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Quali dinosauri vivevano dove, oggi, abiti tu?
Quali dinosauri vivevano dove, oggi, abiti tu?

Con una mappa interattiva puoi osservare come è cambiata la Terra negli ultimi 750 milioni di anni e inserendo il tuo indirizzo scoprirai quali dinosauri vivevano nella tua zona!

dinosauri: la mappa

È possibile visualizzare la mappa cliccando qui. La mappa online può essere navigata scorrendo tra gli anni o tra gli eventi: puoi selezionare un evento che ti interessa – come la comparsa dei dinosauri o quella dei primi ominidi – per osservare come appariva il nostro Pianeta e avere più dettagli su quel momento storico specifico. Inserendo il tuo indirizzo nella barra di ricerca che si trova in alto a sinistra, poi, è possibile scoprire quali specie di dinosauri hanno abitato, milioni di anni fa, proprio nella zona dove oggi vivi tu! Infatti, ti comparirà un elenco delle specie a cui appartenevano i fossili che sono stati rinvenuti nelle vicinanze.

E tu, quale dinosauro avevi come vicino di casa?

Storia, cultura e mare: scopriamo la città Termoli, in Molise
Storia, cultura e mare: scopriamo la città Termoli, in Molise

Termoli, in provincia di Campobasso, è il secondo comune del Molise per popolazione e si affaccia sull’Adriatico. Il caratteristico Borgo Vecchio di Termoli sorge su un promontorio a picco sul mare Adriatico, e oggi è diviso dal resto della città dalle mura e dal famoso Castello Svevo.

Molise

Il Borgo Vecchio e il Castello Svevo

Il Castello di Termoli, costruito interamente in pietra calcarea e arenaria, fu realizzato probabilmente in epoca normanna, nell’XI secolo, in un’area che in precedenza ospitava una torre di origine longobarda. La sua funzione era prettamente difensiva: estremamente semplice e privo di qualsiasi ornamento, fu il cuore di un ampio sistema di difesa costituito da un muro che proteggeva la città, facilmente riconoscibile ancora oggi, e da diverse torrette merlate. Una delle torrette si è conservata intatta e oggi è visibile all’ingresso del borgo antico. La definizione di Castello Svevo è dovuta alla ristrutturazione e alla fortificazione che, nel 1240, fu voluta da Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero. Oggi, il castello è uno dei più noti simboli della città. Gli abitanti di Termoli vissero per secoli all’interno delle mura del borgo antico: il terreno all’esterno fu destinato esclusivamente alla coltivazione di viti, ulivi e grano fino al 1847, quando Ferdinando II autorizzò la costruzione di edifici anche fuori dalle mura.

Molise

Termoli oggi

Con l’espansione della città al di fuori delle antiche mura, andò a diminuire l’importanza dell’agricoltura, a cui prima era strettamente legata l’economia del luogo, a vantaggio dello sfruttamento del mare. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento la pesca conobbe un grande sviluppo. In questo periodo vennero realizzati i cosiddetti trabucchi – o trabocchi – macchine da pesca posizionate lungo la costa di Termoli. Il trabocco è formato da una piattaforma di legno che, ancorata alla roccia della costa, si protende sul mare. Dalla piattaforma si sviluppano le cosiddette antenne, lunghi bracci di legno sospesi sul mare che sostengono una grande rete chiamata trabocchetto. Oggi, la città di Termoli rappresenta un’importante attrazione turistica per la sua storia, la sua cultura e, naturalmente il mare: ogni estate, le spiagge di Termoli attirano un grande numero di turisti italiani e stranieri.

