Tag: smog

Smog e asma nei più piccoli
Smog e asma nei più piccoli

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Planetary Health ha portato alla luce una stretta correlazione tra smog ed asma infantile: secondo gli studiosi l’inquinamento dovuto al traffico stradale provoca 4 milioni di casi di asma infantile all’anno nel mondo. Sono state considerate 194 nazioni e i livelli registrati di biossido di azoto (NO2): il 64% dei casi di asma nei più piccoli è stato registrato nei centri urbani. Purtroppo è emerso anche che le soglie limite per la salute umana di concentrazione delle sostanze inquinanti sono totalmente inadeguate considerato il fatto che il 92% dei casi di asma infantile si registra nelle aree dove i valori riscontrati dalle centraline non oltrepassano i limiti imposti dalla legge. L’indagine si è concentrata sull’NO2, il gas emesso in gran parte dagli scarichi degli autoveicoli; si forma nei processi di combustione ed è risaputo si tratti un gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi.

“Il biossido di azoto sembra essere un rilevante fattore di rischio per l’asma infantile sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri, specialmente nelle aree urbane. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le concentrazioni medie annuali di NO2 dovrebbero essere riviste” ha dichiarato la coordinatrice della ricerca Susan Anenberg della George Washington University . L’incidenza dell’inquinamento del traffico sul totale dei casi mondiali di asma infantile è pari al 13%. Non ci sono buone notizie per quanto riguarda l’Italia che vede un’incidenza dell’incremento di asma del 15% con punte del 28% a Milano. Maglia nera alla Corea del Sud dove l’influenza dovuta allo smog derivato dai veicoli sale al 31% e alla Cina che vede punte del 48% a Shanghai.

Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico
Super-sensore in orbita per mappare l’inquinamento atmosferico

L’Esa, Agenzia Spaziale Europea, ha lanciato in orbita un nuovo super-sensore che ha il compito di mappare l’inquinamento atmosferico a bordo del satellite Sentinel-5P.

La prima immagine del satellite Sentinel-5P è stata scattata in Europa lo scorso 22 novembre e ha rilevato il diossido di azoto (NO2) presente in atmosfera: la zona peggiore, neanche a dirlo, è la nostra Val Padana. Qui, anche a causa della geografia, l’aria tende ad essere la più inquinata d’Europa: i numeri pubblicati dal rapporto Air Quality in Europe mostrano come i valori medi annui (riferiti al 2015) in Val Padana e a ridosso delle gradi città sono superiori ai 40 microgrammi per metro cubo, valore di allarme fissato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Concentrazioni di diossido di azoto in Europa

Sentinel-5P ha il compito di monitorare l’inquinamento atmosferico nel mondo per consegnare agli esperti dati ancora più dettagliati per prendere decisioni e attuare strategie di mitigazione messe in atto per intervenire sulle cause del cambiamento climatico.

Sentinel-5P trasporta uno dei sensori più sofisticati al mondo, il sensore “Tropomi” capace di mappare gli inquinanti come il diossido di azoto, il monossido di carbonio, il metano e altri aerosol dannosi per la salute umana e per il clima.

In questa animazione, ad esempio, i dati rilevati in 24 ore da Sentinel-5P sulle concentrazioni di monossido di carbonio (CO) nel Mondo

CityTree: 275 alberi in meno di 4 metri quadrati per combattere lo smog
CityTree: 275 alberi in meno di 4 metri quadrati per combattere lo smog

Un grande filtro per l’aria delle nostre città più inquinate. Questa è l’installazione verticale verde CityTree che assorbe polveri sottili, ossidi di azoto e CO2, le sostanze inquinanti presenti nell’aria. La sua potenza sembra essere fenomenale: purifica l’aria come farebbero 275 alberi ma in una superficie molto ridotta (alta 4 metri e larga 3 metri) e adatta per essere posizionato in diversi punti della città. La copertura vegetale è in grado di trasformare l’azoto e la CO2 in ossigeno prezioso fornendo, in tempo reale, i dati sulla qualità dell’aria. La struttura, realizzata utilizzando solo materiali riciclati, si autoalimenta grazie a pannelli solari.

Quando la tecnologia si mette al servizio dell’ambiente genera idee innovative. Le piante come l’edera e il caprifoglio riducono le particelle inquinanti e il biossido di azoto presenti nell’aria.  Le piante più adatte però sono i muschi e licheni, le cui capacità assorbi-smog sono state sfruttate in questo ambizioso progetto. CityTree è stato messo a punto da una startup tedesca ed è tra le trenta idee finaliste del premio Chivas Venture per le imprese socialmente responsabili.