Tag: spazio

Grazie a Space Nation puoi volare nello spazio anche tu
Grazie a Space Nation puoi volare nello spazio anche tu

Nel corso del tempo i viaggi spaziali sono passati dall’essere una rarità ad una routine. C’è quindi bisogno di nuove reclute che nel futuro potranno diventare astronauti.  Se il tuo sogno è sempre stato quello di viaggiare nello spazio, è arrivata l’app che fa per te. Grazie a Space Nation, ora lo spazio è a portata di tutti. Dal 12 aprile infatti, anniversario del primo volo spaziale della storia, è possibile scaricare sui vostri telefoni  Space Nation Navigator.

L’azienda finlandese ha sviluppato l’app, con l’aiuto di addestratori di astronauti della NASA, tramite l’accordo Space Act, per dare l’occasione a tutti di affrontare un addestramento come quello di un vero astronauta. L’obbiettivo è quello di creare un programma per la formazione dei futuri astronauti, a portata di tutti. Tramite l’app sarà possibile aumentare le conoscenze in ambito dello spazio, attraverso lezioni da leggere e podcast da poter ascoltare. Il programma prevede inoltre che ogni anno un utente venga selezionato per andare nello spazio, in veste di astronauta.

Un’altra sezione interessante dell’app è senza dubbio quella delle missioni. Qui si possono testare le conoscenze acquisite tramite quiz e giochi di diversi livelli di esperienza. Per di più, i giochi sono repliche di situazioni e sfide che potrebbero ripetersi, o che sono già accadute, nello spazio. Superate le sfide è possibile ricevere badge e ricompense. Una di queste è l’occasione di poter andare in Islanda, che grazie ai suoi territori inesplorati, assomiglia molto alla luna.

Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba
Giove e Venere: il bacio tra le luci e i colori dell’alba

Giove e Venere si sono baciati tra i colori dell’alba. Non è stata la scena di un film, ma lo spettacolo che ci Venere e Giove hanno regalato al Mondo stamattina a partire dalle 6.00 del mattino, quando i due pianeti sono entrati in congiunzione.
È dunque stato possibile vederli uniti, nello stesso punto del cielo. Dovremo aspettare febbraio 2019 per vedere di nuovo questo spettacolo straordinario. Giove e Venere sono stati visibili in congiunzione fino agli istanti che hanno preceduto il sorgere del sole, verso le 7.00.

Un bacio vero?

In realtà, si è trattato di un fenomeno puramente ottico. Si parla infatti di “congiunzione” quando due oggetti celesti, seppur estremamente distanti tra loro, all’occhio nudo, dalla Terra, appaiono molto vicini, quasi attaccati.

In questo caso, l’effetto ottico è stato reso più efficace dal fatto che Venere e Giove rappresentano le luci più brillanti di tutta la volta celeste. Non ci deve ingannare, però, la minor luminosità di Giove rispetto a Venere. Infatti, Giove è il più grande pianeta del nostro sistema solare.
Venere sembra più luminoso solo perché è più vicino alla Terra: si trova ad “appena” 150 milioni di chilometri dal nostro pianeta.

 

Vivremo su Marte? Dubai si prepara con una simulazione
Vivremo su Marte? Dubai si prepara con una simulazione

La conquista di Marte sembra sempre più vicina. Anche aziende private come la Blue Origin di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e la Space X di Elon Musk – l’imprenditore che ha fondato, tra le altre cose, PayPal e Tesla Motors – si sono affacciate sulla scena oltre alle Agenzie Spaziali di Europa, Stati Uniti, Russia.

Recentemente anche gli Emirati Arabi Uniti hanno preso parte alla corsa a Marte: il progetto Mars 2117 si pone l’obiettivo di una missione araba sul pianeta entro i prossimi tre anni.
Per prepararsi al meglio alla conquista del Pianeta Rosso, nell’ambito della missione 2117 è nata la Mars Science City, la più estesa città che simula l’ambiente marziale sulla Terra.

 

Un post condiviso da Dain Evans (@dain_nerd) in data:

La Mars Science City  è stata recentemente presentata a Dubai: il progetto prevede la costruzione di cupole nel deserto, dove per un intero anno vivranno tecnici, scienziati e ricercatori. In un ambiente che simulerà quello del pianeta Rosso, gli ospiti della Science City potranno portare avanti i loro studi e le loro ricerche come se stessero vivendo su Marte!

Aurore Polari: come si formano?
Aurore Polari: come si formano?

Le Aurore Polari sono sicuramente uno dei fenomeni più straordinari che la Natura ci regala e si possono osservare nelle zone della Terra che sono più vicine al Polo Sud e al Polo Nord.
Le aurore vengono nominate boreali quando sono visibili nell’emisfero nord del nostro pianeta, australi quando sono nelle vicinanze del Polo Sud.

Il meteorologo Daniele Izzo del Centro Epson Meteo ci spiega come ha origine questo fenomeno così affascinante.

Il nostro pianeta è costantemente bombardato da un flusso di particelle cariche in arrivo dallo spazio e generato dalle stelle: è costituito essenzialmente da elettroni, protoni, nuclei di elio (particelle alfa) e atomi pesanti ionizzati. L’insieme di queste particelle cariche prende il nome di raggi cosmici, o di vento solare nel caso in cui sia quello generato dal nostro sole.
L’intensità del vento solare varia in rapporto all’attività delle macchie solari: nei periodi di elevata attività questo flusso di particelle elettromagnetiche aumenta perché sulla superficie della nostra stella avvengono delle vere e proprie eruzioni di plasma incandescente.

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A proteggerci dal vento solare ci pensa il campo magnetico generato dalla Terra la cui azione si estende fino a circa 60.000/90.000 km di altezza, la distanza giusta per bloccare in tempo utile il bombardamento di queste pericolose e velocissime particelle. Il campo magnetico terrestre riesce infatti a deviare e a intrappolare la quasi totalità del vento solare in due fasce, dette di Van Allen: la prima posta a un distanza di circa 3.500 km dalla Terra e, la seconda, intorno a 15.000-20.000 km. L’attraversamento di tale fasce rappresenta però un pericolo per equipaggi impegnati in missioni spaziali. In queste fasce le particelle si muovono velocemente andando da polo a polo dove riescono a infiltrarsi fino a quote relativamente basse (100-1000 km) e ad eccitare le molecole d’aria di azoto e ossigeno dando luogo a questi spettacolari giochi di luci e colori: le aurore polari.

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