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Giornata della Meteorologia
Giornata della Meteorologia

Come ogni anno, il 23 marzo è la Giornata Mondiale della Meteorologia. Una giornata molto importante anche per i nostri MeteoHeroes. Ma come mai proprio quel giorno? Il 23 marzo del 1950 entrò in vigore la convenzione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (in inglese World Meteorological Organization), un’organizzazione intergovernativa con sede a Ginevra, nata per promuovere la ricerca in campo meteorologico, lo scambio di informazioni e la collaborazione fra diversi servizi legati alla meteorologia e idrologia, facilitando la cooperazione a livello internazionale e l’applicazione della meteorologia a diversi ambiti come quello dell’aeronautica, dei trasporti, dell’agricoltura e di molte altre attività umane. É una giornata importante perché evidenzia il grande contributo che i servizi meteorologici e idrologici nazionali fanno alla sicurezza e al benessere della società.

Il tema dell’anno scorso è stato “Understanding Clouds”, ovvero “Capire le nubi”. Il 23 marzo 2017 è stato un giorno fondamentale per sottolineare l’enorme importanza delle nuvole per il clima e l’acqua. È stata anche l’occasione per celebrare la bellezza intrinseca e il fascino estetico delle nuvole, che ha ispirato artisti, poeti, musicisti, fotografi e innumerevoli altri appassionati nel corso della storia. La Giornata Meteorologica Mondiale dello scorso anno ha anche segnato il lancio di una nuova edizione dell’Atlante Internazionale delle Nuvole dopo la revisione più completa e di vasta portata della sua lunga e illustre storia. Il nuovo “Atlante internazionale delle nuvole del WMO” è un tesoro di centinaia di immagini di nuvole, inclusi alcuni tipi di nuvole appena classificate. Presenta anche altri fenomeni meteorologici come arcobaleni, aloni, diavoli di neve e grandine. Per la prima volta, l’Atlante è stato prodotto in un formato digitale.

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Quest’anno il tema sarà “Weather-ready, climate-smart”, ovvero si parlerà di come la meteorologia può intervenire tempestivamente per reagire al clima mondiale che sta cambiando. Eventi atmosferici di grande impatto come cicloni tropicali, forti piogge, ondate di caldo, siccità, tempeste invernali e temperature gelide, nel corso dei secoli sono sempre stati presenti nella vita dell’uomo. Il cambiamento climatico però sta portando a un aumento dell’intensità e della frequenza di alcuni di questi eventi, in particolare delle ondate di caldo. Dobbiamo prepararci alle condizioni meteorologiche estreme attraverso migliori e più reattivi sistemi di allarme per contrastare diversi tipi di pericoli e fornire risposte più coordinate a livello globale. Ciò aiuterà la resilienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici a lungo termine causati dalle emissioni di gas serra.

Year of Polar Prediction (YOPP): un anno di studio ai Poli
Year of Polar Prediction (YOPP): un anno di studio ai Poli

Qualche giorno il lancio della missione Year of Polar Prediction (YOPP) voluta dalla Organizzazione Meteorologica Mondiale con l’obiettivo di migliorare le previsioni a livello globale e conoscere meglio Artide e Antartide, le due zone di cui abbiamo meno informazioni e che risentono maggiormente del riscaldamento globale.

Il clima ai Poli sta cambiando molto più rapidamente che altrove. Per questo motivo ha avuto inizio una campagna mirata al miglioramento delle previsioni meteo-climatiche e dello studio delle condizioni del ghiaccio in modo da ridurre i rischi ambientali e comprendere le opportunità e i rischi connessi al cambiamento del clima.

Da metà del 2017 fino a metà del 2019: questo sarà il periodo di studio durante cui la WMO e la AWI (Istituto Alfred Wegener), oltre a molti altri partner nel mondo, avranno modo da coprire lo studio del clima di un intero anno sia al Polo Nord che al Polo Sud. Durante i prossimi due anni una rete internazionale di scienziati e centri previsionali osserveranno e documenteranno i cambiamenti di Artide e Antartide.

Il risultato sarà di grande valore perché permetterà di ottenere previsioni meteorologiche e delle condizioni del ghiaccio ancora più dettagliate e corrette che interesseranno anche chi vive a latitudini inferiori, la maggior parte della popolazione. Artide ed Antartide risentono profondamente dei cambiamenti climatici in atto: queste zone infatti, come spiega Thomas Jung, del centro AWI, “si stanno surriscaldando due volte più velocemente che altrove e questo ha ricadute sul clima di molte zone nel mondo“.

Nel mese di marzo, a causa di diverse ondate di caldo, la superficie massima annuale della calotta artica, dopo l’inverno, è stata la più bassa di sempre. Allo stesso tempo, in Antartide, l’estensione minima dei ghiacci dopo l’ultima estate è stata la più bassa mai registrata. “Il ritmo e le implicazioni del cambiamento climatico ai Poli sta spingendo al limite il sapere scientifico ” spiega Jung.
In ambienti ostili come i Poli, la previsione meteorologica e delle condizioni del ghiaccio trova delle carenze. Sono zone di cui si hanno pochi dati e non sono mai stati, prima d’ora, studiati come altre parti del mondo. Grazie a questo anno di studi gli esperti della WMO e del mondo sperano quindi di fare passi in avanti nella previsione meteo-climatica dei Poli e, di conseguenza, del mondo intero.