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Anche i Fast Food devono pensare all’ambiente
Anche i Fast Food devono pensare all’ambiente

Negli Stati Uniti i più grandi investitori stanno cercando di mettere in atto un sostanziale cambiamento dell’alimentazione americana con un’azione mai vista prima. Spronati dalle fondazioni per la sostenibilità Ceres e FAIRR Initiative, 80 tra i principali investitori del mondo hanno scritto alle 6 principali catene di fast food che distribuiscono pasti in oltre 120000 ristoranti, chiedendo un impegno per mettere in campo azioni concrete per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Si sono riferiti a Domino’s Pizza, McDonald, Ristorante Brands International, Chipotle Mexican Grill, Wendy’s Co e Yum!. Si pretende che chi fornisce carne, latte e derivati sia attivamente impegnato nella riduzione delle emissioni di gas serra e nel consumo di acqua associata agli allevamenti; gli obiettivi inerenti la riduzione di emissioni e consumo di acqua devono essere resi pubblici, con definizioni numeriche e temporali molto chiare. Si esige che ogni anno si renda conto dei progressi compiuti e venga realizzata un’analisi di scenario in linea con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosurel’organismo che promuove e monitora la stabilità del sistema finanziario mondiale con il compito di elaborare una serie di raccomandazioni sulla rendicontazione dei rischi legati al cambiamento climatico.

Viene stimato che entro il 2050 il 70% delle emissioni di gas serra sarà riconducibile agli allevamenti e alle monocolture necessarie per ottenere abbastanza mangimi se non ci si impegnerà per attuare dei cambiamenti significativi nella dieta globale. In termici di concentrazioni di CO2 significa che ci saranno 11 giga tonnellate di differenza tra la realtà e gli obiettivi individuati per contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi. Un decimo dell’acqua della Terra, senza un’inversione di tendenza, sarà usata per produrre carne e latte. “Ciò che stupisce e non è più accettabile è che uno dei principali settori industriali a livello globale e tra i primissimi responsabili del riscaldamento terrestre non abbia finora assunto alcun impegno consistente per modificare la situazione come invece stanno facendo, per esempio, le aziende che producono energia elettrica. Tutto questo deve cambiare subito” ha commentato Brooke Barton, direttrice di Ceres.

Cannucce di plastica goodbye! A New York la proposta di legge per metterle al bando
Cannucce di plastica goodbye! A New York la proposta di legge per metterle al bando

Durante una conferenza a Manhattan un membro del consiglio comunale di New York, Rafael Espinal, ha annunciato una proposta di legge volta a mettere al bando le cannucce di plastica in tutti i locali della Grande Mela.
Secondo il National Park Service, solo negli Stati Uniti si consumano oltre 500 milioni di cannucce al giorno! Numerosi ristoranti di New York hanno già aderito alla campagna Give a sip (“dai un sorso”), promossa dall’associazione Wildlife Conservation Society, impegnandosi a utilizzare cannucce realizzate con materiali alternativi alla plastica, come il bambù o la carta.
New York, forse, metterà al bando le cannucce di plastica

Come riferisce il Guardian, la proposta prevede multe da 100 a 400 dollari per i locali sorpresi a distribuire cannucce di plastica, ma si ammetteranno eccezioni per disabili o malati che, per bere, hanno bisogno di una cannuccia.

Neve: ecco le località più nevose del Mondo
Neve: ecco le località più nevose del Mondo

La neve è arrivata anche in Italia, imbiancando anche la città di Roma. Ormai però, ogni inverno, se ne vedono sempre meno di fiocchi di neve, complice l’aumento costante delle temperature. In Italia, infatti, spesso contiamo solo i pochi centimetri di neve caduta al suolo, ma basta spostarsi oltreoceano, in Alaska, Canada, Stati Uniti o anche in Giappone, per essere più che sicuri di trovare la neve.

Sicuramente la neve non manca mai d’inverno a Buffalo (NY) o Rochester (NY), negli Stati Uniti: qui di solito si contano mediamente quasi 2 metri e mezzo di neve ogni anno: praticamente, se cadesse tutte insieme, sarebbe alta come una porta di calcio! A Syracuse (NY), ben diversa dalla nostra Siracusa, cadono 3 metri e 10 cm di neve in media ogni anno. Sul Mount Washington, invece, di solito cadono più di 6 metri e mezzo di neve.

Anche il Canada di neve ne vede sempre tanta: pensate che a Saguenay, della provincia del Québec, cadono più di 3 metri di neve ogni anno; a St.John’s, capitale della provincia di Terranova e Labrador cadono in 12 mesi circa 3 metri e 30 centimetri, l’altezza media di un elefante africano!
Sempre in Canada a Woody Point ogni anno cadono ben 640 centimetri di neve. In Alaska, a Valdez, cadono mediamente 8,3 metri di neve ogni anno.

Anche in Giappone non manca la neve: ad Akita le precipitazioni nevose medie si aggirano intorno ai 2 metri e 70 centimetri, ma se ci spostiamo a Sapporo potremmo trovare addirittura 4 metri e 90 centimetri di neve. Non a caso qui si celebra il Festival della Neve con sculture di ghiaccio e palazzi interi scolpiti nella neve! Non da meno è Aomori, sempre in Giappone, dove cadono mediamente 7,90 metri di neve ogni anno.

Troveremo, invece, più di 10 metri di neve in Colorado, sul Wolf Creek Pass, a Tayama e Niseko in Giappone, sul Monte Fidelity in Canada.
La più vicina a noi, Chamois, in Francia, conta ben 10 metri e 90 centimetri di neve in tutto, ogni anno. Ma è sul Monte Rainier nello Stato di Washington, ad 87 km da Seattle, che si contano in tutto l’anno ben 17 metri di neve, praticamente un palazzo di 6 piani!

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