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Il lago che si tinge di rosa
Il lago che si tinge di rosa

Così come è successo per il Lago Aral, il lago di Urmia in Iran negli ultimi anni si è prosciugato drasticamente diventato via via sempre più salato. L’aumentare della percentuale di sale presente nell’acqua nei mesi più caldi fa prosperare i microorganismi e le alghe che trasformano per qualche mese all’anno il colore di questo lago virandolo verso tonalità rosso-rosa.
Tra i mesi di aprile e giugno il colore inizia a cambiare fino a raggiungere la massima intensità durante l’estate. Il satellite della NASA ha scattato questa fotografia lo scorso giugno: nel giro di pochi mesi l’acqua del Lago Urmia è passata da un colore verde-blu ad un colore rosso-rosa. Le coste del lago sono bianche perchè, dopo l’evaporazione dell’acqua durante i mesi più caldi, l’acqua si ritira ed il sale si deposita sulla riva.

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Durante i mesi primaverili le piogge e lo scioglimento della neve caduta sulle montagne poco lontane fanno aumentare il livello del lago, ma in estate questo meccanismo si ferma, ed il livello del lago comincia a scendere. Più il clima diventa caldo e siccitoso più acqua evapora, aumentando di conseguenza la salinità del lago.

Le alghe ed i microoorganismi quindi iniziano a dare questo colore al lago. Secondo gli scienziati si tratta della famiglia di alghe Dunaliella e della famiglia di batteri delle Halobacteriaceae. Sembra proprio dovuto a questi ultimi il caratteristico colore del Lago Urmia: i batteri rilasciano un pigmento rossastro che assorbe la luce del sole trasformandola in energia. Così, gradualmente, il numero di batteri aumenta finchè la popolazione batterica diventa talmente numerosa da riuscire a colorare l’intero lago.

Lago di Aral
Lago di Aral

Nelle aride pianure tra Kazakhstan, Uzbekistan e Turkmenistan il Lago di Aral, lago salato senza emissari, veniva alimentato dalla acque provenienti dalle nevi cadute sulle montagne. Dagli anni sessanta però l’Unione Sovietica decise di sfruttare l’acqua dei due immissari attraverso la costruzione di canali per uso agricolo, e da quel momento il Lago salato Aral iniziò ad evaporare. Per l’Onu si tratta di “uno dei peggiori disastri ambientali mai causati dall’uomo”.

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Mezzo secolo fa il Lago Aral era tra i più grandi al mondo, ma la deviazione dei due principali affluenti del Lago per irrigare i campi ha cambiato la storia e il clima di quest’area geografica. A Moynaq l’acqua è scomparsa definitivamente nel 1973 e la terra è stata contaminata dal sale e dai materiali tossici del lago. Nel 2015 la NASA pubblicò le immagini del Lago di Aral, documentando la netta diminuzione del livello e della superficie, ridotta del 75% in 50 anni. Moynaq è la città che più di tutte ha pagato le conseguenze della catastrofe ed oggi è una città fantasma nel deserto.

Il futuro senza il Lago di Aral

L’obiettivo principale degli ambientalisti non è ricreare un lago, ma umidificare la pianura arida per fermare la sabbia e le polveri contaminate da pesticidi e fertilizzanti che continuano a spargersi in tutta l’Asia Centrale.

Foto NASA Earth Observatory image by Jesse Allen. Caption by Kathryn Hansen.