Tag: meteorologia

L’estate 2018 inizia adesso!
L’estate 2018 inizia adesso!

Ci siamo: l’estate astronomica inizia in questo momento! Il solstizio d’estate 2018, infatti, è proprio alle 12:07 del 21 giugno.

Perché specifichiamo che si tratta della stagione astronomica?

Perché l’estate meteorologica è già iniziata dal primo giugno. Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

 

Perché le stagioni meteorologiche sono diverse da quelle astronomiche?

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

 

estate meteorologica al via il 1 giugno

 

 

 

Il satellite che legge il vento
Il satellite che legge il vento

Presto l’orbita terrestre si popolerà con un nuovo satellite: si chiama Aeolus, come il dio del vento, Eolo. Questo nuovo “esploratore della Terra” sviluppato dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, utilizza una tecnologia laser molto innovativa che scandaglierà lo strato di atmosfera dal suolo fino a 30 chilometri di quota, per raccogliere dati sul vento, sulle nuvole e sugli aerosol, informazioni utilissime per la ricerca sul cambiamento climatico ma soprattutto per la previsione meteorologica e di fenomeni meteo estremi.

La missione Aeolus permetterà di comprendere meglio le dinamiche dell’atmosfera anche grazie ad uno strumento mai lanciato prima nello Spazio, il LIDAR (Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection), un laser capace di “leggere” il vento. Questo sistema emette impulsi di luce ultravioletta che attraversano l’atmosfera e analizza la parte di luce ultravioletta che torna indietro perché riflessa dalle molecole d’aria, polvere sospesa e goccioline d’acqua. Grazie a questi segnali, Aeolus riesce a fornire informazioni sulla velocità e direzione del vento quasi in tempo reale.

Cosa c’entrano queste osservazioni con le previsioni del tempo? Le previsioni meteo non vengono realizzate usando i satelliti meteorologici, ma sicuramente ne beneficiano, grazie ai preziosissimi dati raccolti. Si pensa che le previsioni meteo vengano realizzate attraverso l’uso dei satelliti, ma non è così. I satelliti lanciati nell’orbita terrestre vengono utilizzati in ambito meteorologico per la raccolta di dati sul tempo in atto. Ma quindi come possono, questi dati, migliorare le previsioni del tempo? Più dati si hanno a disposizione, più la previsione meteorologica sarà precisa, accurata e dettagliata.

I dati osservati vengono raccolti attraverso 2 metodi: attraverso le stazioni a terra, le boe e centraline disseminate sul territorio e attraverso l’uso dei satelliti, particolarmente utili dove non arriva l’uomo, come nei deserti, negli oceani e ai Poli. L’osservazione dei dati tramite satellite è diventata fondamentale e il loro uso è aumentato esponenzialmente negli ultimi 20 anni. L’ECMWF, ad esempio, negli anni ha aumentato via via l’uso dei dati provenienti dai satelliti: nel 2004 venivano processati 5 milioni di dati ogni giorno; oggi sono addirittura 40 milioni. L’ECMWF, infatti, ad oggi, usa per attività di monitoraggio e analisi i dati provenienti dai 90 satelliti attivi, con l’aiuto anche di osservazioni da terra e via aereo.

A cosa servono i dati? Le osservazioni del tempo in atto rilevate dai satelliti meteorologici vengono processate, analizzate e poi utilizzate per alimentare i modelli fisico-matematici dell’atmosfera utili per la previsione dei parametri meteorologici. Sono quindi uno strumento di diagnosi del tempo in atto utilissimo per costruire una base di dati a disposizione della ricerca scientifica anche in campo climatico e ambientale.

L’estate meteorologica inizia oggi
L’estate meteorologica inizia oggi

Ci siamo: l’estate meteorologica inizia oggi, il primo giorno di giugno!

Ma allora, perché si dice che l’estate inizia il 21 giugno?

Perché di solito si fa riferimento alle stagioni astronomiche, non a quelle meteorologiche. Vediamo quali sono le differenze.

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

 

estate meteorologica al via il 1 giugno

Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

 

 

Estate meteorologica in arrivo!
Estate meteorologica in arrivo!

L’estate meteorologica inizia l’1 giugno: manca pochissimo!

Ma allora, perché si dice che l’estate inizia il 21 giugno?

Perché di solito si fa riferimento alle stagioni astronomiche, non a quelle meteorologiche. Vediamo quali sono le differenze.

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

Invece, le stagioni che seguono il calendario astronomico non sono legate ai fattori climatici. Dipendono, infatti, dall’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Siccome l’inclinazione dell’asse terrestre non è costante ma varia ciclicamente tra circa 22,5° e 24,5° con un periodo di 41 000 anni (attualmente è di 23°27′ ed è in diminuzione), le date di inizio delle stagioni variano di anno in anno. E così, ad esempio, la primavera può avere inizio il 19, 20 o 21 marzo e l’estate il 19, 20 o 21 giugno.

Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

 

L’equinozio di Primavera
L’equinozio di Primavera

Dopo la primavera meteorologica, che è già iniziata il 1 marzo, la primavera astronomica arriverà ufficialmente il 20 marzo 2018 con l’Equinozio.

Stagioni meteorologiche e astronomiche

In meteorologia l’anno viene diviso seguendo l’andamento climatico e quindi all’inverno meteorologico corrispondono i mesi più freddi dell’anno (dicembre, gennaio e febbraio) mentre l’estate viene identificata con i mesi più caldi (giugno, luglio e agosto). I mesi che separano questi due periodi vengono identificati nella primavera (marzo, aprile e maggio) e nell’autunno (settembre, ottobre e novembre).

primavera

L’equinozio

Le stagioni che seguono il calendario astronomico, invece, non sono legate ai fattori climatici ma all’inclinazione della Terra e alla sua posizione rispetto al Sole. A determinare la maggiore o minore esposizione alla luce di un emisfero rispetto all’altro e quindi anche le date di inizio e fine delle stagioni, è l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica ossia al piano che la Terra individua orbitando intorno al Sole. Equinozi e solstizi danno il via alle stagioni astronomiche: dopo il solstizio di dicembre inizia l’inverno; dopo l’equinozio di marzo inizia la primavera; dopo il solstizio di giugno comincia l’estate; dopo l’equinozio di settembre inizia l’autunno.

primavera

Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium. Questo termine, a sua volta, trae origine dalla parola aequa-nox, ossia “notte uguale” in riferimento alla durata del periodo notturno che è uguale a quello diurno, cioè alle ore di luce. L’equinozio, infatti, indica il momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore. Abbiamo l’equinozio due volte all’anno: in quei due giorni, le ore di luce sono uguali a quelle di buio in tutto il Pianeta. Ogni equinozio, indicativamente, arriva sei mesi dopo il precedente. In particolare, l’equinozio cade nei mesi di marzo e di settembre.

 

Giornata della Meteorologia
Giornata della Meteorologia

Come ogni anno, il 23 marzo è la Giornata Mondiale della Meteorologia. Una giornata molto importante anche per i nostri MeteoHeroes. Ma come mai proprio quel giorno? Il 23 marzo del 1950 entrò in vigore la convenzione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (in inglese World Meteorological Organization), un’organizzazione intergovernativa con sede a Ginevra, nata per promuovere la ricerca in campo meteorologico, lo scambio di informazioni e la collaborazione fra diversi servizi legati alla meteorologia e idrologia, facilitando la cooperazione a livello internazionale e l’applicazione della meteorologia a diversi ambiti come quello dell’aeronautica, dei trasporti, dell’agricoltura e di molte altre attività umane. É una giornata importante perché evidenzia il grande contributo che i servizi meteorologici e idrologici nazionali fanno alla sicurezza e al benessere della società.

Il tema dell’anno scorso è stato “Understanding Clouds”, ovvero “Capire le nubi”. Il 23 marzo 2017 è stato un giorno fondamentale per sottolineare l’enorme importanza delle nuvole per il clima e l’acqua. È stata anche l’occasione per celebrare la bellezza intrinseca e il fascino estetico delle nuvole, che ha ispirato artisti, poeti, musicisti, fotografi e innumerevoli altri appassionati nel corso della storia. La Giornata Meteorologica Mondiale dello scorso anno ha anche segnato il lancio di una nuova edizione dell’Atlante Internazionale delle Nuvole dopo la revisione più completa e di vasta portata della sua lunga e illustre storia. Il nuovo “Atlante internazionale delle nuvole del WMO” è un tesoro di centinaia di immagini di nuvole, inclusi alcuni tipi di nuvole appena classificate. Presenta anche altri fenomeni meteorologici come arcobaleni, aloni, diavoli di neve e grandine. Per la prima volta, l’Atlante è stato prodotto in un formato digitale.

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Quest’anno il tema sarà “Weather-ready, climate-smart”, ovvero si parlerà di come la meteorologia può intervenire tempestivamente per reagire al clima mondiale che sta cambiando. Eventi atmosferici di grande impatto come cicloni tropicali, forti piogge, ondate di caldo, siccità, tempeste invernali e temperature gelide, nel corso dei secoli sono sempre stati presenti nella vita dell’uomo. Il cambiamento climatico però sta portando a un aumento dell’intensità e della frequenza di alcuni di questi eventi, in particolare delle ondate di caldo. Dobbiamo prepararci alle condizioni meteorologiche estreme attraverso migliori e più reattivi sistemi di allarme per contrastare diversi tipi di pericoli e fornire risposte più coordinate a livello globale. Ciò aiuterà la resilienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici a lungo termine causati dalle emissioni di gas serra.

