nella spazzatura? I rifiuti organici, nella loro decomposizione, liberano metano, un gas naturale. Catturare questo gas è utile perché può essere bruciato per produrre energia elettrica. C’è un altro effetto benefico: il metano è un gas serra, quindi bruciandolo lo togliamo dall’atmosfera. E questo fa bene all’ambiente.

Le auto elettriche vanno bene dappertutto? 
Tutti sanno che le auto elettriche non producono emissioni perché funzionano spinte dall’energia delle loro batterie. Ma è vero che non sono inquinanti? Tutto dipende da dove si vive. Quando si ricarica la batteria dell’auto a casa, l’elettricità proviene da una centrale elettrica. Se questa funziona a energie rinnovabili, le auto elettriche non inquinano. Ma se l’elettricità proviene da una centrale che brucia carbone allora l’auto in sé non inquina, ma l’elettricità che consuma sì!

Servono pile più efficienti
Le pile sono migliorate molto da quando sono state inventate nel 1799 da Alessandro Volta, ma dovranno migliorare ancora molto prima di riuscire ad immagazzinare energia a sufficienza per permetterci di usare energia solare ed eolica senza esaurire le scorte nelle giornate piovose o senza vento.

L’energia viene misurata in BTU oppure calorie
Proprio come le temperature vengono misurate in gradi Fahrenheit o Centigradi anche per l’energia esiste un’unità di misura. In questo modo i dati si possono registrare e paragonare. Negli Stati Uniti e Gran Bretagna l’unità di misura è il BTU (British Thermal Unit) che corrisponde all’energia necessaria per innalzare di un grado Fahrenheit una libbra di acqua. In Europa e altre parti del mondo l’unità di misura è la caloria. Questa è la quantità di energia sufficiente ad innalzare di un grado centigrado un grammo di acqua.