Lazio: alla scoperta della Villa Adriana di Tivoli, patrimonio dell’umanità
Lazio: alla scoperta della Villa Adriana di Tivoli, patrimonio dell’umanità

Nel Lazio, come in tutto il nostro Bel Paese, ci sono tantissime cose da vedere!
Una di queste è Villa Adriana, un grandissimo complesso che fu costruito tra il 118 e il 138 d.C. per volontà dell’imperatore Adriano. Si trova a Tivoli, che oggi fa parte della Città Metropolitana Roma Capitale. Nel 1999, l’Unesco la riconobbe come parte del Patrimonio dell’Umanità. La scelta dell’Unesco non è dovuta solo all’importanza della storia di questo luogo, ma anche alla sua eccezionale architettura. La motivazione con cui Villa Adriana fu dichiarata Patrimonio dell’Umanità, infatti, recita: “Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo.” La villa fu edificata in diverse fasi, che si conclusero con la realizzazione di una vera e propria cittadina: la residenza extraurbana dell’imperatore si estendeva su un’area di almeno 120 ettari!

Lazio: Villa Adriana
La sua struttura è molto complessa e comprende edifici residenziali, terme, giardini, padiglioni e piazze. I vari edifici erano collegati fra loro da elaborati percorsi di superficie, ma anche da una rete sotterranea. Una struttura così elaborata doveva rispondere a diverse funzioni e al terreno frastagliato che la ospita. Tale complessità, però, deriva anche dalla volontà e dalle idee innovative dell’imperatore. Si dice che Adriano volesse riprodurre nella sua villa i luoghi e i monumenti che più lo avevano colpito durante i suoi viaggi nelle province dell’Impero Romano. In realtà, gli edifici della villa presentano tutti i caratteri più innovativi dell’architettura romana del tempo: le riproduzioni di monumenti egiziani e greci sono da intendere come suggestioni, più che come vere e proprie ricostruzioni.

Visitare Villa Adriana:

Oggi, l’area visitabile occupa almeno 40 ettari. Villa Adriana è aperta al pubblico tutti i giorni, esclusi il 1° gennaio e il 25 dicembre, in orari d’apertura che variano in base al periodo dell’anno. Il biglietto intero per visitare la residenza ha un prezzo di 8€, ma sono previste riduzioni per alcune categorie di visitatori. È possibile raggiungere Villa Adriana in auto, ma anche con i mezzi pubblici: la fermata del bus numero 4 della linea CAT dista circa 300 metri.

Lazio: Villa Adriana

I Sassi di Matera, in Basilicata, sono antichissimi
I Sassi di Matera, in Basilicata, sono antichissimi

Matera è una città italiana che si trova nella regione della Basilicata, in Italia Meridionale. Il suo centro storico è molto particolare, perché è l’unico esempio di insediamento completamente ricavato dalla roccia. I primi villaggi della zona sorsero nel Neolitico, quindi circa 8.000 anni fa, ma sono state trovate tracce della presenza dell’uomo risalenti addirittura al Paleolitico. L’uomo, nei millenni, ha adattato alle proprie esigenze le grotte che si trovavano in quest’area fino a dare forma alla città che possiamo visitare oggi. I Sassi di Matera, oggi, costituiscono una parte del centro storico della città e coincidono con due grandi quartieri: il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso.

Matera

L’Unesco, nel 1993, ha inserito i Sassi di Matera nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. La decisione dell’Unesco deriva proprio dalla particolare storia dei Sassi, nati come abitazioni preistoriche scavate nelle grotte e nella pietra.
I sassi di Matera sorgono su un versante della Gravina di Matera, che forma un profondo canyon. La Gravina è compresa nel territorio del Parco Archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, noto anche come Parco della Murgia Materana. Il Parco fu istituito nel 1990 per tutelare e valorizzare il comprensorio della Murgia Materana, salvaguardando l’habitat rupestre e il prezioso patrimonio delle circa 150 Chiese rupestri disseminate nel territorio.

Matera

A spasso nel tempo in Lombardia: l’arte rupestre della Valle Camonica
A spasso nel tempo in Lombardia: l’arte rupestre della Valle Camonica

La Valle Camonica si trova in Lombardia, in provincia di Brescia, e ha avuto origine da un ghiacciaio che si è ritirato migliaia di anni fa. La valle è attraversata dal fiume Oglio ed è famosa in tutto il mondo perché ricca di incisioni rupestri.

