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Montagne più verdi colpa del riscaldamento globale
Montagne più verdi colpa del riscaldamento globale

Secondo i dati emersi dalle ricerche Lter Italia, gestite dal Cnr, in 20 anni le nostre montagne sono diventate molto più verdi. Il cambiamento climatico infatti starebbe influenzando gli ecosistemi montani italiani di Alpi e Appennini: la copertura della vegetazione è sempre più estesa e la stagione vegetativa si allunga anno dopo anno. Inoltre è stata riscontrata la presenza di specie dette “termofile“, ossia di specie vegetali che si adattano a vivere in ambienti caldi o temperati, che di solito si trovano in zone tropicali e temperate calde.

Secondo gli esperti questa variazione non è che un campanello d’allarme. Gli ecosistemi ad alta quota rispondono molto rapidamente al cambiamento del clima. Le analisi delle serie di dati ecologici a lungo termine hanno evidenziato che le temperature medie annue dell’aria sono aumentate di +1,7°C tra il 1950 ed il 2013. Ma non è solo la temperatura dell’aria a provocare questi effetti: il cambiamento climatico ricade, infatti, anche nelle condizioni del suolo, nel ciclo degli elementi e quindi anche sulla vegetazione.

 

Mediterraneo, animali in pericolo: l’allarme del WWF
Mediterraneo, animali in pericolo: l’allarme del WWF

Pessime notizie: il WWF ha annunciato che i cambiamenti climatici stanno mettendo in pericolo metà delle specie animali. I dati, frutto di uno studio realizzato da un’università britannica e una australiana, sono davvero allarmanti: entro la fine del secolo il Mediterraneo rischia di perdere la metà delle specie animali. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Climatic Change, dove si afferma che, se nel mondo non si ridurranno le emissioni di gas serra, a fine secolo potremmo assistere a estinzioni locali in alcuni dei paradisi mondiali della biodiversità.

Dobbiamo fare di più

Anche rimanendo entro il limite di 2°C posto dall’Accordo sul clima di Parigi, perderemmo il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità. Il Mediterraneo è tra le aree più esposte ai cambiamenti climatici e anche se l’aumento delle temperature si limitasse a 2°C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante e animali sarebbe a rischio. Senza una decisa diminuzione delle emissioni di gas serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. Le specie più a rischio sono le tartarughe marine, i cetacei, gli storioni e i tonni.
La cosa più importante che possiamo fare è cercare di mantenere l’aumento della temperatura globale al minimo facendo tutto il possibile per ridurre i gas serra nell’atmosfera. Considerando che purtroppo è impossibile far retrocedere il riscaldamento globale, gli esperti sottolineano la necessità e l’urgenza di un processo di “mitigazione” del fenomeno. Un paio di gradi potrebbero non sembrare un margine enorme, ma il danno previsto alla biodiversità si amplifica enormemente tra l’aumento previsto dall’accordo di Parigi e la proiezione di 4,5°C nell’ipotesi che il riscaldamento rimanga al livello attuale.

 

Stefania Andriola

Gatti e meteo: il nostro micio percepisce prima di noi i cambiamenti del tempo?
Gatti e meteo: il nostro micio percepisce prima di noi i cambiamenti del tempo?

Molti proverbi e credenze popolari parlano delle straordinarie capacità dei gatti, che sarebbero in grado di percepire in anticipo i cambiamenti del tempo. Per esempio in Italia è  piuttosto diffuso, con alcune varianti locali, il proverbio “quando il gatto si lecca il pelo, viene acqua giù dal cielo”.

gatti

Sono solo superstizioni?