Siamo l’app numero 1 per i bambini!
Siamo l’app numero 1 per i bambini!

Dopo aver raggiunto la vetta nello scorso mese di ottobre, l’app dei MeteoHeroes è volata nuovamente in testa alla classifica delle app dedicate ai bambini!

Il progetto dei MeteoHeroes è nato nel 2015 da un’idea del Centro Epson Meteo che, per realizzarlo, si è avvalso della collaborazione di una serie di qualificati partner con competenze nel mondo dell’infanzia e del digitale.
L’app Meteoheroes è la numero 1 sia nella categoria Kids 6-8 dell’App Store dedicato ai dispositivi iOS, sia tra le App segnalate da Google Play come di tendenza per i bambini. La puoi scaricare gratuitamente da App Store e Google Play per i dispositivi Android e iOS!

MeteoHeroes

Conosci la nostra storia?

Il giorno del loro decimo compleanno, sei bambini da diverse parti del mondo scoprono di avere un potere speciale: la capacità di scatenare un agente atmosferico. Le loro abilità straordinarie vengono notate da un gruppo di scienziati e meteorologi, che decidono di invitarli nell’avveniristica centrale del CEM. Qui, guidati dall’intelligenza artificiale TEMPUS, si alleneranno per controllare i loro incredibili poteri e diventare così i MeteoHeroes, il primo gruppo di supereroi che protegge la Terra dai cambiamenti climatici!

Guarda il trailer:

Cinque domande sul riscaldamento globale
Cinque domande sul riscaldamento globale

Che cos’è il cambiamento globale del clima?
La Terra si sta riscaldando sempre di più, e velocemente.
Il clima globale è il clima medio di tutto il pianeta. La ragione per cui scienziati e persone come te sono preoccupati è che il clima della Terra sta cambiando. Il pianeta si sta riscaldando, più velocemente di qualsiasi periodo conosciuto dagli scienziati nei loro studi dell’intera storia della Terra.

Che cos’è il clima?
Il Clima descrive condizioni di tempo nei lunghi periodi e su intere regioni.
Il clima è il quadro generale di temperature, precipitazioni e altre condizioni su una regione vasta e per più tempo rispetto al tempo meteorologico. Per esempio il tempo è stato piovoso a Phoenix, Arizona la settimana scorsa. Questa città però ha una media di precipitazioni di 20 centimetri l’anno. Così il clima di Phoenix è asciutto.  Anche la maggior parte della California meridionale ed il nord Africa hanno un clima caldo e desertico. Il Brasile e le regioni del sud est asiatico hanno invece un clima tropicale perché lì piove molto e fa caldo.

Che cos’è il tempo?
A differenza del clima il tempo è locale e temporaneo.
Sulla Terra non possiamo controllare il tempo con un termostato per alzare o abbassare la temperatura. Quello che possiamo fare invece è prevedere il tempo. Gli studiosi del tempo, i meteorologi, cercano di prevedere quello che avverrà.
Quella grossa nuvola nera si scaricherà su Londra o reggerà fino a quando arriva a Dover? Quella tempesta che si sta formando sull’Atlantico si trasformerà in uragano? Ci sono le condizioni giuste per un tornado, ma si formeranno? E dove potranno toccare terra e causare danni?
Il tempo si verifica in un luogo e momento particolare.
Pioggia, neve, vento, uragani, trombe d’aria – queste sono tutte manifestazioni del tempo meteorologico.

Ci importa se la Terra si riscalda?
Certo che sì, dopo tutto la Terra è la nostra navicella spaziale!
Ci porta a viaggiare in crociera per 938 milioni di km intorno al sole. Ha anche un proprio “campo di forze”: la Terra ha un campo magnetico che ci protegge da radiazioni “killer” e il tremendo vento solare. Ha tutto ciò che ci serve per vivere: aria, acqua e cibo.
Proprio come astronauti, imbarcati per un lungo viaggio spaziale, dobbiamo monitorare le funzioni vitali della nostra navicella e tenerla in ottimo stato.

Quello che ognuno di noi fa è importante?
Sì, ogni cosa che succede qui ha effetti in un altro luogo.
La Terra ha un suo sistema di controllo. Gli oceani, la terra, l’aria, le piante e gli animali e l’energia del Sole hanno effetti gli uni sugli altri per fare funzionare il tutto in armonia. I cambiamenti in una parte cambiano sempre qualcosa da un’altra parte. L’effetto complessivo ci dà il nostro clima globale.