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Overshoot Day. Quanto è sostenibile il nostro stile di vita?
Overshoot Day. Quanto è sostenibile il nostro stile di vita?

Dal 24 maggio fino alla fine del 2018, l’Italia è in debito con l’ambiente. L’Overshoot Day quest’anno per l’Italia cade il 24 maggio, giorno in cui finiamo di consumare le risorse naturali rinnovabili del nostro Paese. L’Overshoot Day è una data simbolica, lanciata dal Global Footprint Network, che misura l’impronta ecologica dei Paesi del Mondo rispetto alla capacità di generare risorse naturali. Cosa significa “impronta ecologica”? Questo termine viene usato per misurare la porzione di ambiente (mare e terra) necessaria per rigenerare le risorse consumate da una o più persone. Basta confrontare l’impronta ecologica di un individuo, di una regione, o di uno stato, con la quantità di terra disponibile per ognuno di noi. Così si può capire se il nostro stile di vita è sostenibile dal punto di vista dell’ambiente o meno.

Se la popolazione del mondo intero vivesse come viviamo noi, in Italia, avremmo bisogno di 2.6 mondi come la Terra per sostenere tale l’impronta ecologica.

Ogni anno, la data, a livello mondiale ma anche di ogni singolo Paese, cade sempre qualche giorno prima, a testimonianza del fatto che le risorse naturali che abbiamo a disposizione non sono sufficienti per seguire il nostro stile di vita. L’Overshoot Day del Mondo intero del 2017 è caduto in data 2 agosto, ma quest’anno potrebbe cadere qualche giorno prima. Se consideriamo l’impronta ecologica del Mondo intero avremmo bisogno di 1.7 Mondi come la Terra per non gravare più sull’ambiente. Nella Top 5 dei Paesi in cui lo stile di vita pesa di più sono Australia, USA, Corea del Sud, Russia e Germania.

Facciamo una prova. Sul sito ufficiale è possibile calcolare la nostra impronta ecologica misurata considerando le nostre abitudini alimentari, le caratteristiche della nostra abitazione, il consumo di energia, la distanza percorsa in auto ogni giorno, il numero di voli aerei e così via.

Il Mondo come non lo avete mai visto
Il Mondo come non lo avete mai visto

Avete mai visto una mappa della Terra nel periodo Ediacarano? Oggi, grazie a una mappa interattiva, è possibile tornare indietro nel tempo fino a 600 milioni di anni fa. La mappa del globo si chiama Ancient Earth Globe ed è stata prodotta da Ian Webster, un ingegnere di Google. Grazie a questa mappa è possibile scoprire com’era la Terra prima dell’uomo e prima anche dei dinosauri. Sì perché il viaggio comincia dal periodo Ediacarano (fra i 635 e i 542 milioni di anni fa) poi si va al periodo Cambriano (540 milioni di anni fa) quando la Terra, dopo un’estinzione di massa, ha sperimentato il boom della vita marina.

Ancient Earth – What the globe used to look like

Earth looked very different 600 million years ago

La storia geologica del nostro pianeta prosegue poi con la Panegea (circa 280 milioni di anni fa), momento in cui le terre emerse erano un tutt’uno e non separate come oggi, e poi prosegue fino ai giorni nostri. Più si va avanti nel tempo più è facile riconoscere i continenti: l’Africa, l’Asia, l’Oceania ma anche l’Antartide. Già 150 milioni di anni fa sono riconoscibili Nord e Sud America ma anche la Groenlandia. Nel menù a tendina è possibile anche andare a vedere com’era il mondo quando si sono estinti i dinosauri (65 milioni di anni fa), o quando sono comparsi i primi ominidi (20 milioni di anni fa)!