Chi ha vissuto con un gatto sa bene che, in effetti, i nostri amici felini hanno spesso atteggiamenti particolari quando è in arrivo la pioggia, e ancora di più quando sono in avvicinamento grandine o neve.
I gatti sono più sensibili dell’uomo ai cambiamenti delle stagioni e a molte variazioni, come quelle di temperatura, pressione atmosferica, luminosità. Questo è possibile per i sensi più sviluppati del gatto, ma anche grazie ai suoi particolari baffi – le vibrisse – che, come delle vere e proprie antenne, permetto al nostro micio di esplorare e conoscere meglio l’ambiente che lo circonda. Tra le funzioni delle vibrisse c’è quella di permettere al gatto di percepire variazioni di temperatura e spostamenti d’aria.

gatti

Nella maggior parte dei casi, i gatti sono dotati di un senso dell’udito molto più sviluppato di quello dell’uomo. Questo permette al nostro micio, tra le altre cose, di sentire tuoni molto più lontani rispetto a quelli che sentiamo noi. Secondo alcune ricerche, inoltre, il gatto avrebbe una particolare sensibilità anche ai campi elettrostatici: per questo sarebbe in grado di percepire la variazione di elettricità nell’aria che anticipa l’arrivo di un temporale, e reagire di conseguenza seguendo il suo istinto.

gatti

Anche i nostri amici animali soffrono il caldo. Come proteggerli?
Anche i nostri amici animali soffrono il caldo. Come proteggerli?

Quando fa molto caldo, e soprattutto quando c’è tanta umidità nell’aria, i nostri amici animali soffrono come noi. Per questo d’estate dobbiamo fare grande attenzione alla loro salute. Proprio come noi, gli animali domestici possono andare incontro a un colpo di calore o un colpo di sole: un rischio molto grave.
Il nostro corpo, sudando, fa in modo che la temperatura esterna resti il più possibile stabile. Gatti, cani, uccellini e piccoli animali d’affezione, invece, non sudano: la loro termoregolazione avviene  mediante un sistema di “raffreddamento ad aria”, che consiste nel ventilare con respiri piccoli e frequenti, in modo da far passare velocemente l’aria sulle superfici umide del cavo orale e determinare così la dispersione del calore.

animali e caldo

Cosa possiamo fare?

Con temperature elevate e alti tassi di umidità è necessario raffreddare il corpo dei nostri amici, bagnando frequentemente alcuni punti specifici dell’animale come le ascelle, la pancia, il collo e l’interno coscia. Fondamentale è non cambiare la temperatura in modo repentino, ad esempio passare dal freddo dell’aria condizionata al caldo dell’ambiente esterno. Un altro punto importante è la tosatura che non deve essere sempre pensata come un bene per l’animale: la maggior parte delle volte, in estate, si rischia di ustionare la pelle.
Un’altra buona regola da seguire è quella di non far camminare gli animali sull’asfalto o sulla spiaggia ardente: è dannoso per le articolazioni. Si consiglia di passeggiare solo nelle zone d’ombra. I veterinari raccomandano inoltre di evitare un’alimentazione ipercalorica e fare avere l’acqua sempre a disposizione e sempre fresca. Nei viaggi in macchina meglio tenere i finestrini aperti e controllare sempre le strane manifestazioni dei nostri animali che a volte, con lo stress del caldo, potrebbero essere nervosi.

