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Isole Faroe chiuse per 3 giorni per “restauri ambientali”
Isole Faroe chiuse per 3 giorni per “restauri ambientali”

Le Isole Faroe sono un arcipelago a governo autonomo che fa parte del Regno di Danimarca e comprende 18 isole vulcaniche rocciose situate tra l’Islanda e la Norvegia nell’Oceano Atlantico settentrionale. Contano circa 50000 abitanti e costituiscono un paradiso naturalistico straordinario con paesaggi mozzafiato, pittoreschi villaggi di pescatori, innumerevoli specie di uccelli e greggi di pecore che attraggono escursionisti e appassionati di birdwatching da tutto il mondo. Anche se si trovano sperdute in mezzo all’oceano, sono facilmente raggiungibili in aereo o via mare e una volta arrivati ci sono ottimi collegamenti interni: tunnel stradali, traghetti, strade rialzate e ponti. L’ecosistema naturale è molto delicato e alcune delle aree più visitate hanno cominciato a mostrare i primi segni di logorio causati dal passaggio dei turisti. Il governo ha così deciso di correre ai ripari chiudendo le frontiere per un intero weekend, in modo da rimettere tutto in ordine e preservare le bellezze delle Isole.

Così dal 26 al 28 aprile verranno chiuse le porte ai turisti: non entrerà nessuno, a parte 100 volontari che hanno deciso di aderire prontamente all’iniziativa dell’ente locale di promozione dell’ospitalità. Queste persone si sono iscritte sul sito visitfaroeislands.com dove sono stati accettati solo i primi 100 che si sono fatti avanti. Questi viaggiatori, insieme alla popolazione locale, parteciperanno a progetti di ristrutturazione o di miglioramento dei servizi turistici. Saranno impegnati a realizzare nuovi sentieri per il trekking o a ripristinare quelli nelle condizioni peggiori, costruendo gradini, alzando recinzioni di sicurezza e sistemando la segnaletica e i cartelli. Non sono state richieste capacità o qualifiche specifiche, a parte la buona volontà.

Il volo è a carico dei partecipanti che però hanno potuto approfittare di una tariffa fissa e agevolata di 280 euro, con andata e ritorno da Copenaghen. Una volta giunti a destinazione, le spese di spostamento, vitto e alloggio saranno sostenute dal governo delle Faroe. A lavori finiti, volontari e abitanti che hanno collaborato ai progetti di manutenzione saranno invitati a una grande festa di ringraziamento.

Stop al Turismo sulla spiaggia di Maya Bay
Stop al Turismo sulla spiaggia di Maya Bay

Il posto da favola reso famoso dal film “The Beach” fa i conti con l’inquinamento. La famosa spiaggia thailandese di Maya Bay, sull’isola di Koh Phi Phi Lee, verrà chiusa a tempo indeterminato per permettere la ripresa dell’ecosistema, devastato da orde di turisti. La spiaggia è diventata celebre dopo il film del 2000 “The Beach” con Leonardo DiCaprio girato interamente in Thailandia tra gennaio e aprile 1999. Le autorità inizialmente avevano deciso di impedirne l’accesso per soli 4 mesi l’anno a causa dell’erosione della spiaggia e dell’inquinamento provocato da migliaia di arrivi giornalieri di turisti. Dopo un primo bilancio positivo, ad agosto si sono resi conto che la situazione era peggiore di quanto previsto e il che divieto temporaneo non era sufficiente.

Sul sito dell’autorità del turismo della Thailandia si legge che la spiaggia, visitata da circa 5000 turisti al giorno, ha bisogno di un periodo di chiusura per ”riprendersi” dai danni causati alla barriera corallina e dalle barche che attraccano nella baia in alta stagione. Si legge che è molto difficile rimediare e riabilitarla perché la sua spiaggia è stata completamente distrutta così come le piante che la coprivano. Il divieto resterà in vigore fino a una completa ripresa e il ritorno a una situazione normale.