 

Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba
Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba

Giove e Venere si sono baciati tra i colori dell’alba. Non è stata la scena di un film, ma lo spettacolo che ci Venere e Giove hanno regalato al Mondo stamattina a partire dalle 6.00 del mattino, quando i due pianeti sono entrati in congiunzione.
È dunque stato possibile vederli uniti, nello stesso punto del cielo. Dovremo aspettare febbraio 2019 per vedere di nuovo questo spettacolo straordinario. Giove e Venere sono stati visibili in congiunzione fino agli istanti che hanno preceduto il sorgere del sole, verso le 7.00.

Un bacio vero?

In realtà, si è trattato di un fenomeno puramente ottico. Si parla infatti di “congiunzione” quando due oggetti celesti, seppur estremamente distanti tra loro, all’occhio nudo, dalla Terra, appaiono molto vicini, quasi attaccati.

In questo caso, l’effetto ottico è stato reso più efficace dal fatto che Venere e Giove rappresentano le luci più brillanti di tutta la volta celeste. Non ci deve ingannare, però, la minor luminosità di Giove rispetto a Venere. Infatti, Giove è il più grande pianeta del nostro sistema solare.
Venere sembra più luminoso solo perché è più vicino alla Terra: si trova ad “appena” 150 milioni di chilometri dal nostro pianeta.

 

Terra senza nuvole
Terra senza nuvole

Come sarebbe il Mondo senza nuvole? Il satellite Sentinel-2, lanciato in orbita per monitorare lo stato di salute del nostro Pianeta, ha fotografato la Terra dall’alto facendo un puzzle di foto eliminando ogni nuvola e questo è il risultato! Una Terra baciata dal sole, quasi ci trovassimo in una perenne estate.

Il complicatissimo sistema ha dovuto processare 80 mila miliardi di dati in pixel raccolti in 12 mesi, tra maggio 2016 e aprile 2017. Il risultato è un mosaico elaboratissimo di immagini che ci mostrano la superficie terrestre libera da nuvole. Questo straordinario lavoro è utilissimo agli scienziati ed esperti di tutto il mondo per vigilare e osservare le condizioni di foreste, aree agricole, zone costiere e acque di mari e oceani.

Europa senza nuvole: la mappa di Sentinel 2

Italia senza nuvole: la mappa di Sentinel 2

Le immagini e la mappa si possono trovare sul sito di Sentinel-2

Qual è la grotta più grande del mondo?
Qual è la grotta più grande del mondo?

Hang Son Ðoòng è la grotta più grande del mondo e si trova nella provincia di Quang Binh, in Vietnam. La caverna è in mezzo alla giungla, all’interno del parco nazionale di Phong Nha-Ke Bang, vicino al confine con il Laos. Scavata per secoli da un fiume sotterraneo – il suo nome, infatti, significa “grotta del fiume di montagna” – la grotta ebbe origine fra i due e i cinque milioni di anni. Tuttavia fu scoperta solo nel 1991 da un uomo del posto di nome Ho Khanh, che la trovò per caso ma non ebbe la possibilità di esplorare il suo interno perché privo di attrezzatura. La prima esplorazione della grotta risale al 2009: fu realizzata da un team di speleologi della British Cave Research Association, guidati dal britannico Howard Limbert.

grotta
Grazie a questa spedizione e a quelle che la seguirono oggi sappiamo che la galleria calcarea si sviluppa per una lunghezza di circa 4,5 chilometri, ma è molto probabile che nasconda ulteriori passaggi che superano tale lunghezza. In alcuni punti la grotta è alta più di 180 metri: può ospitare un isolato di grattacieli alti 40 piani!
La grotta è così grande che ha sviluppato un proprio clima, grazie anche alle numerose doline, aperture simili a finestre che, nella parte alta delle pareti, permettono alla luce di filtrare. All’interno della grotta si formano nuvole, piogge e banchi di nebbia. Ha così potuto svilupparsi una ricchissima vegetazione, da alcuni descritta come una vera e propria giungla, tra cui spiccano alcune piante autoctone che secondo i ricercatori crescono solo all’interno di questa grotta. La giungla ospita anche diversi animali, come scimmie e pipistrelli.

Questo video ci porta alla scoperta dell’interno della grotta più grande del mondo!