Tag: ghiacciai

Riscaldamento globale: con la ritirata dei ghiacciai un rifugio italiano si ritrova in territorio svizzero
Riscaldamento globale: con la ritirata dei ghiacciai un rifugio italiano si ritrova in territorio svizzero

A causa del cambiamento climatico alcune zone di frontiera possono subire dei cambiamenti. Per questo nel 2009 è stata firmata una legge sui “confini mobili” che, per l’Italia, ha come conseguenza uno spostamento dei confini che, in alcune zone dell’arco alpino, cambiano a causa della ritirata dei ghiacciai.

È quello che è successo in Valle d’Aosta, sul Cervino, dove il confine tra Italia e Svizzera, che prima si trovava sul ghiacciaio, ora coincide ora con una linea di cresta che è emersa di recente e che passa proprio sotto il rifugio “Guide del Cervino” e la vicina scuola di sci, a 3.480 metri sul Plateau Rosa.

 

 

Antartide: ghiaccio marino più sottile del previsto
Antartide: ghiaccio marino più sottile del previsto

Secondo uno studio pubblicato su Nature Geoscience il ghiaccio in Antartide potrebbe essersi fuso ancora di più di quanto si pensasse. Il ghiaccio nascosto sotto il livello del mare, lungo la costa dell’Antartide, si sta fondendo ad un ritmo impressionante e potrebbe diventare la causa principale dell’innalzamento del livello dei mari nel mondo, superando la Groenlandia. Non sono buone notizie: l’estensione dei ghiacci sta diminuendo a vista d’occhio ma adesso si scopre che anche lo spessore dei ghiacci marini è in netto calo.

Osservati e studiati dall’alto, i ghiacci che ricoprono il Polo Sud sembravano più stabili della calotta al Polo Nord. Questa nuova scoperta però cambia tutto. Le più tiepide acque che circondano il continente di ghiaccio avrebbero fuso il ghiaccio marino talmente tanto da ridurre la superficie dei ghiacci antartici di ben 1.463 chilometri quadrati tra il 2010 e il 2016.

Anche il più lieve aumento della temperatura dell’acqua è stato sufficiente per provocare ogni anno la fusione di 5 metri di ghiaccio, assottigliando la base del ghiaccio marino, immerso nell’acqua anche per 2 chilometri, lungo tutta la linea costiera dell’Antartide, lunga ben 16.000 chilometri. Questo processo, invisibile agli occhi dei satelliti che da anni tengono d’occhio i ghiacci dei Poli, potrebbe diventare la causa principale dell’innalzamento del livello di oceani e mari del mondo.

Mai così poco ghiaccio ai Poli
Mai così poco ghiaccio ai Poli

Il mese di gennaio 2018 si è concluso con una pesante anomalia per i ghiacciai dei poli: la calotta artica non ha raggiunto l’estensione media del periodo, fermandosi molto prima e facendo registrare un nuovo record negativo per gennaio. Ma a preoccupare è la condizione globale dei ghiacciai: considerando infatti anche l’Antartide si tratta di un’estensione record della banchisa, mai così poco estesa da quando i satelliti hanno iniziato a raccogliere i dati.

articogennaio2018

Durante la stagione invernale la calotta artica guadagna metri e chilometri quadrati di ghiaccio e durante questo mese di gennaio il ritmo di crescita del ghiaccio, in questa regione, è rimasto superiore a quanto successo l’anno scorso. Nonostante i 1.42 milioni di chilometri quadrati guadagnati nel mese di gennaio 2018, verso la fine del mese il ritmo di crescita è calato: gennaio 2018 si è concluso con un’estensione inferiore alla media di 1,36 milioni di chilometri quadrati, 110.000 chilometri quadrati in meno del precedente record del gennaio 2017. 

Nell’emisfero sud la situazione, purtroppo, non è molto diversa. In Antartide ora è estate e i ghiacciai stanno per raggiungere l’estensione minima annuale con picco minimo previsto tra fine febbraio e inizio marzo. Anche in questa regione i ghiacciai sono molto meno estesi rispetto alla media e a gennaio 2018 è stato sfiorato il record del gennaio 2017.

Ritiro dei Ghiacciai: la situazione è preoccupante
Ritiro dei Ghiacciai: la situazione è preoccupante

In Italia dagli anni ’80 è stata persa la quantità di ghiaccio che corrisponde a quattro volte la capacità del Lago Maggiore. Nello stato del Montana, invece, entro il 2030 potrebbero addirittura scomparire del tutto

I ghiacciai sono una riserva d’acqua importantissima, ma il riscaldamento globale ha ridotto significativamente la dimensione dei ghiacciai in tutto il mondo. Nel Montana, secondo uno studio pubblicato dall’USGS dal 1966 alcuni ghiacciai hanno perso addirittura l’85% del loro volume. Sono stati monitorati 37 ghiacciai del Glacier National Park, il Parco nazionale dei ghiacciai in Nevada e due nel U.S. Forest Service land. Sulle Montagne Rocciose del Nevada il ritiro dei ghiacciai è evidente tanto da avere impatti sull’ecosistema e sul turismo. La perdita di ghiaccio comporta una maggiore presenza di acqua nei principali bacini e fiumi a valle, ne aumenta la portata modificando così anche la temperatura. La fusione dei ghiacciai, oltre ad essere uno scenario preoccupante per l’uomo, mette infatti a rischio la sopravvivenza di diverse specie acquatiche.

Attraverso mappe digitali, fotografie aeree e dati satellitari sono stati misurati i perimetri dei ghiacciai durante la stagione estiva, quando la neve caduta in inverno, ormai fusa, ha permesso di vedere chiaramente le dimensioni delle formazioni nevose perenni. Le istantanee registrate in più appuntamenti tra il 1966 e il 2016 hanno permesso di ottenere un quadro dettagliato degli ultimi 50 anni.

Queste informazioni fanno parte di uno studio molto più ampio che comprende il monitoraggio dei ghiacciai di Montana, Alaska e Washington. I dati sono preziosi per comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici sullo stato di salute dei ghiacciai nelle diverse zone perché, entro il 2030, secondo gli esperti, nel Glacier National Park i ghiacciai potrebbero non esserci più. Si tratta di una prospettiva in linea con quello che è successo negli ultimi 100 anni, basti pensare che nel 1850 i ghiacciai sulle Montagne Rocciose erano 150, ma nei monitoraggi più recenti il numero è tre o quattro volte più basso.

Ghiacciai: la situazione in Italia

Anche in Italia la situazione è preoccupante. Dagli ultimi dati raccolti dall’ISTAT a partire dagli anni ’80 i ghiacciai alpini sono in graduale regresso. Nel 2007 addirittura il 99% dei ghiacciai monitorati era in fase di ritiro, quota che (fortunatamente) è diminuita all’88% nel 2014.
Dei circa 250 km cubi di ghiaccio presenti sulle Alpi al culmine della Piccola età glaciale (Anni 1820-1850) ne restavano circa 150 km cubi negli anni ’70 e soltanto 80 km cubi nel 2011. Il ghiaccio perso sull’arco alpino dagli anni ’80 a oggi corrisponde, in termini di volume d’acqua, a circa quattro volte la capacità del Lago Maggiore.