animali e caldo
L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha stilato un elenco con alcune semplici regole.
1) Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto. La temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno.
2) Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito il pericolo di vita è grave: chiamate immediatamente le forze dell’ordine e un veterinario reperibile; nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza, e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale.
3) Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate immediatamente il veterinario.
4) Evitare le passeggiate con il vostro cane nelle ore più torride della giornata, preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire, e portare sempre con sé una bottiglietta di acqua e una ciotola. Evitare di far fare attività sportiva al cane nelle giornate più calde.
5) Anche cani e gatti rischiano scottature solari. In caso di giornate particolarmente calde, applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali (per esempio la punta delle orecchie) prima di farli uscire sotto il sole o di portarli in spiaggia.
6) Se avete un acquario, evitate di tenerlo sotto il sole diretto e cambiate l’acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Se avete un laghetto in giardino con dei pesci, ricordate di riempirlo regolarmente nelle ore serali per compensare l’acqua evaporata e sostituire l’ossigeno andato perso.
7) In caso di animali in gabbia, mai lasciare il canarino o i criceti al sole diretto. Posizionate la gabbia in un luogo ombreggiato, arieggiato e fresco.
8) Con le alte temperature non mancheranno di far visita a cani e gatti le pulci, le zecche e gli acari: controllate regolarmente il pelo del vostro animale per verificarne la presenza; applicate preventivamente un antiparassitario, ma se vi sono particolari problemi di pelle o pelo consultate il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare prodotti.
9) È fondamentale controllare ogni giorno gli animali per verificare che non vi siano uova di mosche sul pelo di cavie, conigli e cani. Tenete ben puliti e disinfettati con prodotti non nocivi per l’animale i luoghi dove vive. Sopratutto, cambiate almeno 2 volte a settimana la lettiera o il fondo della sua “casa”.
10) Il vostro giardino è popolato di fauna selvatica: lucertole, ricci, rane e biscie sono assolutamente innocui per l’uomo, ma utili per il micro ecosistema del giardino. Prima di effettuare i lavori con il tosaerba o distribuire pesticidi, pensate quindi alla loro salvaguardia e soprattutto, prima di accendere un fuoco smuovete sempre il materiale che intendete bruciare, perché questi animali spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o i rifiuti in giardino.
11) Se avete animali in sovrappeso, prima di cambiare dieta consultate sempre il vostro veterinario di fiducia.

L’Antartide sta diventando verde
L’Antartide sta diventando verde

Arrivano notizie allarmanti dal Polo Sud: l’Antartide sta diventando sempre più verde. Succede perché i ghiacci continuano a ritirarsi e fa sempre più caldo: pensate che a marzo è stata registrata la temperatura record di 17,5°C, tipica di una giornata primaverile italiana. Questi cambiamenti favoriscono la crescita del muschio: i ricercatori hanno scoperto che, a causa dei cambiamenti climatici, il ghiaccio si sta fondendo e le formazioni di muschio sono cresciute rapidamente sulla penisola settentrionale dell’Antartide.

Lo studio è stato condotto dalle Università di Exeter e Cambridge e dalla British Antarctic Survey: ha portato alla luce importanti cambiamenti biologici che negli ultimi anni si sono verificati lungo la Penisola Antartica. Matt Amesbury, ricercatore dell’Università di Exeter, ha affermato che, di questo passo, «con una maggiore quantità di terra libera per via del ritiro dei ghiacci la Penisola Antartica diventerà in futuro un posto molto più verde». Il modo in cui il riscaldamento globale sta cambiando l’Antartide è un chiaro sintomo di come gli effetti dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo colpiscano anche gli ecosistemi più remoti, che si immaginano incontaminati dal genere umano.

L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù!
L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù!

L’estate 2016 si è divertita a fare su e giù con le temperature.

Nella stagione che si è appena conclusa ci sono stati tre brevi ma intensi “affondi di freddo”, ogni volta seguiti poi da un deciso ritorno della stagione estiva, con vere e proprie ondate di calore. Chi vive nelle regioni settentrionali, si sarà certamente accorto del gran caldo che da fine agosto è proseguito anche durante la prima parte di settembre.

In Italia, nel corso dell’estate sono passate ben 17 perturbazioni, ovvero aree caratterizzate dalla presenza di nuvole, precipitazioni (come possono essere la pioggia, la neve e la grandine…) e vento. Alcune di queste perturbazioni hanno dato vita a momenti di forte maltempo, come i nubifragi romagnoli del 15 luglio con il quantitativo record di 160 mm di pioggia in appena 6 ore.

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Ma anche se abbiamo avuto l’impressione che il maltempo a volte ci perseguitasse, in definitiva, fra alti e bassi, la temperatura è stata maggiore rispetto alla media di stagione: abbiamo infatti appena vissuto un’estate leggermente più calda del solito (+0.4°C).

Tuttavia, non si tratta dell’estate più calda in assoluto. Da quando vengono rilevate le temperature, cioè dal 1880, ecco le stagioni estive più bollenti: quelle degli anni dopo il 2000 la vincono su tutte!

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