Tag: meteo

In montagna d’estate? Occhio al tempo
In montagna d’estate? Occhio al tempo

La escursioni in montagna sono, senza dubbio, una delle più belle attività del tempo libero in estate, in quanto oltre a fare esercizio fisico, si ha l’occasione di conoscere luoghi meravigliosi, di godere della natura, di ambienti incontaminati, il tutto accompagnato da sano divertimento. Al tempo stesso, però, è un’attività che richiede conoscenza, esperienza, preparazione, capacità di valutazione, equipaggiamento adeguato nonché sicurezza di passo, assenza di vertigine, eccellente condizione psicofisica e prudenza, molta prudenza: un approccio umile e rispettoso è il presupposto per trascorrere una giornata in totale sicurezza e per non incorrere in pericoli.

Prima di iniziare un’escursione, cosa è importante fare?
Prima di intraprendere anche una semplice passeggiata in montagna, è opportuno consultare sempre i bollettini meteo, sì perché il tempo in montagna può cambiare in pochi minuti, come ad esempio accade sulla catena montuosa del Gran Sasso d’Italia, data la sua particolare vicinanza ai due mari. In caso di maltempo è meglio rimandare che sfidare le insidie della montagna perché In caso di pioggia, i sentieri possono diventare scivolosi. Se ci si avventura per la prima volta in ambiente montano, bisogna scegliere un itinerario facile, con un percorso possibilmente a bassa quota, senza particolari pendenze e con tempi di percorrenza limitati a poco più di un ora per iniziare ad abituarsi, gradualmente, all’ambiente ed al clima.

Mai da soli in montagna 
È preferibile non avventurarsi mai da soli. Se si è alle prime armi e non sicuri delle proprie capacità, è importante rivolgersi ad un professionista della montagna, Guida Alpina o Accompagnatore di media Montagna perché sono gli unici garanti della sicurezza. Anche se si ha una certa esperienza è opportuno andare almeno in due perché in caso di necessità è sempre meglio avere qualcuno al proprio fianco!

Cosa non bisogna veramente sottovalutare?
Anche se è estate, in alta quota ci si può imbattere in climi invernali, senza trascurare la possibilità di un forte temporale, più frequente nelle ore del pomeriggio. Giacca a vento impermeabile e cambio di abbigliamento riposti nello zaino saranno decisivi. Quello che proprio non si può evitare , con tutta la prudenza del caso, è il rischio di fulmini: poco frequenti ma possibili. Il consiglio è il consueto: non sostare in luoghi aperti o zone su cui si possono scaricare, come sotto alberi isolati, lungo le vie ferrate, in prossimità della vetta o di una cresta; stare lontani dai corsi d’acqua (anche perché il temporale può provocare un aumento della portata dei fiumi) e non utilizzare il telefonino. In caso di improvviso maltempo, è importante subito cercare riparo in una grotta o meglio in un rifugio alpino. Per rendere l’esperienza meno stressante per i più piccoli, possiamo occupare il tempo calcolando la distanza del temporale (ecco qui come fare).

Attenzione non solo ai temporali, ma anche alla nebbia. Può formarsi in breve tempo anche con buone condizioni climatiche e rendere difficile l’orientamento. In caso di nebbia mai separarsi dal gruppo, restare a portata di voce degli altri componenti e tornare a valle sempre uniti, perché è provato che l’essere umano si disorienta in mezzo alla nebbia ed inizia a girare attorno ad un cerchio seguendo le impronte sul terreno, senza sapere che sono le sue lasciate al giro precedente!

Il satellite che legge il vento
Il satellite che legge il vento

Presto l’orbita terrestre si popolerà con un nuovo satellite: si chiama Aeolus, come il dio del vento, Eolo. Questo nuovo “esploratore della Terra” sviluppato dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, utilizza una tecnologia laser molto innovativa che scandaglierà lo strato di atmosfera dal suolo fino a 30 chilometri di quota, per raccogliere dati sul vento, sulle nuvole e sugli aerosol, informazioni utilissime per la ricerca sul cambiamento climatico ma soprattutto per la previsione meteorologica e di fenomeni meteo estremi.

La missione Aeolus permetterà di comprendere meglio le dinamiche dell’atmosfera anche grazie ad uno strumento mai lanciato prima nello Spazio, il LIDAR (Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection), un laser capace di “leggere” il vento. Questo sistema emette impulsi di luce ultravioletta che attraversano l’atmosfera e analizza la parte di luce ultravioletta che torna indietro perché riflessa dalle molecole d’aria, polvere sospesa e goccioline d’acqua. Grazie a questi segnali, Aeolus riesce a fornire informazioni sulla velocità e direzione del vento quasi in tempo reale.