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Cosa sono le incisioni rupestri?

Si tratta di disegni che i nostri antenati hanno realizzato incidendo le rocce. Sono molto importanti perché ci permettono di viaggiare nel tempo raccontandoci il modo in cui vivevano le popolazioni che ci hanno preceduti, e le cose che per loro erano più importanti. Proprio per l’importanza delle incisioni che sono state trovate in questa zona, l’Arte Rupestre della Valle Camonica è stata riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

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La Storia

Le incisioni più antiche risalgono all’Epipaleolitico, tra l’VIII e il VI millennio a.C.
Si era recentemente ritirato il ghiacciaio che ricopriva la Val Camonica e arrivarono alcune popolazioni di cacciatori nomadi. Per questo i disegni realizzati in questa epoca rappresentano scene di caccia e grandi animali.
Dopo il V millennio a.C. ecco apparire incisioni relative all’agricoltura: si era entrati nel Neolitico e si erano diffuse le prime pratiche agricole.
Le incisioni ci portano ad attraversare i millenni, passando per l’età del rame, del bronzo, del ferro, fino ad arrivare all’epoca dell’Impero Romano. Quando i Romani conquistarono la Valle Camonica, non scomparve la pratica di incidere le rocce: sono state rinvenute incisioni risalenti anche al Medioevo, con la raffigurazione di simboli cristiani come le croci.

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In Sicilia c’è uno dei siti archeologici più grandi del mondo
In Sicilia c’è uno dei siti archeologici più grandi del mondo

Quanti di voi andranno in Sicilia quest’estate?
Fra le tante cose da fare sull’isola c’è anche una visita al sito archeologico più grande del mondo, che si trova proprio in Sicilia: si chiama Valle dei Templi ed è ad Agrigento.

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La storia di Agrigento e della Valle dei Templi

La fondazione della città risale al periodo ellenico, cioè agli anni in cui i greci avevano conquistato gran parte dei territori affacciati sul Mediterraneo.  Nel VI secolo a.C. nella zona dove oggi c’è la Valle dei Templi venne fondata una città, o meglio una “polis”, che i greci chiamarono Akgras. Nel giro di pochi decenni la polis diventò una delle colonie greche più importanti di tutta la Sicilia. Crebbe molto soprattutto grazie all’allevamento di bestiame e all’agricoltura. Akgras produceva cereali, olio e vino. Grazie anche al vicino sbocco sul mare, dove fu costruito un porto, poteva facilmente commerciare i propri prodotti. In epoca ellenica, la polis conobbe un periodo di grande prosperità e divenne uno dei centri più popolati e influenti dell’antico mondo mediterraneo.

Dal VI secolo d.C. iniziò un periodo di decadimento della città. Con le guerre puniche passò in mano ai romani, che la chiamarono Agrigentum, e non ebbe più un ruolo di primo piano nel Mediterraneo. In seguito, Agrigentum fu conquistata dall’imperatore Giustiniano, dell’Impero Romano d’Oriente: ebbe così inizio il dominio bizantino.
Nel IX secolo Agrigento passò sotto il dominio arabo-musulmano. Questo durò per ben due secoli e la città tornò a essere un importante centro agricolo e commerciarle.

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La Valle dei Templi oggi

Considerata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, la Valle dei Templi rappresenta uno dei complessi archeologici più importanti dell’intero Mediterraneo. Con un’estensione di 1.300 ettari, è tra i siti archeologici più grandi del mondo.
Il Parco ospita un totale di dieci templi, dedicati alle divinità della Magna Grecia. Il meglio conservato è il Tempio della Concordia. Gli altri sono dedicati a Giunone, Zeus, Ercole, Efesto, Demetra, Esculapio, Atena, Iside, e Castore e Polluce. Qui si trovano anche i resti dell’agorà, che era il centro della vita pubblica cittadina, e i mosaici dei pavimenti delle zone residenziali dei cittadini. Appena fuori dalla città antica si trova una ricca zona di necropoli greche, romane e paleocristiane.