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Cielo più luminoso: attenzione maltempo in arrivo
Cielo più luminoso: attenzione maltempo in arrivo

Anche se ci troviamo nel corso di una bella giornata di sole, se l’azzurro del cielo trascolora nel bianco o nel grigio significa che sta per arrivare la pioggia.
Il cielo, lo sappiamo, non è sempre azzurro. Può anzi mostrarci una vasta gamma di colori, che vanno dal bianco al rosso acceso. Saper leggere le variazioni cromatiche della volta celeste può in molti casi essere molto utile per capire che tempo farà nel corso delle ore successive.
Pensiamo, ad esempio, a una bella giornata estiva. Alziamo il naso all’insù, e vediamo di essere avvolti da un azzurro chiaro, tenue: ecco, in questo caso ci sono buone probabilità che il bel tempo permanga piuttosto a lungo. Al contrario, sempre restando sulla medesima tonalità cromatica, se notiamo un azzurro profondo, molto intenso, magari anche accompagnato da un’eccezionale visibilità che rende l’orizzonte più nitido che mai, in tal caso l’atmosfera risulta instabile. A farci presagire l’imminente cambiamento delle condizioni atmosferiche e il passaggio a una vera e propria fase di maltempo, invece, è un cielo che mostra di passare progressivamente dall’azzurro al bianco o, addirittura, al grigio. Insomma, un cielo “luminoso”: quasi la volta celeste si fosse improvvisamente “accesa”.

“Parliamo, in quest’ultimo caso, di condizioni che si verificano soprattutto durante l’estate – spiega il meteorologo Rino Cutuli-. Questa colorazione del cielo indica il graduale aumento delle particelle di polvere e di vapore acqueo in atmosfera: di conseguenza, indica anche l’aumento del livello di umidità presente nell’aria. Ciò può avvenire anche in una giornata caratterizzata dall’alta pressione e, dunque, da condizioni di tempo stabile e soleggiato. Il fatto che aumenti l’umidità nell’aria – aggiunge l’esperto – determina una sempre più densa foschia a bassa quota e preannuncia, in ultima analisi, l’avvicinarsi di una perturbazione. Di lì a breve, insomma, potrebbero svilupparsi acquazzoni e temporali anche di forte intensità”.
Ecco quindi che il colore del cielo non soltanto rappresenta un meraviglioso spettacolo della natura, ma spesso ci viene anche in aiuto, dandoci qualche suggerimento in più su come sarà il tempo di lì a breve.

Parliamo della goccia di pioggia
Parliamo della goccia di pioggia

Il pianto del cielo. Tante, piccole lacrime che cadono al suolo, sfaldandosi in mille particelle d’acqua. Poeticamente, la pioggia è stata spesso vista così. Specialmente perché, nell’immaginario comune, una goccia di pioggia avrebbe proprio la forma di una lacrima. In realtà, le cose non stanno così. La forma di una goccia di pioggia è ben diversa da una lacrima. Partiamo dalla forma di una goccia d’acqua. “Questa, in assenza di altre forze esterne che potrebbero agire su di essa modificandola, è perfettamente sferica”, afferma il meteorologo Lorenzo Danieli. “Su una goccia di pioggia, invece, cadendo quest’ultima da grandi altezze, agiscono proprio le forze esterne: in particolare, la forza di gravità e la resistenza opposta dall’aria. Ecco quindi che, maggiore è la dimensione di una goccia di pioggia, più la sua forma di differenzierà da quella di una sfera. Mentre le gocce più piccole (quelle con un diametro inferiore a 1 millimetro) hanno una forma quasi sferica, le gocce con un diametro che va da 1 a 3 millimetri, quelle cioè più diffuse, hanno una forma diversa sia dalla sfera che dalla classica “lacrima”. Si presentano, piuttosto con una forma elissoidale, quasi fossero piccole ciambelle o pagnotte, e con la parte rivolta verso il terreno pressoché piatta. Nel loro tragitto dal cielo verso il suolo, le gocce di pioggia si gonfiano e tendono ad appiattirsi. Al momento dell’impatto, queste gocce scoppiano in un’infinità di piccolissime goccioline”.

