Tag: smog

Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico
Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico

L’Esa, Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato in orbita un nuovo super-sensore che ha il compito di mappare l’inquinamento atmosferico a bordo del satellite Sentinel-5P.

La prima immagine del satellite Sentinel-5P è stata scattata in Europa lo scorso 22 novembre e ha rilevato il diossido di azoto (NO2) presente in atmosfera: la zona peggiore, neanche a dirlo, è la nostra Val Padana. Qui, anche a causa della geografia, l’aria tende ad essere la più inquinata d’Europa: i numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe mostrano come i valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 microgrammi per metro cubo, valore di allarme fissato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Concentrazioni di diossido di azoto in Europa

Sentinel-5P ha il compito di monitorare l’inquinamento atmosferico nel mondo per consegnare agli esperti dati ancora più dettagliati per prendere decisioni e attuare strategie di mitigazione messe in atto per intervenire sulle cause del cambiamento climatico.

Sentinel-5P trasporta uno dei sensori più sofisticati al mondo, il sensore “Tropomi” capace di mappare gli inquinanti come il diossido di azoto, il monossido di carbonio, il metano e altri aerosol dannosi per la salute umana e per il clima.

In questa animazione, ad esempio, i dati rilevati in 24 ore da Sentinel-5P sulle concentrazioni di monossido di carbonio (CO) nel Mondo

CityTree: 275 alberi in meno di 4 metri quadrati per combattere lo smog
CityTree: 275 alberi in meno di 4 metri quadrati per combattere lo smog

Un grande filtro per l’aria delle nostre città più inquinate. Questa è l’installazione verticale verde CityTree che assorbe polveri sottili, ossidi di azoto e CO2, le sostanze inquinanti presenti nell’aria. La sua potenza sembra essere fenomenale: purifica l’aria come farebbero 275 alberi ma in una superficie molto ridotta (alta 4 metri e larga 3 metri) e adatta per essere posizionato in diversi punti della città. La copertura vegetale è in grado di trasformare l’azoto e la CO2 in ossigeno prezioso fornendo, in tempo reale, i dati sulla qualità dell’aria. La struttura, realizzata utilizzando solo materiali riciclati, si autoalimenta grazie a pannelli solari.

Quando la tecnologia si mette al servizio dell’ambiente genera idee innovative. Le piante come l’edera e il caprifoglio riducono le particelle inquinanti e il biossido di azoto presenti nell’aria.  Le piante più adatte però sono i muschi e licheni, le cui capacità assorbi-smog sono state sfruttate in questo ambizioso progetto. CityTree è stato messo a punto da una startup tedesca ed è tra le trenta idee finaliste del premio Chivas Venture per le imprese socialmente responsabili.