Cosa c’entrano queste osservazioni con le previsioni del tempo? Le previsioni meteo non vengono realizzate usando i satelliti meteorologici, ma sicuramente ne beneficiano, grazie ai preziosissimi dati raccolti. Si pensa che le previsioni meteo vengano realizzate attraverso l’uso dei satelliti, ma non è così. I satelliti lanciati nell’orbita terrestre vengono utilizzati in ambito meteorologico per la raccolta di dati sul tempo in atto. Ma quindi come possono, questi dati, migliorare le previsioni del tempo? Più dati si hanno a disposizione, più la previsione meteorologica sarà precisa, accurata e dettagliata.

I dati osservati vengono raccolti attraverso 2 metodi: attraverso le stazioni a terra, le boe e centraline disseminate sul territorio e attraverso l’uso dei satelliti, particolarmente utili dove non arriva l’uomo, come nei deserti, negli oceani e ai Poli. L’osservazione dei dati tramite satellite è diventata fondamentale e il loro uso è aumentato esponenzialmente negli ultimi 20 anni. L’ECMWF, ad esempio, negli anni ha aumentato via via l’uso dei dati provenienti dai satelliti: nel 2004 venivano processati 5 milioni di dati ogni giorno; oggi sono addirittura 40 milioni. L’ECMWF, infatti, ad oggi, usa per attività di monitoraggio e analisi i dati provenienti dai 90 satelliti attivi, con l’aiuto anche di osservazioni da terra e via aereo.

A cosa servono i dati? Le osservazioni del tempo in atto rilevate dai satelliti meteorologici vengono processate, analizzate e poi utilizzate per alimentare i modelli fisico-matematici dell’atmosfera utili per la previsione dei parametri meteorologici. Sono quindi uno strumento di diagnosi del tempo in atto utilissimo per costruire una base di dati a disposizione della ricerca scientifica anche in campo climatico e ambientale.

Gatti e meteo: il nostro micio percepisce prima di noi i cambiamenti del tempo?
Gatti e meteo: il nostro micio percepisce prima di noi i cambiamenti del tempo?

Molti proverbi e credenze popolari parlano delle straordinarie capacità dei gatti, che sarebbero in grado di percepire in anticipo i cambiamenti del tempo. Per esempio in Italia è  piuttosto diffuso, con alcune varianti locali, il proverbio “quando il gatto si lecca il pelo, viene acqua giù dal cielo”.

gatti

Sono solo superstizioni?

Chi ha vissuto con un gatto sa bene che, in effetti, i nostri amici felini hanno spesso atteggiamenti particolari quando è in arrivo la pioggia, e ancora di più quando sono in avvicinamento grandine o neve.
I gatti sono più sensibili dell’uomo ai cambiamenti delle stagioni e a molte variazioni, come quelle di temperatura, pressione atmosferica, luminosità. Questo è possibile per i sensi più sviluppati del gatto, ma anche grazie ai suoi particolari baffi – le vibrisse – che, come delle vere e proprie antenne, permetto al nostro micio di esplorare e conoscere meglio l’ambiente che lo circonda. Tra le funzioni delle vibrisse c’è quella di permettere al gatto di percepire variazioni di temperatura e spostamenti d’aria.

gatti

Nella maggior parte dei casi, i gatti sono dotati di un senso dell’udito molto più sviluppato di quello dell’uomo. Questo permette al nostro micio, tra le altre cose, di sentire tuoni molto più lontani rispetto a quelli che sentiamo noi. Secondo alcune ricerche, inoltre, il gatto avrebbe una particolare sensibilità anche ai campi elettrostatici: per questo sarebbe in grado di percepire la variazione di elettricità nell’aria che anticipa l’arrivo di un temporale, e reagire di conseguenza seguendo il suo istinto.

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L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!
L’inverno meteo inizierà venerdì 1 dicembre!

Anche se il freddo e la neve di questi giorni sembrano averci già fatti piombare in pieno inverno, la stagione invernale meteorologica avrà inizio ufficialmente venerdì 1 dicembre.
L’inverno meteorologico, infatti, coincide con il trimestre statisticamente più freddo dell’anno, costituito dai mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio. Ma attenzione a non confondere l’inverno meteorologico con la stagione astronomica: se il primo inizia ogni anno l’1 dicembre, la seconda è legata al solstizio d’inverno, la cui data può cambiare di anno in anno.

Le stagioni meteorologiche dividono il calendario in quattro: il trimestre il più freddo, il più caldo, ed i trimestri transitori (autunno e primavera). Il mese più caldo (luglio) e quello più freddo (gennaio) dell’anno cadono, per convenzione, esattamente nel mezzo dell’estate e dell’inverno meteorologico.
inverno

Il solstizio d’inverno è il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte e dà ufficialmente inizio alla stagione astronomica: quest’anno cade il 21 dicembre 2017, esattamente alle 17:28 ora italiana. Quella del Solstizio d’Inverno sarà a tutti gli effetti la Notte più lunga del 2017.