Per quanto riguarda la loro velocità, in media una goccia di pioggia che cade da 1000 metri di altezza dovrebbe, in teoria, raggiungere il suolo a una velocità di 360 km all’ora: un vero e proprio “proiettile”, in grado di provocare danni inimmaginabili. “La realtà, fortunatamente, è lontana dalla teoria”, rassicura l’esperto. “Grazie infatti all’attrito con l’aria, che riesce ad equilibrare perfettamente la forza del peso della goccia, dopo aver percorso un breve tratto in accelerazione le gocce di pioggia assumono una velocità-limite pressoché costante. Certo, molto dipende dalla grandezza della goccia di pioggia. Una precipitazione classificata come “debole”, nella quale cioè le gocce hanno un diametro di 450 millesimi di millimetro, la velocità di caduta al suolo è di 7,2 km all’ora. Con la pioggia moderata (goccia dal diametro di 1 millimetro) la velocità aumenta a 14,4 km orari. Con la pioggia forte (goccia dal diametro di 1,5 millimetri) la velocità passa a 18 km all’ora. L’acquazzone (goccia dal diametro di 2 millimetri) ha una velocità di 21,6 km orari. Il nubifragio (goccia dal diametro di 3 millimetri) presenta una velocità di 28,8 km all’ora. Il chicco di grandine, infine (chicco dal diametro di 1 centimetro), ha una velocità di ben 180 km orari”.

La forma di una goccia di pioggia rappresenta uno tra i parametri per distinguere le precipitazioni piovose (gli altri elementi distintivi sono la visibilità associata alle gocce stesse e il tipo di nubi che genera la precipitazione). In particolare, la pioviggine (pioggia più debole) è formata da gocce molto piccole e fitte e ha origine in nubi basse dette “strati”, mentre la pioggia vera e propria ha gocce dal diametro che varia tra 0,5 e 6 millimetri e nasce da nubi più spesse dette nembostrati o dai cumulonembi. È interessante notare come, generalmente, molte gocce di pioggia che cadono alle nostre latitudini nascono come fiocchi di neve che poi, attraversando gli strati più caldi vicini al suolo, fondono, diventando così acqua.

Se esaminiamo il numero di gocce che cadono al suolo – aggiunge il meteorologo – possiamo affermare che, nel corso di un temporale di media intensità e della durata di 30 minuti, cadono in media dai 600 ai 1300 miliardi di gocce di pioggia: parliamo di una quantità pari a 4-6 litri per metro quadrato”.
Infine, un dato certamente curioso. Le gocce di pioggia più grosse sono state rilevate nel 2004 in Brasile e nelle Isole Marshall: parliamo di gocce di pioggia con un diametro superiore a 1 centimetro. Gli scienziati hanno spiegato queste dimensioni con la condensazione di grandi particelle di fumo o di collisione tra gocce in zone relativamente piccole con un contenuto d’acqua particolarmente notevole.

La natura ci ha fatto una sorpresa!
La natura ci ha fatto una sorpresa!

Il deserto di Atacama si estende lungo l’area costiera nord-occidentale del Cile ed è considerato uno dei luoghi più aridi al mondo. Due catene montuose lo proteggono dall’umidità e le temperature oscillano tra gli zero gradi notturni e i 25-30°C durante il giorno, con precipitazioni davvero molto scarse. Proprio a causa della mancanza di pioggia, qui crescono delle piante che riescono a fiorire solo una volta ogni 7 anni.

deserto

L’ultima fioritura risale al 2015, ma la natura che riesce sempre a sorprenderci: in questi giorni ha dipinto quel deserto con un’insolita distesa di colori. A fare la scoperta sono stati gli stessi turisti, che al loro arrivo al posto delle distese di terra secca si sono trovati davanti una distesa di fiori bianchi e viola.
Le forti precipitazioni che si sono verificate in questo inverno, hanno consentito al terreno di immagazzinare abbastanza umidità per permettere alle piante di sbocciare inaspettatamente, regalando questa incredibile fioritura nel deserto.

deserto

 

Zanzare contro Pioggia: chi vince?
Zanzare contro Pioggia: chi vince?

Quando piove, le zanzare vengono colpite da gocce d’acqua che hanno un peso fino a 50 volte superiore al loro. Eppure, non si fermano. Com’è possibile?

Per farci un’idea, è come se una persona fosse investita da un’auto: per questo è così sorprendente che le zanzare non si facciano fermare dalla pioggia. Un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology ha realizzato uno studio per spiegare come questo sia possibile.
Per analizzare gli effetti che la pioggia ha sulle zanzare, sei esemplari sono stati chiusi in una scatola trasparente con in cima una rete abbastanza fitta da non permettere loro la fuga ma sufficientemente larga da far passare delle gocce d’acqua. Le gocce sono state fatte cadere, fitte, sulle sei zanzare in volo mentre videocamere ad alta velocità riprendevano la scena.

Lo studio ha dimostrato che le zanzare sopravvivono all’impatto con gocce d’acqua fino a 50 volte più pesanti di loro grazie a una massa piccola e a un esoscheletro elastico e resistente. Il loro corpo, inoltre, è rivestito da una sottilissima peluria idrorepellente che fa scivolare velocemente l’acqua evitando agli insetti di essere trascinati verso terra per il peso. Tutte e sei le zanzare osservate nel corso della ricerca sono sopravvissute senza riportare alcun danno.